“Champs Elysées – Lutezia”. Tra versi e memoria il paesaggio come specchio dell’anima

C’è un luogo in cui le città diventano simboli e i paesaggi imparano a parlare la lingua dell’anima. Quel luogo è la poesia di Sergio Benedetto Sabetta, autore genovese già largamente noto alla community di Aletti Editore che, con la sua silloge “Champs Elysées – Lutezia”, pubblicata nella collana “Altre Frontiere” e disponibile in e-book, firma un’opera che nasce dal viaggio e si compie nella memoria. L’ispirazione affonda le sue radici in un viaggio a Parigi negli anni Novanta e nel confronto silenzioso e fecondo con Roma, evocata fin dal titolo attraverso il richiamo a Lucrezia: due città-specchio, due civiltà che si osservano e si interrogano. La raccolta si configura come un attraversamento poetico di paesaggi reali e interiori, dove la natura non è mai semplice scenario, ma strumento di riflessione per l’anima, in cui emergono desideri, malinconie, resistenze. «Poesia e autobiografia si mescolano – spiega il professor Sabetta, Magistrato Onorario, funzionario presso la Corte dei Conti e docente universitario – anche se quest’ultima filtrata attraverso osservazioni sulla natura e accadimenti storici, se non mitologici». Montagne imbiancate, cieli sospesi, nebbie incerte e mari simbolici scorrono come visioni colte da un finestrino: quello di una vecchia locomotiva a vapore che avanza lenta nel tempo, accumulando memoria.

Sabetta intreccia italiano e francese – testo tradotto in collaborazione con SSML Istituto di Alti Studi Linguistici Carlo Bo in un dialogo lirico che amplia il senso poetico oltre i confini di un solo linguaggio. Le parole si cercano, si contaminano, si completano, generando nuove sfumature emotive e nuove sensibilità. La poesia diventa così spazio di espansione, apertura verso l’altro. «Un’isola in cui ritirarsi, un monastero dove custodire i moti dell’animo e le riflessioni da offrire alla lettura di chi ricerca la sensibilità, in un tempo di economicismo prevalente e nella decadenza culturale in atto, nell’attesa di una rinascita». Al centro dell’opera scorre il tempo, che va osservato dall’esterno nel suo depositarsi in ricordi, sogni, malinconie. Più che consolazione o inquietudine, la poesia si fa domanda, un chiedersi il senso del nostro agire all’interno delle dinamiche naturali, con una speranza finale di rinnovamento dell’animo.

In Champs Elysées – Lutezia i versi oscillano tra luce e ombra, fragilità e dignità, tra illusione e ricerca di senso. La raccolta rende omaggio alla bellezza malinconica di Lutezia e all’inquieto splendore degli Champs-Élysées, trasformati in simboli dell’esistenza e dei suoi passaggi segreti. Nella raccolta ogni paesaggio diventa possibilità di conoscenza e contemplazione, rivolgendosi a un lettore disposto a rallentare, a sostare tra le pieghe del verso, a riconoscere nella malinconia non una resa ma una forma alta di consapevolezza. Un libro da attraversare lentamente, come un viaggio che vuole restituire alla poesia il suo ruolo più autentico: quello di custodire l’animo umano, anche nei tempi più incerti e con cui Sabetta vuole trasmettere «i ricordi, la dolcezza malinconia unita alla speranza e resistenza silenziosa all’attuale violenta fase storica, nella ricerca di una perfezione del proprio essere».

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