Amaze You segna il ritorno di Filippo De Paoli e lo fa attraverso un’operazione che trova nel videoclip il suo asse principale. Non un semplice supporto visivo, ma un’estensione coerente del brano, capace di svilupparne i contenuti e ridefinirne la portata. Il risultato è un lavoro che si colloca in una zona intermedia tra dimensione privata e costruzione tecnologica, evitando sia la linearità narrativa sia l’effetto dimostrativo.
Per comprendere questo passaggio è utile considerare il percorso dell’artista. De Paoli è stato a lungo il riferimento dei Plan de Fuga, progetto che ha attraversato la scena rock italiana con una presenza consolidata. L’interruzione di quel percorso non ha coinciso con un abbandono della musica, ma con una sua rielaborazione in forme meno esposte. Amaze You si inserisce in questa traiettoria come un punto di riemersione che non cerca continuità diretta, ma una nuova grammatica.
Il videoclip rende evidente questa trasformazione. La scelta di utilizzare i disegni dei figli dell’artista come base visiva introduce un elemento di immediatezza e autenticità, che viene poi attraversato da un intervento di intelligenza artificiale. Non si tratta di una sovrapposizione decorativa, ma di un processo che genera immagini stratificate, mantenendo riconoscibile l’origine del segno pur trasformandone la struttura. Il dialogo tra questi due livelli — l’infanzia e la tecnologia — diventa il fulcro del progetto.
Dal punto di vista formale, il video evita una costruzione didascalica. Non illustra il testo né cerca una corrispondenza diretta con la struttura musicale, ma procede per accumulo di suggestioni, lasciando allo spettatore un margine interpretativo significativo. In questo senso, il lavoro si allinea alla natura del brano, che mette in relazione controllo e istinto senza risolversi in una formula univoca.
Il tema della meraviglia, esplicitato già dal titolo, trova qui una traduzione concreta. Non come elemento estetico fine a se stesso, ma come dispositivo percettivo: qualcosa che si costruisce attraverso lo sguardo e che implica una disponibilità a riconoscere valore anche in ciò che appare elementare. La presenza dei disegni infantili rafforza questa direzione, mentre l’intervento tecnologico ne amplia le possibilità senza cancellarne la funzione originaria.
La collaborazione con Giuliano Golfieri contribuisce a definire l’impianto complessivo, integrando competenze diverse in un progetto che mantiene una coerenza interna. Il videoclip di Amaze You si configura così come un primo tassello di un percorso più ampio, in cui De Paoli rielabora il proprio linguaggio a partire da una condizione di maggiore autonomia.
Più che un ritorno, si tratta di una ridefinizione. E il video ne rappresenta, al momento, la sintesi più chiara.









