Emanuele Tavano racconta il nuovo singolo: “Grande è nato in solitudine”

Con “Grande”, Emanuele Tavano unisce energia rock e immediatezza pop, dando forma a un brano nato in una dimensione intima e poi sviluppato in studio fino a trovare un equilibrio tra melodia e spinta ritmica.

Guidato da un approccio che alterna istinto e consapevolezza, il singolo mette al centro la forza della scrittura e l’attenzione agli arrangiamenti, con la chitarra come elemento chiave e influenze dichiarate come Cesare Cremonini.

In questa intervista, l’artista racconta il lavoro dietro “Grande” e il percorso creativo che lo ha portato a definire il suo sound.

Come è nato il sound rock-pop di “Grande”?
“Ho sviluppato la linea melodica e testuale del brano in un momento intimo e di solitudine, aiutandomi con una chitarra e la mia voce. Inizialmente si trattava di una canzone più lenta e malinconica in termini di suono e sequenza ritmica, tuttavia intravedevo comunque una forma più scoppiettante (quindi rock) sviluppata poi in una seconda fase in studio insieme al mio produttore artistico. La condizione era che il contenuto restasse orecchiabile e fluido (pop). In sintesi “Grande”, come ciascun pezzo di mia proprietà, è il risultato dell’unione tra puro istinto e raziocinio”.

In che modo hai lavorato con il tuo produttore per trovare l’equilibrio tra energia e melodia?
“Comunicando apertamente e senza fretta. Prima della pubblicazione sono avvenuti molti approfondimenti e più di una verifica nello studio di registrazione professionale che frequento abitualmente. Ho indicato al mio produttore artistico una direzione chiara da perseguire, il resto è venuto di conseguenza. Io necessito di un’ampia quantità di tranquillità nel corso dei processi creativi, perché voglio attenzionare ogni sfumatura lasciandomi guidare dalla musica”.

Qual è stato il punto di svolta durante la produzione del brano?
“Rendersi conto completamente che in uno studio di registrazione non comanda l’artista o il produttore. Governa la musica: bisogna mettersi al servizio delle canzoni ascoltandole attivamente fino in fondo. La strada da percorrere è insita nella fila di note e accordi”.

Ci sono artisti o riferimenti sonori che hanno influenzato questo singolo?
“Cesare Cremonini, un esempio imponente di virtù musicale. In particolare mi ha ispirato il suo famoso brano intitolato ‘Mondo’”.

Che ruolo hanno chitarra e arrangiamento nella costruzione dell’identità del pezzo?
“Il ruolo è senza dubbio cruciale e determinante. La chitarra mi ha permesso di crescere tecnicamente e sul piano artistico, quindi è parte integrante del mio sviluppo umano. E per il sapore pop-rock è lo strumento ideale. Anche le trombe, dal mio punto di vista, fanno la differenza sul fronte pop. Mai sottovalutare i piccoli dettagli”.

In studio segui più l’istinto o un’idea precisa?
“Si comincia di solito dall’istinto, perché la musica è prima di tutto un’azione/una reazione di pancia. Mi riferisco al noto talento. Dopodiché è fondamentale attivare il cervello e trasformarlo in una sorta di mentore ricco di buon senso, evitando troppi condizionamenti derivanti dalla realtà circostante. La voglia di fama deve essere accantonata mentre si lavora. Allo stesso tempo non si può ignorare al 100% il mercato. Urge equilibrio: cuore e testa, mondo interiore e mondo esterno”.