Fra omaggi a “Videodrome” e “The Experiment”, un cortometraggio sulla prigionia mentale e sociale ad accompagnare il singolo d’esordio in salsa indie rock dei Figli di Eva: “Galera”

Esordiscono con un progetto molto particolare i tarantini Figli di Eva, gruppo indie rock composto da Marco Di Turo e Gianni Di Roma, già noti per la loro militanza nei Monarkaotika. 

In un’epoca in cui le singole canzoni si ascoltano più degli album interi e le immagini la fanno da padrone su qualunque dimensione, i Figli di Eva hanno deciso di proporsi con una singolare fusione di pillole rock con le immagini dei cortometraggi che ne enfatizzano i messaggi.

IL BRANO

Il primo episodio di questa vera e propria saga di videoclip musicali è “Galera”. 

La canzone parla di repressioni e di conseguenze involontarie dovute all’abitudine di nascondere la propria insoddisfazione creando così una barriera di incomunicabilità. 

La band parte dal concetto che ogni essere uFra omaggi a “Videodrome” e “The Experiment”, un cortometraggio sulla prigionia mentale e sociale ad accompagnare il singolo d’esordio in salsa indie rock dei Figli di Eva: “Galera”mano ha un segreto nascosto, una deviazione malata che cerca di allontanarlo dalla libertà, e in questo singolo cerca di rappresentare lo stato d’animo provocato da questi segreti reconditi. 

Si parla perciò di società in cui per primeggiare si utilizzano le peggiori scorciatoie e spesso ci si adegua a un sistema che non funziona, diventando schiavi dell’omologazione a valori repressivi e corrotti. 

In tutto questo però non manca un messaggio positivo, infatti “Galera” tra le righe mostra come, emancipandosi da questa schiavitù, possa riuscire a liberarsi, scappando da quel segreto che è stato… una galera.

IL VIDEOCLIP

Il videoclip di “Galera”, diretto e realizzato da Giuseppe Calamunci Manitta (operatore, montatore, colorista, direttore alla fotografia e regista) con l’aiuto prezioso di Gianluca De Robertis alle scenografie e ai costumi, seguendo la scia della canzone, si basa sul concetto della prigionia mentale e sociale. 

La detenzione è la condizione che ogni personaggio subisce, è una vera e propria trappola che perlustra e scava nelle manie e nelle ossessioni di ciascun prigioniero. 

Non esistono sbarre o porte a delimitare gli spazi dei reclusi ma le videocamere riprendono in maniera costante e opprimente le loro ossessioni, come un violento e cinico Grande Fratello.

Pensato come un vero e proprio cortometraggio, il video racconta una storia divisa in tre parti: la cattura, la detenzione e l’esecuzione. 

A fare da sfondo troviamo la vicenda di due ragazze che, incuriosite da una videocassetta che trovano per caso, cominciano a guardarla e si ritrovano direttamente coinvolte nelle dinamiche degli eventi, intrappolate in una prigione senza via d’uscita.

La visione del video è il suo stesso tema centrale e ha una struttura “a matrioska”, in cui anche lo spettatore fa parte del disegno filmico. Lo spettatore, infatti, davanti allo schermo del suo pc o cellulare, si ritroverà a guardare il video così come le due ragazze e, suo malgrado, finirà a sua volta imprigionato nello stesso meccanismo “a matrioska” delle trame del film. Vittima della visione del video e dell’ascolto liberatorio del brano, lo spettatore diverrà esso stesso non solo fruitore ma vero e proprio protagonista del cortometraggio.

Svariati sono gli omaggi filmici e registici inseriti all’interno del videoclip, due su tutti “Videodrome” “The experiment”.

Un altro tema importante del video è il concetto di libertà che, nel caso dei due protagonisti, si confonde la musica stessa, dea che riesce a salvare i protagonisti, i due musicisti, e che rende l’uomo addirittura immune al tempo e alla morte. 

Per questo il finale, carico di simbolismo, rappresenta l’immortalità dell’arte e della musica, unici aiuti che possono donare agli uomini la libertà.

“GALERA” su Youtube
https://www.youtube.com/watch?v=Uy9uQuU_1L0
BIOGRAFIA

I Figli di Eva nascono nel 2020 a Taranto. Il duo è composto da Marco di Turo alla voce e Gianni di Roma al basso, entrambi già componenti della band Monarkaotika, di cui quindi Figli di Eva è a tutti gli effetti una costola, un progetto parallelo nato durante il lockdown per sperimentare nuove idee musicali e contenuti diversi da quelli proposti con la band principale.

Completano la squadra Giampiero Frulli, che cura gli arrangiamenti dei brani, Giuseppe Calamunci Manitta, il regista che cura i cortometraggi legati alle singole canzoni, e Mimmo Galoppa del Perfect Wave Studio, che cura mix e mastering delle registrazioni.

L’idea del progetto Figli di Eva non è finalizzata per adesso alla realizzazione di un album quanto piuttosto a sperimentare la fusione della musica con le immagini dei cortometraggi realizzati appositamente per essa. Il primo episodio è “Galera”, visibile al link qui sotto.

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