Casa degli Artisti apre le porte al pubblico con sei mostre tra arte, psiche e linguaggio

Dal 4 al 18 ottobre Casa degli Artisti invita il pubblico a un viaggio nell’arte contemporanea che intreccia ricerca individuale e riflessione collettiva.

Un appuntamento che va oltre la semplice esposizione, trasformandosi in dispositivo di confronto su temi centrali della nostra società.

La mostra Prima ero schizofrenico ora siamo guariti di Franco Duranti affronta di petto la questione della salute mentale.

Il suo Glossario visionario della follia non è un catalogo di malattie, ma un atlante emotivo che ridona dignità e visibilità a chi vive il disagio psichico.

Il progetto diventa occasione di dialogo: il 9 ottobre, durante la Settimana della Salute Mentale, una tavola rotonda riunirà artisti, medici e terapeuti sul tema “Arte e Psichiatria”.

Negli atelier emergono altri cinque percorsi.

William Aparicio riflette sul tempo, inteso non come misura scientifica ma come esperienza intima e irripetibile. Claudia Mendini cattura i movimenti della luce, restituendoli in pittura come mappe cosmiche.

Liana Ghukasyan affronta l’universo femminile attraverso il simbolo del letto, tra intimità e conflitto. 

Sabrina D’Alessandro fa rivivere parole smarrite di Leonardo, trasformandole in scultura e performance.

Coquelicot Mafille propone drappi cuciti e dipinti come vele, manifesti collettivi che evocano nuovi paradigmi di convivenza.

Questo progetto corale riafferma il ruolo dell’arte come strumento di consapevolezza e di cambiamento sociale.

Casa degli Artisti diventa spazio in cui la creatività incontra la fragilità, la memoria incontra il futuro, e la comunità trova un luogo di dialogo.

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