Con “11 (Undici)”, Ched firma un brano che abbatte le barriere tra generi e sensazioni, intrecciando hip hop, pop e gospel in un esperimento sonoro tanto elegante quanto inquieto. I samples stratificati costruiscono un ritmo avvolgente, le chitarre acustiche interrompono la sacralità dei cori, mentre accordi luminosi accompagnano un testo cupo e viscerale, in bilico tra amore e morte. Il risultato è una tensione emotiva costante, un dialogo tra luce e oscurità che riflette la dualità dell’essere umano e l’ambiguità dei sentimenti più profondi.
In questa intervista per Oltre Le Colonne, Ched racconta il significato più intimo del brano, il contrasto tra melodia e disperazione, e il potere evocativo di parole che oscillano tra tenerezza e terrore.
Come descriveresti il messaggio centrale di “11 (Undici)”?
Il messaggio è che l’Amore è la Morte sono la stessa cosa.
Il testo è malinconico ma la musica è calda: come funziona questo contrasto?
Funziona grazie ai cori è alla speranza che emanano per poi stroncarla con il testo
Quali emozioni speri di trasmettere al pubblico?
Tenerezza e Terrore
Ci sono stati momenti in cui hai cambiato parti del testo per rendere più efficace la narrazione?
Si la parte finale della canzone è stata rimaneggiata più volte
Quale verso del brano rappresenta meglio te stesso?
Voglio il tuo cadavere voglio farci l’amore









