Continua la tournée europea dei Kërkim che portano la loro worldmusic in Germania

Continua la tournée europea dei Kërkim che portano la loro worldmusic in Germania

Continua la tournée europea dei Kërkim che portano la loro worldmusic in Germania – Un lungo viaggio iniziato a febbraio 2017, 20 concerti e un tour che conta ormai migliaia di chilometri percorsi. Continua la fortunata tournée dei Kërkim che partendo dal tacco dello Stivale e dopo aver suonato in gran parte delle Regioni del Sud e Centro Italia, sta raccogliendo grande consenso anche nei Club e Festival Europei dedicati alla world music.

Infatti dopo aver fatto tappa nei mesi scorsi in Germania (Mannheim, Dresda, Vornbach), Uk (Londra), Bulgaria (Sofia, Plovdiv), Repubblica Ceca (Kolin), Francia (Marsiglia, Salon de Provence) la band presenterà il proprio album in Germania portando sul palco un repertorio ricco di contaminazione e ricerca: giovedì 10 maggio al Weisses Ross di Lichtenau e venerdì 11 maggio a Altes Spital di Viechtach.

Un’idea in continuo movimento, un’appassionata ricerca tra le trame sinuose delle espressioni musicali del Mediterraneo; in viaggio per le capitali europee, sul palco i Kerkim sono Morris Pellizzari alla chitarra, saz e voce, Bruno Galeone alla fisarmonica e Manuela Salinaro alla batteria e percussioni.

Il progetto Kërkim nasce a Lecce nel Novembre del 2012 sulla scia di un percorso di ricerca musicale che vuole legare tutte le terre del bacino del Mediterraneo attraverso lo studio delle sonorità: musica mediorientale, flamenco, Balkan, folk salentino e campano, Grecia e Albania. Da quest’ultima terra prende il nome, nel suo significato di ricerca e osservazione, un continuo movimento reso possibile dal dialogo, essenza della worldmusic.

La band intreccia le esperienze e le provenienze musicali di ogni singolo componente, tracciando una strada comune nel viaggio che dalle coste salentine attraversa la Croazia, fa tappa in Macedonia e dalle fisarmoniche Rom arriva ai clarinetti turchi, saluta la Grecia e infine torna in Italia, portando nelle composizioni quelle frequenze, quei ritmi e quei colori, riletti e riarrangiati.

 

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