CSAM e Skenexodia presentano il loro Dorian Gray

Il connubio tra il Centro Sperimentale Artistico delle Marche di Simone Tisi e la Realtà Teatrale Skenexodia di Luca Guerini che vi avevamo annunciato alcuni mesi fa, sabato vedrà il suo primo traguardo e la dimostrazione al pubblico marchigiano di quanto importante sia questa collaborazione per il panorama teatrale. Andrà infatti in scena presso il Teatro Giacconi di Chiaravalle una nuova edizione dello spettacolo DORIAN GRAY e si accenderanno i riflettori su un percorso di prove e lavoro approfondito tra professionisti e attori che decidono di avvicinarsi a quest’arte  con l’obiettivo, magari, di farlo diventare un mestiere. La storia che sabato alle ore 21 verrà portata in scena muove i passi dal testo originale di Oscar Wilde con una connotazione però afferente ai quadri di Jack Vettriano e le sue atmosfere anni Trenta.  Ne parliamo con Luca Guerini che ha curato l’adattamento e la regia:

Cosa c’entra questa patina storica con quanto descritto dall’autore inglese?

Nelle sue opere Jack Vettriano rappresenta spesso uomini e donne che sono trascinati da un forte vento, i suoi personaggi sembrano danzare in delle atmosfere sospese così come i personaggi di Oscar Wilde che si lasciano trascinare dalle proprie emozioni e i propri istinti, proprio per questo il testo fu a suo tempo oggetto di molte censure. Le vicende descritte dal romanzo accadono senza una volontà superiore che le governa, ma i personaggi sembrano passare da una situazione all’altra (o, teatralmente, da una scena all’altra) senza accorgersene.

In quale punto dello spazio l’estetica diventa una colpa?

Dorian capisce che con la sua bellezza può tenere al guinzaglio gli altri personaggi che si sono invaghiti di lui e, per di più, ha la fortuna di non invecchiare mai. E’ come se fosse ricco per sempre. Tutto va per il meglio, ma alla fine dovrà fare i conti con un pirandelliano “non essere più nessuno” e quindi l’aspetto estetico diventa superficiale e ti obbliga alla resa.

Negli spettacoli di Skenexodia c’è sempre una grande interazione del pubblico. In questo allestimento egli è spettatore, complice o vittima?

Wilde stesso scrive in una lettera che Basil è quello che crede di essere,  Lord Henry è come il mondo lo dipinge e Dorian Gray è quello che vorrebbe essere. Credo che in questa frase sia racchiuso il senso dell’allestimento. Il pubblico in questa vicenda non prende una posizione, ma viene esposto come davanti ad uno specchio a tre aspetti di sé con cui bisogna convivere.

Chi sono gli attori che interpretano questi ruoli?

Dorian Gray è interpretato da Aldo Mattia Schiavone, Basil da Simone De Rose e Simone Tisi interpreta Lord Henry, c’è poi la presenza femminile di Sybill Vane nel mio adattamento che è interpretata da Marta Longo.

Com’è andata questa collaborazione con Csam? Quali saranno i prossimi passi?

Benissimo. Si è creata una forte sinergia tra le nostre due realtà e credo che questo emerga anche fuori, ringrazio appunto Simone Tisi per questo spirito collaborativo di cui si vedono già gli effetti e l’importanza. Questo di sabato è il primo passo di un lungo percorso che avrà presto nuovi appuntamenti di cui vi terremo informati.