Gincana: “Raccontiamo l’urgenza di credere in qualcosa”

Un’introspezione profonda e senza filtri caratterizza “Speranza”, il nuovo singolo dei Gincana, un brano che si fa portavoce di un’umanità ferita ma ancora capace di resistere. Il testo, evocativo e potente, si snoda tra immagini di dolore e bagliori di speranza, mentre la voce degli artisti si carica di pathos e autenticità. La produzione musicale accompagna con delicatezza e forza questo viaggio interiore, creando un connubio perfetto tra parole e suoni. Abbiamo intervistato i Gincana per scoprire cosa si cela dietro questa canzone e il messaggio che vogliono trasmettere al loro pubblico.

Qual è stato il momento più significativo del vostro percorso musicale fino ad oggi? Un’esperienza che vi ha cambiato o che vi ha fatto crescere come artisti?

La spontaneità che accompagna la nostra produzione artistica ci ha fatto provare qualcosa di molto originale, ci siamo messi alla prova in modo giocoso dicendoci: ma che stiamo facendo? Chissà se piacerà quello facciamo… Abbiamo deciso di registrare e buttare fuori il nostro primo brano appena finito. Ecco, il momento è stato questo, i feedback sono arrivati subito e sono stati estremamente positivi, anche da professionisti del settore. Questo ci ha fatto impostare il progetto Gincana in maniera diversa e, mettendo tutte le nostre energie e creatività in questo, ci ha permesso di definire il nostro mondo unico, quello dei Gincana.

“Speranza” è una canzone che esplora temi molto potenti e universali. Come vi preparate emotivamente quando affrontate argomenti così complessi e profondi?

Non ci prepariamo emotivamente, direi che siamo già pronti. Per noi scrivere, disegnare, suonare, sono come parlare, sono i nostri mezzi espressivi. Esprimiamo quello che sentiamo, può succedere in qualsiasi momento, è un’esigenza che ci accompagna quotidianamente. Ci sentiamo avvolti da un’emozione, la esploriamo e la esprimiamo.

Il vostro sound è una fusione di generi diversi, dalla musica elettronica alla musica classica. Qual è l’aspetto della vostra musica che vi entusiasma di più quando siete in studio?

Io, Antonio, faccio musica da quando avevo 14 anni. Ho capito che la cosa più bella dell’arte e della musica è il fatto che si può fondere nel presente, per creare ogni volta qualcosa che prima non esisteva. Unire trap, musica classica, drumnbass, techno, breakbeat e dancehall nel presente di oggi non può che generare qualcosa di unico e originale. In studio sentiamo le vibrazioni del suono futuro.

Come vivete la reazione del pubblico alla vostra musica? Ci sono esperienze in cui avete sentito che la vostra canzone ha veramente toccato qualcuno?

La reazione del pubblico è emozionante. Sentire che qualcun’altra, o altro, si riconosce in una cosa che parte da te, completamente libera, è magico. Alcune persone si sono commosse ascoltando le nostre cose, hanno desiderio di parlarci e approfondire con noi dopo i concerti. È una condivisione meravigliosa.

Guardando al futuro, quali sono i vostri progetti e le ambizioni per i prossimi anni? Ci sono nuove direzioni musicali che vorreste esplorare?

Vorremmo semplicemente vivere con la nostra creatività e suonare live per trasmettere alle persone che ci ascoltano le nostre emozioni. Per ora vogliamo continuare ad esplorare il mondo Gincana, questo progetto musicale ha meno di un anno, abbiamo in cantiere molti altri brani che abbracciano generi diversi e sarà sempre una scoperta.

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