Elena Ramona Potoroacă e la luce dei bambini. L’intervista

Educatrice, scrittrice e facilitatrice olistica, Elena Ramona Potoroacă ci accompagna in un viaggio che attraversa emozioni, simboli e consapevolezze.

Con «I suoni giocosi» e «Solaria, la figlia del Sole», dona ai lettori l’opportunità di riscoprire sé stessi e l’importanza dell’equilibrio tra infanzia, anima e crescita spirituale.

Ciao, Elena Ramona. Da dove nasce l’ispirazione per i racconti “I Suoni Giocosi” e “Solaria, la figlia del Sole”?

Entrambe le storie si basano su eventi reali. I Suoni giocosi è ispirata ai bambini con difficoltà di linguaggio con cui ho lavorato sia in Romania che in Inghilterra. Nei primi anni di insegnamento non conoscevo ancora molte tecniche e metodi per aiutare i bambini con questo tipo di problematiche, ma avevo comunque risorse sufficienti per garantire loro un percorso bello di sviluppo e di recupero. I risultati positivi, naturalmente, sono stati possibili grazie al lavoro congiunto tra bambino, genitore, insegnante e specialista.

Dopo aver studiato e collaborato con diversi esperti del campo e avendo un’esperienza sia didattica che terapeutica, ci sono stati anche casi che sono riuscita a risolvere da sola.

Nella storia, l’atteggiamento della madre è molto importante ed è ispirato alle mamme con cui ho collaborato. Io non sono genitore, ma ho un forte istinto materno. Le madri più sensibili mi hanno aiutato a comprendere molte cose e ad affrontare nel modo migliore le diverse situazioni legate ai bambini. È per tutto questo che le devo ringraziare.

Nella prima storia, I Suoni giocosi, l’ambiente circostante ha un ruolo essenziale. La città delle api e la scuola del Mago Farfalla rappresentano ambienti di sostegno nel processo di crescita, recupero e guarigione.

Solaria, la figlia del Sole, ha alla base la mia storia personale, come figlia adorata di mio padre che desiderava moltissimo che il suo primo figlio fosse una bambina. Sua madre è morta quando lui aveva soltanto dieci anni e, quando sono nata io, ha scelto senza alcun dubbio di darmi il suo nome: Elena. Purtroppo, ho scoperto questa storia molto tardi, così come il fatto che assomiglio molto a mia nonna, che non ho avuto la possibilità di conoscere personalmente, ma soltanto attraverso alcune fotografie.

Entrambi i miei genitori mi hanno sempre dato forza nel mio percorso di crescita, ma mio padre ha creduto forse più intensamente nei miei sogni, sostenendomi e continuando ad appoggiarmi in modo incondizionato. Mia madre lo ha imparato nel tempo, non perché non volesse, ma perché era più impegnata con mio fratello, che aveva avuto un problema di salute fin da piccolo, ma dopo i miei vent’anni, mi hanno sostenuto in ugual misura in tutto ciò che ho fatto.

Nella storia ci sono dialoghi importanti, profondi, essenziali, sia quelli tra Solaria e suo padre che quelli tra il bambino e sua madre.

Il tempo mi ha insegnato che ci sono aspetti della vita di cui, da bambini, parliamo più facilmente con la mamma ed altri con il papà. La cosa più importante è quella di avere amore e rispetto per entrambi i nostri genitori per tutta la vita, indipendentemente da quanto siano stati buoni o severi nei nostri confronti e da quanto poco o tanto abbiano avuto la possibilità di offrirci. Ogni genitore fa il massimo di ciò che può per accompagnare il proprio figlio nelle sue diverse fasi di crescita.

Vorresti spiegare al pubblico chi sono l’Ape Timida e Solaria, e quale significato simbolico racchiudono le loro storie?

Credo di aver risposto a questa domanda, senza volerlo, in quella precedente. Cercherò di completarla ora.

L’Apina Timida rappresenta ogni bambino timoroso che, come si suol dire, ha paura anche della sua ombra. Per questo la storia inizia con Alex, il bambino timido che balbetta e si vergogna di questo suo difetto.

Perché ho scelto di dare voce alla nonna per raccontare la storia al bambino?

Nei miei ricordi, era mia nonna che mi raccontava storie, sempre con una morale che mi dava forza e coraggio. Oggi le madri sono molto impegnate, sono più pratiche, e per questo nella storia compare la figura della Mamma Lavoratrice.

Nella crescita sana dei bambini anche i nonni hanno un ruolo importante e bisogna riconoscere questo aspetto meraviglioso della vita.

Il nome della madre, delle apine, dell’insegnante, la città stessa, la regina: tutto è simbolico.

Nella simbologia della prima storia si ritrova la vita di qualsiasi bambino cresciuto in città, pur con valori, eventi, esperienze ed emozioni diverse.

Solaria rappresenta anche l’immagine del primo figlio in una famiglia, che viene visto come un sole: tutto ruota intorno a lui, sia maschio che femmina. Ho preferito scegliere che il personaggio principale fosse una ragazza per la mia esperienza personale come primogenita in famiglia, ma anche per il desiderio di sottolineare l’importanza dell’aspetto femminile in ogni essere.

Mi affascina lo studio degli aspetti femminili e maschili. Lavoro con le donne sul loro lato maschile e con gli uomini, ragazzi e adolescenti, sul lato femminile: la loro parte sensibile. Questo equilibrio è molto importante in ogni ragazza o ragazzo, donna o uomo. È un argomento ampio, complesso ma, ripeto, sicuramente affascinante!

A chi consiglieresti la lettura di queste opere? Qual è la loro finalità educativa ed emotiva?

Raccomando le storie a tutte le fasce di età. In particolare, a chi desidera comprendere certi aspetti sottili attraverso le storie, a chi desidera guardare i bambini, con difficoltà di linguaggio, timidi o pieni di energia e di forza, come bambini venuti per chiederci qualcosa. Quei bambini ci chiedono aiuto non perché siano deboli, ma perché sono qui per imparare, evolvere, sviluppare, ma che da soli non riescono a farlo.

Attraverso l’evoluzione di ogni bambino, un adulto diventa più completo, più saggio. Queste cose non sono visibili o importanti per molte persone grandi che spesso non le considerano, ma ogni bambino è un dono nella nostra vita, che ci aiuta a diventare più saggi e consapevoli di noi stessi come esseri divini.

Il loro ruolo è quello di portare consapevolezza, crescita personale e di insegnarci a vivere nel presente uniti e avvolti nella più bella energia, quella dell’amore.

Hai già in mente altri progetti narrativi o percorsi dedicati ai bambini e ai genitori?

Sì, ho in mente diversi progetti, ma anche a livello pratico. Per “a livello pratico” intendo le storie che aspettano di essere pubblicate, mentre penso a come rendere le storie e le meditazioni scritte accessibili al maggior numero possibile di famiglie.

Credo che sia necessario un progetto di ampio respiro per motivare bambini, adolescenti e adulti a leggere di più. Far capire l’importanza di tenere il libro in mano e non il tablet, di sentire il profumo della pagina, di leggere alla luce naturale e nel silenzio.

Mi piacerebbe trovare collaboratori ed essere, insieme, promotori della lettura e della sua qualità, attraverso progetti duraturi che porterebbero sicuramente a risultati visibili. Un singolo progetto o un’iniziativa fatta solo per il gusto di farla, purtroppo non porterebbe a nessun cambiamento.

Amo lavorare in progetti con basi solide, improntati alla crescita e al raggiungimento di evidenti risultati. Lo so che, come si dice, un fiore non fa primavera, ed è per questo che vorrei seminare talmente tanti semi da far crescere non solo uno, ma tantissimi e bellissimi campi di fiori.

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