Un romanzo forte, scomodo, lucido, che scava nei chiaroscuri dell’animo umano. Con “Non c’è nero nell’arcobaleno”, Giacomo De Rosa ci mette di fronte alla fragilità del potere e all’illusione della felicità, raccontando un uomo spezzato e il suo cammino verso il riscatto. Emozioni crude, parole senza filtri.
Ciao, Giacomo. Da dove nasce l’ispirazione per il romanzo “Non c’è nero nell’arcobaleno”?
Si pensa spesso di vivere una vita vivace, piena di ogni piacere, una vita che pensiamo appartenerci, alcuni però si accorgono che quello che apparentemente si percepisce come assoluto appagamento, in realtà è una gabbia.
Quello che appare come colorato ma poi si svela solamente come tonalità tra il grigio e il nero.
Vorresti parlare in maniera più approfondita dell’evoluzione di Giona Cohen, senza togliere al pubblico il piacere della lettura?
Giona è un essere cinico, opportunista e prepotente, ricchissimo e potente ma… assolutamente solo.
Una solitudine che stempera con i piaceri dell’alcool , cocaina e sesso;
poi però accade qualcosa che lo travolge e lo sconvolge, lentamente prende inconsapevole coscienza, riesce persino a sentire il brivido dell’amore.
Giona percorre una sinusoide , un percorso dove dall’alto scivola rovinosamente in fondo , per poi risalire e nuovamente ricadere; ma si sa , è nell’animo umano quello di cercare di adattarsi, evolvendosi verso il miglioramento della propria condizione.
Come mai hai deciso di trattare il tema della dipendenza?
Era necessario cercare di inquadrare con chiarezza il temperamento di Giona con un carattere forte, la scelta della dipendenza è stata obbligata per trasformare quella personalità ingombrante in un mostro, atteggiamenti e prese di posizioni talmente sconvolgenti da poter essere giustificati solo da un abuso di droga e alcool .
Purtroppo il fenomeno della dipendenza, soprattutto da cocaina e alcool è all’ordine del giorno, la maggior parte di noi ha rapporti con persone che ne abusano ma che nemmeno immaginiamo.
Sappiamo bene gli effetti deleteri sui rapporti sociali che tali sostanze provocano e Giona ne è la conferma.
La dipendenza, in qualunque sua forma, mi terrorizza, in quanto nel momento in cui ci si cade, si perde inconsapevolmente la libertà.
Hai in mente qualche progetto per il futuro?
Si, sto lavorando ad un nuovo libro che tratta la malattia, qualcosa che mi ha toccato da vicino e che mi piacerebbe condividere con il popolo dei lettori.









