Generoso di Biase. Nella mente di un superficiale

Incontriamo, in esclusiva per Oltre le Colonne, Generoso di Biase avvocato partenopeo che, come dice lui stesso nello spot che ha girato per invitare tutti i Capitolini alla sua prossima presentazione, ha il pallino della scrittura.

In questa veste di romanziere lo potremmo incontrare a Roma il 5 febbraio dalle ore 17 in via Leonida Bissolati 56, presso COCO-MAT lo showroom di interior design che per l’occasione si trasforma in salotto letterario.

Generoso di Biase, benvenuto su Oltre le colonne, per rompere subito il ghiaccio le faccio una domanda schietta: ma lei ha qualcosa contro le donne?

“Niente affatto, sono contro i giudizi strumentali, sparati a casaccio contro chi ha fatto scelte diverse, solo per difendere le proprie, piuttosto frutto dì fragilità anziché dì volontà. Mi creda per questo tipo dì persone per me non esiste sesso che faccia differenza, semmai mediocrità che omologa“.

Nel suo libro ci sono due modi completamente diversi di approcciare le donne. Da una parte c’è un protagonista quasi brutale che “sfrutta” in qualche modo le donne che gli si buttano ai piedi diventando le loro amanti, giovani e meno giovani che con estrema facilità cadono nella sua rete, dall’altra c’è la figlia, Beatrice, per la quale ha un amore delicato, ma forse anche timoroso.

Questi due approcci diversi come li spiega? 

“È un modo che mi fa approcciare al mondo, che manifesta insofferenza, fastidio per l’enfasi posticcia, per l’autodeclamazione, per l’inconsapevolezza dei propri limiti, ed un altro che mi fa approcciare ai figli che si accettano per come sono e sotto ogni aspetto. Siamo genitori per dare, non per ricevere. Voglio precisare che il protagonista non irretisce, non utilizza trappole per le donne, anzi, come lei ha scorto, è addirittura brutale. Brutale e rete sono degli ossimori per uno che ha come scopo quello dì conquistare le donne. Lui odia far del male e spesso utilizza la brutalità per mettere in guardia ma anche per esprimere la sua idiosincrasia agli schemi che, invece, sono spesso le donne ad utilizzare per cercare dì conquistarlo. Se poi ci riferiamo ad un linguaggio diretto, si tenga presente che è una mente che parla e con noi stessi credo che tutti utilizziamo un linguaggio più concreto e più brutale”.

C’è poi un altro sentimento per un’altra donna, la ex moglie del protagonista. Cosa potrebbe dire di lei in poche parole? Crede potrebbe essere una figura reale?

“Non ci sono giudizi nella storia, semmai fatti. Il giudizio del lettore non dovrà riguardare la condotta o la personalità del protagonista, che pure ne fa esplicita richiesta, ma dell’intero ambiente che lo circonda. Ad ogni modo, qualunque sia questo giudizio nei confronti della moglie lasciata, il fatto che il giudizio possa essere espresso dal lettore, implicitamente conferma che trattasi dì figura reale. La realtà si giudica, le fantasie non esistono fino a quando non messe in atto ma, a quel punto, diventano realtà”.

Il protagonista è l’avvocato De Chirico, l’autore è l’avvocato di Biase, quanto c’è dell’uno e dell’altro in ognuno di voi?

“Ho riservato l’esclusiva dì questa domanda ad una nota rivista scandalistica. A parte la battuta che oramai faccio spesso, ritengo che “Nella mente dì un superficiale” si allinei con una forma dì letteratura più praticata all’estero che non in Italia. In Italia si ha la tendenza a raccontare storie, all’estero si predilige molto dì più il confronto con la psicologia del protagonista, da ultimo, anche attraverso vere e proprie biografie. Vedasi il fenomeno Emanuel Carrere in Francia, ma va detto che anche in Italia, ad esempio, con l’ottimo romanzo dì Emanuele Trevi “Due vite”, ultimo vincitore del premio Strega, si sta assecondando l’esigenza di affrontare percorsi affatto diversi da quelli meramente narrativi, nel senso dì elaborazioni letterarie dì avvenimenti, in altre parole, racconti. Quindi, poco importa se l’avv. De Chirico contenga o sia l’alter ego dell’avv. di Biase, il lettore che ama il confronto con la vita reale, legga il mio romanzo, se preferisce i racconti, lo invito a scegliere altro”.

Nel suo libro c’è anche amicizia verso un uomo e amore verso un altro figlio. Senza cadere in distinzioni di genere o in troppo facili e sciocche ironie, secondo lei quanto è difficile per un uomo amare affettuosamente un altro uomo? Stiamo parlando appunto di rapporti di amicizia.

“Una delle cose più sopravvalutate ma, al contempo, più difficile da provare è l’amore. Bisogna essere tanto per amare. In un verso di una mia poesia, anzi nell’ultimo verso dì una mia poesia, affermo: l’amore non esiste se non per i grandi e i grandi non si incontrano. Per la maggior parte dì noi è facile riempirsi la bocca con la parola “amore”. Il più delle volte, si tratta dì una mera enfatizzazione delle proprie esigenze. Il bisogno dell’altro viene spesso spacciato per amore verso l’altro. Confondiamo le emozioni dì cui abbiamo bisogno per amore. Questo vale per l’amicizia, per i figli, per ogni rapporto dì coppia. Resto fortemente convinto che per amare occorra tanta testa, il cuore tende ad avere, solo la testa, se ne è in grado, tenendo a bada il cuore, può decidere dì dare …dì amare”.

Nel libro troviamo anche lettere molto delicate e poesie, è l’altra parte dell’autore Generoso di Biase?

“È De Chirico, non l’altra parte dì De Chirico, lasciamo stare l’autore. È un tutt’uno. Eventuali intervalli dì superficialità, non definiscono una persona né una parte dì essa. Anzi, ritengo sia proprio delle persone profonde che non amano specchiarsi nella propria capacità dì scandagliare l’anima, ricorrere alla superficialità, così, per prendere fiato. Se vuole, per non annegare nelle acque scure dei propri precordi. E, poi, che noia una personalità con poche o nulle sfaccettature. Una personalità variegata non può che essere profonda. De Chirico è uno che sceglie cosa essere e sa quando essere l’uno o l’altro. Diverso è quando si agisce nella inconsapevolezza dì sé”

Per concludere,  ricordando ai nostri  lettori che possono incontrare Generoso di Biase sabato 5 febbraio dalle ore 17 in via Leonida Bissolati 56, le chiedo due aggettivi per definire se stesso.

Non ci provo per nulla. Posso dire che sono una persona che incomincia a piacersi ma ha che ha tanta strada ancora per conoscersi. Non so se gli anni che ho da vivere saranno sufficienti a darmi un’idea dì ciò che realmente sono. Di certo, mi cercherò fino all’ultimo istante. Non riesco ad accettare una vita nella piena inconsapevolezza di sé. La scelta degli aggettivi per definirmi la lascio, piuttosto, a chi crede dì conoscermi

Grazie, Generoso, ci incontreremo Certamente sabato per brindare insieme al successo di “Nella mente di un superficiale” Edito da Graus Edizioni

Per garantire le distanze di sicurezza e nel pieno rispetto delle regole per il contenimento del contagio si consiglia di prenotare il proprio posto scrivendo a sbscomunicazione@gmail.it,  o tramite messaggio WhatsApp 3456048479.

Si ricorda che durante tutto l’evento sarà obbligatorio mantenere la mascherina sulla bocca e il naso. L’ingresso è gratuito ma è obbligatorio presentare il Green pass per il controllo.

Autore: Generoso Di Biase
Editore: Graus Edizioni
Collana: Tracce
Pagine: 231
Costo: 18 €