Gli Otium, in radio e sui digital-stores il singolo “Ciao, sono quel Dio”, accompagnato dal videoclip ufficiale per la regia di Sergio Galassi

Gli Otium, in radio e sui digital-stores il singolo “Ciao, sono quel Dio”, accompagnato dal videoclip ufficiale per la regia di Sergio Galassi – Dal 21 giugno in radio e sui digital-stores il singolo “Ciao, sono quel Dio” del duo romano “Gli Otium”, accompagnato dal videoclip ufficiale, per la regia di Sergio Galassi (http://www.creativ-o.it/).

“Il singolo- raccontano Marco e Michele- è nato sulla spiaggia del litorale laziale, la mattina di un giorno feriale ma in qualche modo festoso, di una primavera che si faceva estate, tra studenti non in classe ed impiegati fuggiti dalle scrivanie come bimbi, con i calzini e le scarpe insabbiate sotto gli ombrelloni incellofanati di bar ancora chiusi, a godere del miracolo di quel Dio che fa le onde al mare.”

“Ciao, sono quel Dio” precede l’album “Nessun Negoziato”, la cui uscita è prevista in autunno per l’etichetta discografica “La Stanza Nascosta Records” del musicista e produttore toscano Salvatore Papotto.

 Quella de “Gli Otium”, novelli flâneurs della canzone d’autore, è una vacuità solo apparente, un indugiare deliberato in una dimensione umanistica di pienezza ideativa.

In questo spazio di assoluta libertà da coercizioni eteroimposte, di affrancamento da assilli cronometrici e riempitivi obbligati, sembra affacciarsi l’autentico-semiserio- tempo della vita.

 “Dietro le canzoni del nostro album-anticipano Gli Otium- c’è un sorriso costante e mai una derisione; si direbbe che il nostro scrivere è un omaggio all’ironia e al motivo per cui esiste: esorcizzare e nascondere, anche un po’ a noi stessi, l’amarezza.”

“Da quando ci siamo incontrati per puro caso, una decina di anni fa’, abbiamo iniziato a scrivere insieme canzoni, per il solo e scanzonato piacere di farlo. Il nome richiama lo spirito del sodalizio, nel senso originario del termine.

Suonavamo (e suoniamo ancora) in una stanza romana, che si è via via riempita di chitarre, mixer, accordi, amplificatori, pedali, melodie, tastiere, microfoni, coriste improvvisate, fogli sparsi di canzoni, posaceneri e… freccette.

Negli anni qualche vacanza o furtive, improvvisate escursioni “tenda chitarra e spiaggia”, per sottrarre al vento e al mare i suoni, le melodie, le chiacchiere e le emozioni della gente.”

Marco e Michele, in arte “Gli Otium” amano definire le loro canzoni “Musica da camera (con ampio affaccio sul mare), o musica mediterranea.” 

“Ma anche-e soprattutto, forse- musica “libera”, perfino dal bisogno di definirsi.”

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