Dopo “Il Dio di Abramo” e “Il Dio degli Ebrei” arriva il “Il Dio Santo” di Alberto Mello - Oltre le colonne

Dopo “Il Dio di Abramo” e “Il Dio degli Ebrei” arriva il “Il Dio Santo” di Alberto Mello

Dopo “Il Dio di Abramo” e “Il Dio degli Ebrei” arriva il “Il Dio Santo” di Alberto Mello

Dopo “Il Dio di Abramo” e “Il Dio degli Ebrei” arriva il “Il Dio Santo” di Alberto Mello – Il nuovo libro di Alberto Mello, monaco di Bose e docente di Antico Testamento presso lo Studio Biblico Francescano di Gerusalemme “Il Dio Santo”, conclude di fatto una trilogia le cui due precedenti pubblicazioni sono “Il Dio di Abramo” e “Il Dio degli Ebrei”.  Una conclusione, questa in libreria per le Edizioni Terra Santa, con a tema due Libri veterotestamentari, il Levitico e i Numeri. “Il libro dei Numeri, e quello del Levitico in modo ancora più particolare, sono incentrati sulla santità di Dio, che si definisce certo come trascendenza, separazione, alterità, ma soprattutto, in maniera positiva, come potenza vitale e come esigenza morale. Questi antichi libri ebraici, con i loro rituali ormai desueti, ci insegnano forse ancora oggi a porre una siepe intorno alla santità di Dio, per proteggere il mistero della vita” spiega l’autore nell’introduzione. Mello è anche attento a porre subito in chiaro la sua personale vocazione o esperienza di vita – “Il lettore, inoltre, è tenuto a sapere che l’autore di queste pagine è un monaco laico, e questa condizione laicale, importante solo per lui, lo invita a confidare maggiormente nel messaggio dei profeti, piuttosto che nella teologia sacerdotale dell’Antico Testamento. O, almeno, a dimensionare quest’ultima sulla base della profezia” –  nell’approcciare un tema sul quale in passato non si era mai soffermato particolarmente. Nel suo insegnamento gerosolimitano dedicato alla Torà, aveva sempre dato attenzione e spazio alla Genesi, all’Esodo, al Deuteronomio, libro quest’ultimo “legale” ma molto più orientato al sociale. Tuttavia Mello si è reso conto che “il terzo libro della Torà, pur riflettendo il cerimoniale di un culto scomparso, non cessava di suscitare problemi teologici importanti anche per l’interpretazione della morte di Gesù e del nostro sacrificio spirituale, che è l’eucaristia“. In modo particolare, sulla nozione di sacrificio – “Il nostro termine “sacrificio” deriva, etimologicamente, dal latino sacrum facere e vuol dire rendere sacro o “sacralizzare” spiega Mello – , il docente riconosce l’influenza di una lettura antropologica, che definisce “illuminante” anche per il mistero cristiano della Salvezza: René Girard, di cui cita in particolare “La violenza e il sacro” ma non solo. Così ad esempio sottolinea Mello: “Gesù non era né sacerdote né levita, la sua logica non è sacrificale. Anche la sua morte va compresa alla luce della sua vita, cioè nella logica gratuita del dono. In questo senso condivido l’invito di Girard a insistere sul carattere non sacrificale della morte di Cristo”. Mello dà vita a una rilettura cristiana del libro del Levitico non senza avvalersi dei commenti e delle riflessioni ebraiche, antiche quanto recenti, soprattutto Milgrom, Halbertal, Levinas. Ovviamente “Su un punto, in particolare, ossia sull’interpretazione sacrificale, la sensibilità ebraica si distingue da quella cristiana, ma talvolta può costituire per noi un utile correttivo“. Al termine del percorso attraverso il Levitico e i Numeri, “alla ricerca di una definizione non puramente negativa della santità come “separazione” dal comune, dal profano” Mello si sofferma sul fatto che “La santità ha a che fare con la vita, è una potenza di vita. Il motivo più importante per giungere a questa conclusione è proprio l’uso del sangue previsto per tutti i sacrifici, tranne le oblazioni vegetali. Il sangue è santo, perché è la vita (Lv 17,11). In quanto vitale, non è un elemento di separazione, ma di comunione. Quasi tutti i sacrifici prevedono una purificazione dell’altare mediante il sangue. Questa operazione ristabilisce la comunione tra gli uomini e il Dio santo: è il “sangue dell’alleanza” versato anche sul popolo (Es 24,8; Mt 26,28). Ma la vita, che è il riflesso della santità di Dio, è di per se stessa molto misteriosa. Ritengo che l’esperienza del Dio tre volte santo, ovvero santo all’ennesima potenza, sia un’esperienza mistica, come quella del profeta Isaia”.

L’AUTORE

Alberto Mello, monaco di Bose, insegna Antico Testamento presso lo Studio Biblico Francescano di Gerusalemme. In particolare si è dedicato all’antica esegesi rabbinica, traducendo vari midrashim e commenti ebraici tradizionali. Per Edizioni Terra Santa ha pubblicato Il Dio di Abramo. Riflessioni sulla Genesi e Il Dio degli Ebrei. Riflessioni sull’Esodo.

Il Dio santo  Riflessioni su Levitico e Numeri

Edizioni Terra Santa, Milano 2018

Pag.216

14,00 €

 

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