Gli ex-voto restaurati tornano al santuario di San Romedio

Gli ex-voto restaurati tornano al santuario di San Romedio – Si è svolta questa mattina, martedì 30 maggio, al S.A.S.S., lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas in piazza Cesare Battisti a Trento, la conferenza stampa di presentazione del percorso espositivo permanente “San Romedio. Mille anni di storia, arte e devozione”, ultimo tassello dell’impegnativa campagna di restauri, riuso e riqualificazione del santuario condotta dalla Provincia autonoma di Trento tramite la Soprintendenza per i beni culturali in base al protocollo d’intesa con l’Arcidiocesi di Trento, la Comunità della Val di Non e i Comuni di Predaia, di Sanzeno e di Romeno.
L’inaugurazione è in programma mercoledì 31 maggio alle ore 17.30.

 

“Uno straordinario monumento di arte, storia e devozione popolare, un polo di eccellenza della nostra offerta culturale e turistica, ma soprattutto un luogo vissuto, da tutelare con discrezione, nel rispetto dei suoi valori di fede e spiritualità”. Così Franco Marzatico, dirigente della Soprintendenza per i beni culturali, ha sintetizzato il senso della pluriennale campagna di conservazione e valorizzazione del santuario di San Romedio finanziata dalla Provincia autonoma di Trento tra il 2012 e il 2016.
Alla presentazione dei lavori, che si è tenuta questa mattina a Trento presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, sono intervenuti anche don Marco Saiani, vicario generale dell’Arcidiocesi di Trento, padre Giorgio Silvestri, rettore del Santuario di San Romedio, don Giovanni Cristoforetti, direttore dell’Ufficio Arte Sacra e Tutela Beni Culturali Ecclesiastici, e Roberto Festi, autore del progetto del nuovo spazio espositivo allestito in tre ambienti al piano terra pressol’ingresso del santuario. Protagonisti gli ex voto restaurati, segni visibili di una grazia richiesta e ottenuta e prodotti di un’arte “povera” che per don Cristoforetti esprime al meglio i valori della Chiesa di papa Francesco.
Nel giorno della festa dei santi martiri d’Anaunia, strettamente legati alla figura dell’eremita Romedio, padre Giorgio Silvestri ha dunque potuto salutare con soddisfazione la conclusione delle opere di allestimento di un percorso espositivo permanente – intitolato San Romedio. Mille anni di storia, arte e devozione – che racconta gli aspetti storici, artistici, iconografici, religiosi e devozionali di uno dei santuari più belli della regione alpina.
Con il coordinamento scientifico di Salvatore Ferrari e di Ermanno Tabarelli de Fatis, sono stati esposti una quarantina di ex voto, reperti archeologici rinvenuti ai piedi della rupe, alcuni riquadri affrescati strappati nel 1932 e applicati su tela, i preziosi sportelli con specchiature in scagliola policroma provenienti daun reliquiario a cassetta del 1666, materiali archivistici e librari e varie riproduzioni finalizzate a illustrare l’iconografia del santo e del suo santuario.
Gli interventi di manutenzione e restauro delle opere esposte sono stati curati dalla ditta Enrica Vinante restauro opere d’arte e dal Laboratorio di Restauro della Soprintendenza per i beni culturali (Antonello Pandolfo, Roberto Perini, Maria Luisa Tomasi con la collaborazione di Paolo Poier).
Nei lavori di allestimento sono state coinvolte le seguenti ditte: Falegnameria Magil, Serigamma, G.T.E. Elettrica, Mazzalai serramenti, Sinergo Trento srl e A&T Multimedia srl.
Alla ditta Wasabi snc di Michele Moser & C., infine, è stato affidato l’incarico di realizzare un film/documentario relativo al santuario di San Romedio e un breve video di presentazione del percorso espositivo permanente, presentato oggi in anteprima.