Er companatico der Paradiso

Er companatico der Paradiso

Er companatico der Paradiso

 

Dio doppo avé creato in pochi giorni
Quello che c’è de bello e c’é de brutto,
In paradiso o in de li su’ contorni
Creò un rampino e ciattaccò un presciutto.

E disse: “Quella femmina che in tutto
Er tempo che campò nun messe corni,
N’abbi una fetta, acciò non magni asciutto
Er pandecèlo de li nostri forni”.

Morze Eva, morze Lia, morze Ribbecca,
Fino inzomma a ttu’ moje a man’a mano,
Morzeno tutte, e ppijele a l’inzecca.

E ttutte quante cor cortello in mano
Quando furno a ttajà feceno cecca:
Sò sseimil’anni, e quer presciutto è sano.

 

di Gioacchino Belli

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