Gas Station di Olga Torrico in concorso alla 35.Settimana Internazionale della Critica di Venezia

GAS STATION

(2020)

Un film di

Olga Torrico

IN CONCORSO ALLA 35. SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

(sezione: SIC@SIC Short Italian Cinema)

Proiezione Stampa:
Giovedì 3 settembre

ore 08:45 – Sala Perla  Proiezione Ufficiale:
Venerdi 4 settembre

ore 14:00 – Sala Perla

Repliche:
Sabato 5 settembre
ore 19:30 – Cinema Astra 1
ore 19:45 – Cinema Astra 2

BIENNALE CINEMA 2020

  1. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA

LIDO DI VENEZIA

Sarà in concorso alla 35. Settimana  Internazionale della Critica di Venezia, nella sezione SIC@SIC Short Italian Cinema, nata da una sinergia tra il Sindacato Nazionale Critici  Cinematografici Italiani e Istituto Luce-Cinecittà, il primo cortometraggio di Olga Torrico: “Gas Station”. L’opera verrà proiettata in anteprima per la stampa, giovedì 3 settembre, alle ore 8.45 in Sala Perla e in prima mondiale al pubblico venerdì 4 settembre, alle ore 14:00, con replica il giorno successivo, sabato 5 settembre, alle ore 19:30 al Cinema Astra 1, e alle ore 19:45 al Cinema Astra 2. Prossimamente il corto sarà disponibile su Rai Cinema Channel.

Alla sua prima esperienza di regista e interprete protagonista, dopo alcuni anni di attività nella produzione e distribuzione cinematografica, la giovane artista ha scelto per il suo lavoro di affrontare il tema del riscatto da un passato non vissuto come si sarebbe voluto per paure e insicurezze personali. Alice è un’ex flautista che lavora in una pompa di benzina, avendo accantonato la sua passione musicale a causa di un senso di vuoto che la bloccava nell’esecuzione davanti al pubblico. La meccanicità del suo quotidiano viene interrotta dall’incontro casuale col suo vecchio insegnante di musica, proprio nel momento in cui sta per vendere il suo strumento musicale per dare un taglio definitivo al passato. Ma questo evento dettato dal caso la porta a ripercorrere un’analisi introspettiva che la costringerà istintivamente a chiedersi se sia rimasta per troppo tempo senza la sua vera benzina.

Il corto ha avuto varie fasi di lavorazione, dettate anche dalla scelta di utilizzare linguaggi diversi, con parti girate in 35 mm e altre lavorate sull’uso creativo di immagini d’archivio e sul recupero della memoria di filmini di famiglia dall’archivio privato dell’autrice.

Come racconta Olga Torrico, il corto è stato realizzato sul filo di una importante ricerca nel passato, con un istintivo lavoro di riscrittura in montaggio. Un montaggio creativo allo stato puro, senza alcun misticismo o impianto premeditato, a cui si è aggiunta un’ultima fase di elaborazione durante il lockdown dell’emergenza Covid: “Avevo scritto un soggetto che è risultato vincitore del bando Extended Cinecampus, un percorso molto stimolante che dava la possibilità di girare il proprio cortometraggio in pellicola a Catania. Si trattava di un’esperienza formativa con 10 futuri registi che prevedeva solo 12 ore per girare, inclusi gli spostamenti, una sola location e determinati paletti che potevano effettivamente comportare alcune difficoltà oggettive. Condizionata un po’ dall’ansia del rispetto di tempi strettissimi e un po’ dalla scoperta del nuovo, ho cercato di evocare nelle scene girate in loco quel fermento, narrando una storia condizionata dal caso, o dal segno, dell’incontro tra Alice e il suo professore di musica di quand’era bambina. Quando sono tornata alla base ho voluto approfondire il mondo interiore della protagonista, approcciandomi al lavoro in modo istintivo, evocativo. Volevo raccontare il bisogno profondo di Alice di riconnettersi con se stessa ed emanciparsi dalle sue paure. Ricordi perduti si confondono con i sogni, come se fossero le immagini di un’altra vita. Per realizzare questo aspetto contrappuntistico alla realtà, ho compiuto un lungo lavoro di ricerca nei miei personali archivi audiovisivi dell’infanzia, e ho associato alcune immagini recuperate da altri archivi, in parte attinte dai miei sogni, alle riflessioni della protagonista, per far maggiormente rivivere il suo passato reciso. È stata una lavorazione lunga, anche frammentata, ma in qualche modo questo procedimento creativo era speculare al lavoro che facevo su me stessa durante la post-produzione, in cui lasciavo andare insicurezze e limiti che avevo vissuto sul set, la rigidità di quei paletti allora necessari ma imposti, affinché quegli stessi limiti diventassero occasioni per inventare, esplorare, sperimentare senza paure. Le scene ambientate nella pompa di benzina sono state girate nel settembre 2018 a Santa Venerina, paese etneo in provincia di Catania. Quel territorio mi ha trasmesso tanta energia, lo slancio e la vitalità anche di rischiare – non a caso l’immagine conclusiva del corto è un vecchio filmato dell’Etna in eruzione. Ho vissuto infatti una bellissima esperienza, ascoltando, imparando tanto e collaborando con persone speciali, dal direttore della fotografia Eleonora Contessi, allora allieva del Centro Sperimentale assieme a gran parte del reparto di fotografia, a tutti gli altri reparti e al cast. Soltanto un anno dopo però ho ripreso in mano il film, con il supporto prezioso di Sayonara Film e di Adam Selo che è stato non solo produttore ma anche manager di post-produzione. Ho lavorato al montaggio con Corrado Iuvara per alcuni mesi, fino al dicembre dello scorso anno, e successivamente al sound design con Riccardo Rossi. Poi è arrivato l’isolamento del coronavirus che mi ha consentito di scrivere nuove parti del cortometraggio: nel silenzio di quelle giornate mi sono resa conto che c’era ancora qualcosa che volevo tirare fuori, dal ricordo di sensazioni, profumi, stati d’animo ed emozioni scaturite dal mio rapporto con la musica durante la mia infanzia e adolescenza. Ho smesso di suonare da tempo ma la musica fa parte della mia vita e tutt’oggi torno sulla tastiera del mio pianoforte per sfogarmi o liberarmi dal resto: nel mio caso non era la mia strada professionale, ma la musica è comunque universalmente un fondamentale, costante e indispensabile incipit di arricchimento personale e, credo, fonte di flusso e ritmo anche dal punto di vista narrativo e visivo”.

Il corto è interpretato dalla stessa Torrico, da Gabriele Zapparata e dal palermitano Claudio Collovà nel ruolo del professore: “Questa figura – continua la regista – riporta Alice un po’ nel suo binario, ricostruendo il trauma e conseguente blocco psicologico provocato dalla paura paralizzante vissuta prima di un concerto. Eppure, la riconciliazione con la sua essenza e la ricostruzione parziale delle sue ambizioni non è volutamente mostrata, lasciando aperto un finale di possibilità e di scelte, le stesse che possono aver condotto la protagonista a fare la benzinaia.”

“Gas Station” è prodotto da Adam Selo e Olga Torrico per Sayonara Film, da Factory Film e Associazione Terre di Cinema, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e con il sostegno di MIBACT e SIAE (“Sillumina”). Il film è distribuito in Italia e a livello internazionale da Elenfant Distribution. Direttore della fotografia è Eleonora Contessi, ex-allieva di Fotografia del Centro Sperimentale di Cinematografia. Montatore è Corrado Iuvara e Sound Designer Riccardo Rossi.

Per accedere alle proiezioni durante la 77esima edizione della Mostra d’Arte cinematografica di Venezia consultare il sito https://www.labiennale.org/it/cinema/2020

SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA

https://www.sicvenezia.it/film/gas-station/

TITOLO ORIGINALE: Gas Station

GENERE: fiction

DURATA: 10’

CAMERA: ARRIFLEX 435

SHOOTING FORMAT: 35 MM

EXHIBITION FORMAT: DCP

SOUND: stereo

ASPECT RATIO: 1:85

LINGUA: italiano

SOTTOTITOLI: italiano· inglese· francese· spagnolo

PRODOTTO DA: Adam Selo e Olga Torrico (Sayonara Film)· Factory Film· Associazione Terre di Cinema

IN COLLABORAZIONE CON: Centro Sperimentale di Cinematografia

CON IL SOSTEGNO DI: MIBACT· SIAE SILLUMINA

DISTRIBUITO DA:     Elenfant Distribution

REGIA· SOGGETTO· SCENEGGIATURA: Olga Torrico

CON:  Olga Torrico · Claudio Collovà · Gabriele Zapparata

DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA: Eleonora Contessi

MONTAGGIO: Corrado Iuvara

SOUND DESIGNER: Riccardo Rossi

SVILUPPO PELLICOLA E TELECINEMA: Augustus Color

GRAFICHE:   Carmen Sciortino· Giulia Norelli

TRAILER: https://vimeo.com/442778202

NOTE DI REGIA

Sommersi sotto gli strati induriti degli anni, ricordi tristi e felici riemergono improvvisamente, come un tesoro strappato dal fondo di un oceano scuro.

Dentro c’è un vuoto, in cui è rimasto sigillato un fuoco che si è fatto sempre più debole, lasciato senza l’ossigeno necessario per bruciare.

Con “Gas Station” volevo raccontare il senso di mancanza che prosciuga chi ha messo da parte se stesso e la propria essenza per paura di esprimersi.

Alice è alla ricerca di un posto nel mondo che sia veramente suo – immagini che appartengono ormai a un’altra vita le ricordano cosa ha perduto.

Olga Torrico

LA REGISTA E INTERPRETE: OLGA TORRICO

Olga Torrico studia tra Roma, Parigi, Bologna e Valencia, dapprima laureandosi in lingue e letterature, poi specializzandosi in Cinema Televisione e Produzione Multimediale. Dal 2014 fa parte del team di distribuzione di cortometraggi Elenfant Distribution. Nel 2016 insieme ad Adam Selo fonda la società di produzione Sayonara Film, con cui produce cortometraggi e documentari di creazione. Nel 2017 frequenta la scuola di sceneggiatura Bottega Finzioni. Vincitrice del bando Extended Cinecampus, scrive, dirige e interpreta il suo primo cortometraggio, Gas station, girato in 35 mm all’interno dell’iniziativa Terre di Cinema e ultimato attraverso un lavoro di recupero creativo di spezzoni di archivi audiovisivi e filmini di famiglia. Il film è prodotto da Sayonara Film e Factory Film, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia.

LA PRODUZIONE: SAYONARA FILM SRL

Società di produzione e distribuzione cinematografica fondata da Adam Selo e Olga Torrico nell’aprile del 2016 a Bologna, si pone come obiettivo di produrre opere moderne, complesse e significative, e un focus particolare sul documentario di creazione. La società nasce dal terreno fertile e in continuo fermento dell’associazione culturale Elenfant, nella sua duplice essenza di Elenfant Film e Elenfant Distribution. Dopo circa dieci anni di crescita e sperimentazione nella produzione e nella distribuzione cinematografica indipendente, il profilo aziendale di Sayonara Film è maturo ma fresco – una fucina di progetti, per una produzione e una distribuzione di opere di qualità.

Nel 2017, Sayonara coproduce “13.11”, una serie antologica di sei cortometraggi girati in sei Paesi europei, lanciata in tutto il mondo da Repubblica TV, Le Soir e El Pais. Due episodi della serie vengono acquisiti da France Television e trasmessi in Francia. Tra gli ultimi lavori di Sayonara troviamo il documentario “Les Aigles de Carthage” di Adriano Valerio, coprodotto con la Francia e la Tunisia, il corto “Destino” di Bonifacio Angius, che esordisce a Venezia alla Settimana Internazionale della Critica nel 2019, e il cortometraggio “Il primo giorno di Matilde” di Rosario Capozzolo, già selezionato e premiato in numerosi festival internazionali.

Come distributore, Sayonara promuove una line-up di circa 20 cortometraggi, selezionati con grande passione ed entusiasmo, e segue il loro percorso attraverso i festival, la distribuzione theatrical e le vendite televisive internazionali. Sayonara è stata distributrice dei corti vincitori dei David di Donatello nel 2016, con “Bellissima” di Alessandro Capitani, e nel 2017 con “A casa mia” di Mario Piredda.