Dagli abbracci di “Isole” a “Romamor”: la rassegna WOMEN continua a Roma tra incontri e contraddizioni

Ci sono eventi che finiscono quando si spengono le luci. E altri che restano addosso, nei gesti, negli sguardi, nelle parole scambiate anche dopo. “Isole – Storie di sguardi lontani”, andato in scena al Teatrocittà nell’ambito della rassegna WOMEN, appartiene decisamente alla seconda categoria.

Non è stato solo uno spettacolo, ma un attraversamento. Uno spazio che si è mosso, aperto, trasformato, diventando un luogo di incontro reale tra artisti e pubblico. Un evento dinamico, itinerante, in cui le persone non sono rimaste sedute a osservare, ma hanno preso parte a un percorso fatto di teatro, testimonianze, immagini e relazioni.

La partecipazione è stata forte, ma ciò che ha colpito di più è stato il clima: un’energia condivisa, fatta di attenzione, ascolto e vicinanza. Abbracci, scambi spontanei, dialoghi che hanno continuato a vivere anche oltre la scena. Un momento in cui realtà spesso lontane e invisibili tra loro si sono incontrate davvero.

Quello che è successo durante “Isole” è difficile da raccontare – spiega Daniela Aversa – perché non è stato solo un evento, ma un incontro autentico. Si sono create connessioni vere, tra persone e percorsi molto diversi, ed è questo il senso più profondo di quello che stiamo costruendo”.

All’interno del percorso di WOMEN, “Isole” si è rivelato uno degli appuntamenti più intensi: un passaggio in cui il teatro ha smesso di essere solo rappresentazione per diventare relazione.

E proprio da questa esperienza la rassegna riparte, cambiando ancora prospettiva. Il prossimo appuntamento, “Romamor – Odi et Amo”, in programma il 18 e 19 aprile al Teatrocittà, sposta lo sguardo su Roma. Non per raccontarla in modo lineare, ma per attraversarla.

Roma, del resto, è una città che sfugge a ogni definizione. Monumentale e quotidiana, ironica e malinconica, capace di contenere insieme bellezza e caos. “Romamor” parte da qui: da una città che non si lascia semplificare e che proprio nelle sue contraddizioni trova la sua identità.

In scena, linguaggi diversi si intrecciano: teatro, musica, arti visive, parola. Le performance dirette da Daniela Aversa, con Claudia Cervelli, Andrea Stefani ed Emanuele Toppi, restituiscono frammenti di vita che dialogano con l’immaginario collettivo della città. Accanto alla scena, la musica dal vivo della Cacio e Pepe Band, il segno pittorico di Lanfranco Finocchioli e quello ironico di Lucio Trojano, insieme a progetti editoriali e multimediali, contribuiscono a costruire un racconto stratificato.

Non una sola Roma, ma molte. Quella della memoria e quella che cambia, quella dei mestieri che scompaiono e quella delle periferie che si trasformano, quella vissuta e quella immaginata.

“Roma è una città che non si lascia raccontare in modo lineare – continua Aversa – ed è proprio per questo che abbiamo scelto di attraversarla con linguaggi diversi, senza cercare una sintesi. “Romamor” è un modo per stare dentro le sue contraddizioni, non per risolverle”.

Dopo il coinvolgimento emotivo di “Isole”, la rassegna WOMEN prosegue così il suo percorso mantenendo una direzione precisa: quella di un teatro che non si limita a mettere in scena, ma prova a creare connessioni.

E forse è proprio questo il filo che tiene insieme tutto: la possibilità, anche solo per una sera, di accorciare le distanze.