Francesco Meoni torna con lo spettacolo Once I Was. Oltre la storia di Tim e Jeff Buckley al Teatro Due di Roma

ONCE I WAS. OLTRE LA STORIA DI TIM E JEFF BUCKLEY

Una storia che lascia graffi sull’ anima cosi come una puntina rovinata solca sgraziatamente il vinile della loro musica

Uno spettacolo scritto, diretto, cantato e interpretato da

Francesco Meoni

Con Vincenzo Marti (voce e chitarre) Giuseppe Panico(tromba) Roberta Fornari / Fabio Pitrelli (chitarra)

Alberto Caneva (basso) Rocco Teora / Salvatore Caruso (batteria)

Dal 14 al 19 Dicembre 2021

TEATRO DUE Vicolo due Macelli 37 – Roma tel. 3298136968

Ingresso: € 20 (intero) – € 15 (ridotto)

dal martedì al sabato ore 21; domenica ore 18

Tim e Jeff Buckley: un padre e un figlio, che condivisero troppo poco tempo insieme ma molto tragico destino. Questa è la vita ma anche la trama narrativa di ONCE I WAS, lo spettacolo di teatro e musica concepito, scritto, diretto e interpretato da Francesco Meoni che parte dalla storia dei due musicisti americani, vissuti tra gli anni 60 e 90, per indagare il loro mancato rapporto padre-figlio.

Un excursus poetico che alterna la storia delle loro vicissitudini personali alle loro carriere lungo un binario che, se nella loro sfortunata esperienza raramente si incrociò, sul palcoscenico è messo in prima linea tramite una partitura interpretativa integrata dal vivo da un organico di validi musicisti .Un linguaggio unico nella quale gli spunti sonori degli hits dei Buckley (da I Never Asked to Be Your Mountain e Once I Was di Tim a Grace e la reinterpretazione di Halleluyah di Jeff) lasciano spazio ad una confluenza ininterrotta di note, parole, sentimenti ed emozioni nel quale la trama emotiva delineata dalla necessità di dire o dall’urgenza di spiegare le ragioni della solitudine o delle incomprensioni generate si fa tessitura di uno spettacolo psicologicamente complesso ma che ben contestualizza anche le radici e sviluppi di un pezzo della storia rock americana.

Lo spettacolo continua a vivere negli anni cosi come la eco dei due indimenticati Buckley, per la sesta volta in sette anni torna in scena a grande richiesta Once i was oltre la storia di Tim e Jeff Buckley, era di gennaio del 2017 l’ultima replica riproporlo oggi vuole essere un segno importante per riaffermare il teatro come espressione massima di emozioni.

Ad arricchire l’evento di questo dicembre 2021presso il Teatro Due, verrà ospitata la mostra “ROCK ON THE WALL” POSTER DI CONCERTI AMERICANI DAGLI ANNI ‘70 AL 2000 dalla collezione privata di Emanuele Bontempi.

Greateful Dead, Steve Miller band, The Doors, The Byrds, The Velvet Underground, Jimy Hendrix Experience, Big Brother and Holding Company, Santana, Otis Redding, B.B.King, Aretha Franklyn, The Allman Brothers Band avrebbero dato vita ad un fenomeno non solo musicale ma anche culturale ed artistico che trovava il proprio fulcro vitale nel Fillmore.

Tutte quelle serate sono state rappresentate graficamente su poster che un gruppo di ragazzi, che sarebbero diventati alcuni tra gli illustratori più importanti della grafica americana ma non solo, creava appositamente tutte le sere.

Emanuele Bontempi li ha collezionati in questi anni con la passione che solo un amante del rock può avere e, dal 14 al 19 dicembre, alcuni di quei piccoli capolavori escono per la prima volta dalla sua casa per essere esposti al Teatro Due, così come al Fillmore, per accompagnare lo spettacolo.

Inoltre quest’anno saliranno sul palco anche due guest star:

Nella serata del 17 dicembre a fine spettacolo, The Niro, che tra l’altro ha inciso l’album The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook con Gary Lucas, si esibirà con il suo personale tributo ai Buckley.

Nella serata del 18 dicembre a fine spettacolo Alessio Franchini, voce ufficiale di Jeff Buckley come lo ha definito Rolling Stone e che ha suonato con Gary Lucas, sarà sul palco a cantare alcune canzoni di Jeff Buckley.

Per info e prenotazioni: +39 329 813 6968 caterinaguida1985@gmail.com

Così la critica:

Francesco Meoni scrive e interpreta, racconta e si dimena, beve come una spugna, mette su vecchi vinili, ci strattona e ci sbatte sul saliscendi di questa doppia parabola musicale, vibrante, senza eguali, magnifica pur nella sua drammatica eco.

Freequency • Gabriele Guerra

Meoni, ricco di energia e passione, è riuscito a materializzare l’inadeguatezza di Tim Buckley, musicista innovativo che non voleva piacere al pubblico a tutti i costi ma solo “cavalcare la bellezza della spontaneità”.

Gufetto • Bianca Coppola Melori

Vincenzo Marti che interpreta Jeff è impressionante, vuoi per la capacità di replicare certe sfumature della voce di Buckley figlio, vuoi per la padronanza chitarristica, ben coadiuvata dal gruppo.

Il cortocircuito tra i testi e la vita reale è sorprendente, con l’aggiunta di brani (in parte “romanzati”) dal diario di Jeff che trafiggono per sincerità e lucidità.

Giudo Chiesa

Struggente, malinconico, riverberante. Uno spettacolo che davvero riesce a insidiarsi felpato nelle viscere dell’anima, e poi da lì esplodere in un violento vortice di sensazioni e di sentimenti.

Il Paroliere • Daniele De Vivo

È questo il teatro che si dovrebbe sostenere, il teatro delle idee innovative, il teatro recitato quasi alla perfezione, il teatro di divulgazione culturale, il teatro dell’emozione; questo spettacolo entra nell’anima, la riempie, la fa soffrire e la commuove.

Open Mag • Chiara Parisi

Parole che si intrecciano in un racconto sonoro di uno spettacolo ben costruito, vissuto intensamente dagli interpreti, in cui tutto si amalgama fluidamente.

Una mistione riuscita ed emozionante di musica e teatro.

Once I was costituisce una di quelle poche occasioni in cui uno spettacolo può essere visto e rivisto senza pentirsene mai.

Persinsala • Simona Ventura