Emma Tricca approda al BOtanique di Bologna

Emma Tricca approda al BOtanique di Bologna

Emma Tricca approda al BOtanique di Bologna – Martedì 26 giugno arriva al BOtanique 3.0, all’interno dei giardini di via Filippo Re a Bologna, Emma Tricca, la cantautrice romana di nascita ma ormai da tempo residente a Londra.

 

Con il suo stile in bilico tra folk, blues e poesia, Emma ha conquistato pubblico e media britannici.
John Renbourn, Judy Collins, Jools Holland e Guy Garvey si definiscono pubblicamente suoi fan ed il suo recente album “Minor White” (2009) è stato acclamato a livello internazionale, ottenendo recensioni straordinarie dalla stampa specializzata.

Dopo i suoi bellissimi concerti al Manchester Apollo e alla Royal Albert Hall, e in attesa di un tour iberico con Judy Collins, ha prestato la sua voce all’unico brano cantato di “Fenice”, ultima fatica dei Ronin.

Eccola ora a Bologna per ammaliare il pubblico con la delicatezza delle sue ballate: voce soffice e chitarra acustica, nella tradizione delle “maestre” folk-singer Joan Baez e Joni Mitchell.

Apertura cancelli: ore 19,30

Inizio concerto: ore 21,30.

Ingresso gratuito.

Per informazioni: 051 19980427 (Estragon Shop), www.estragon.it

BOtanique 3.0 è inserito nel cartellone di Bé – Bologna Estate 2012

 

 

BIOGRAFIA

Nata in Italia, residente a Londra, la cantautrice Emma Tricca ha modellato la sua vita per merito di due importanti incontri con due leggende del folk. Mentre era ancora una cantautrice alle prime armi appena uscita da scuola, incontrò John Renbourn che era a Roma per un concerto. Dopo il concerto Emma ebbe l’opportunità di suonare a John uno dei suoi pezzi. L’approvazione di John le diede la sicurezza necessaria a scrivere e suonare professionalmente e rimasero amici fedeli. Molto presto, dopo il suo incontro con John, Emma conobbe Odetta, la misteriosa e leggendaria cantante che portò Bob Dylan alla musica acustica alla fine degli anni ’50. Nonostante la reputazione di persona reticente che aveva Odetta, quest’ultima e Emma ebbero una lunga conversazione dopo cena, e Odetta spronò Emma a fare quello che da tempo Emma pensava di fare: trasferirsi in Inghilterra e lavorare sul suo talento studiando.

Fino a quel momento Emma vagabondava divisa tra l’Italia e l’Inghilterra con tappe in Africa e spostamenti su e giù per l’Italia.

Emma proviene da una famiglia di scienziati e artisti. Suo nonno lavorava per la Siemens studiando le onde sonore e la comunicazione mentre il fratello, zio di Emma, dipingeva. Sua madre studiava poesia, mentre suo cugino scriveva poesia. Con madre e zio Emma ascoltava musica classica ma anche Elvis e gli artisti italiani che a Elvis si ispiravano. Durante l’infanzia provò una grande ammirazione per l’album “The Times are changing” di Dylan e l’immagine sulla copertina portò Emma a investigare i luminari della scena musicale degli anni ’60: da Dylan alla Baez, e poi Joni Mitchell, Carolyn Hester, Phil Ochs e Dave Van Ronk.

 

Quando Emma aveva 14 anni, a suo cugino regalarono una chitarra. Lui non la suonò mai, ma non volle neanche prestarla ad Emma. Così, quando Emma compì 16 anni e suo nonno scienziato le diede i soldi, lei comprò la chitarra da suo cugino.

 

Fu un lungo percorso quello che la portò a trasferirsi in Inghilterra, ma lo passò ascoltando, imparando e scrivendo. Stabilitasi inizialmente a Marlow, Emma imparò canzoni tradizionali e iniziò a suonare nei club di Oxford, dove fu notata da personaggi come Roy Harper e Phil Guy. Il trasferimento a Londra portò Emma a perfezionare la sua musica nelle serate a microfoni aperti in giro per la città, prima di mettere su una band che avesse i suoi stessi interessi musicali. Data la sua voglia di spostarsi e il suo amore per i musicisti folk del Greenwich Village, era forse inevitabile che Emma intraprendesse il suo pellegrinaggio verso New York, vivendo sia lì che in Texas per un po’, prima di tornare ai folk club di Londra. L’estate del 2006 venne vista suonare al Green Man Festival, nel Galles, dal Dj e boss della Finders Keeprs/twisted Nerve, Andy Votel, e dal suo partner, il cantautore Jane Weaver. L’incontro portò Emma ad essere invitata da Jane e Andy a suonare in una serata in cui erano coinvolti come membri della band di Jarvis Cocker al Meltdown festival nel 2007.

 

Sia la sua performance che il suo contributo alla compilation del festival furono molto apprezzati dalla critica internazionale, facendole ottenere un tour sia in UK che in tutta Europa come support act di John Renbourn.

 

Registrato agli studi God Time e uscito il 4 maggio su Finders Keepers/Bird, “Minor White” è la somma perfetta della storia di Emma: un prodotto naturale di tutte le miglia percorse e delle canzoni suonate. L’eleganza e lo charme semplice, senza fronzoli, delle sue canzoni è qui accompagnato da quel senso di vissuta malinconia che riflette l’educazione musicale internazionale di Emma. Come lo ha definito la stampa britannica, è davvero un album senza tempo che durerà tanto quanto quelli registrati da coloro che hanno ispirato Emma a prendere in mano la chitarra la prima volta.

 

Website: www.emmatricca.com

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