Fiesta Catalana con Muchachito Y El Trio Infierno all’Estragon di Bologna

Fiesta Catalana con Muchachito Y El Trio Infierno all’Estragon di Bologna

Fiesta Catalana con Muchachito Y El Trio Infierno all’Estragon di Bologna – Sabato 21 aprile va in scena all’Estragon di Bologna l’ultima Fiesta catalana della stagione 2011-2012. Per l’occasione torna sul palco dell’Estragon la più travolgente band della scena di Barcellona: il mitico Jairo, ovvero il MUCHACHITO, accompagnato dal TRIO INFIERNO.

 

Muchachito si fa conoscere per il suo stile detto “Rumboxing”, un mix di rumba e swing a una velocità che solo lui sa produrre. Con i compagni di viaggio incontrati lungo la strada, pubblica il primo disco “Vamos que nos Vamos” nel 2005, seguito da “Visto lo Visto” (2007) e “Idas y Vueltas” (2010). In pochi anni Muchachito passa dal suonare da solo nei bar di Barcellona ad una “famiglia” composta da ben 20 fra musicisti, tecnici e produttori e ai tour in giro per l’Europa e l’America Latina.

 

In occasione di questa ultima Fiesta catalana, l’ingresso al concerto sarà gratuito.

Musica a partire dalle ore 23.30.

Al termine del concerto, il party continuerà con la Patchanka Night del Pravda Kollectiv.

Per informazioni:  051 323490 (Estragon), 051 19980427 (Estragon Shop), www.estragon.it

 

 

Muchachito, vero nome Jairo Perera Viedma, è nato a Santa Coloma de Gramenet nel 1975. A sei anni decide che da grande sarà un chitarrista e inizia ad esibirsi fra le mura domestiche con cover di Peret, Gato Pérez o Michael Jackson. L’altra sua passione è il disegno e a13 anni le sue “opere” vengono pubblicate su una fanzine. Suo fratello Joni Ferzeta lo introduce al rock&roll, facendogli scoprire band come Johnny Guitar Watson, Stray Cats, The Blues Brothers o Jonathan Richman. Jairo inizia così a suonare con alcuni gruppi del suo quartiere, finché nel 1993 fonda i Trimelón de Naranjus, che però si sciolgono dopo 7 anni di concerti in Spagna ed Europa.

Jairo inizia a suonare nei pubs e qui inventa la sua Rumboxing: rumba e swing alla velocità che solo lui riesce ad imprimergli e trovando un suo personale modo di esibirsi: “un combattimento corpo a corpo con il pubblico”.

 

Nel 2003 inizia a suonare con un quartetto, con el Lere al basso, Héctor Bellino alla batteria e Josué Ciclón García alla tromba. Casualmente in una jam session lunga nove ore incontra Tito Carlos e i suoi tasti bianchi e neri, unico musicista con Jairo che resta sul palco per tutta la durata dell’esibizione. L’unione di Tito e Josué, musicisti di jazz e di studio, con el Lere, Hector Bellino e Jairo, musicisti di strada, funziona a meraviglia e spinge i cinque a formare una nuova band.

 

Aprile 2004 il momento di svolta: riempiono la Sala Apolo con un pubblico entusiasta.

 

All’inizio del 2005 pubblicano Vamos que nos Vamos, un album che sorprende tanto i media che il pubblico. Concerto dopo concerto la popolarità della band aumenta

 

Nel 2007 Jairo fonda una propria etichetta registra il secondo album, Visto lo Visto. In pochi anni Muchachito passa dal suonare nei bar a una struttura formata da una ventina di persone, tra cui musicisti, produttori e tecnici. Indipendenza totale e autoproduzione, anche se con molto lavoro in più.

 

Nel 2009 Muchachito manda la band in vacanza e si prende un anno sabbatico per riprendere contatto da vicino con il pubblico. Decide così di intraprendere un tour da solo: percussioni ai piedi, chitarra e voce.

 

2010 è l’anno in cui Muchachito si autoproduce il terzo disco, Idas y Vueltas. Un disco lavorato con molta tranquillità in cui recupera la freschezza del suo primo album. Il disco viene realizzato nel suo studio de La Cueva, a Barcellona, e nello studio La Bodega, a Jerez de la Frontera, mixato da Joe Dworniak in Inghilterra. Un cambio nella band: Manel, ex Trimelón, sostituisce Héctor Bellino.

 

Il tour successivo di Muchachito Bombo Infierno registra sold out quasi ovunque. Ma Jairo soffre di “incontinenza creativa” e si propone per una nuova performance in forma solista, Sólo Muchachito: una one-man band, in cui suona chitarra, cassa, rullante e 101 gadgets e diavolerie varie, e si presenta sul palco accompagnato da Santos de Veracruz, che partecipa a sua volta con dipinti, disegni e cantando in alcune canzoni.

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