Burlesque, due serate da non perdere

Burlesque, due serate da non perdere

Burlesque, due serate da non perdere – LA CAVE DU BURLESQUE ALL’OFFICINA BIOLOGICA – BORGO ANGELICO, 30 ROMA dal 28 febbraio 2014 al 1 marzo 2014 alle ore 22.30

2 SERATE DEDICATE AL  BURLESQUE…

Il Burlesque è un’arte antica che affonda le sue radici nell’800 inglese e si è evoluta per più di un secolo.  La chiave è l’ironia, il gioco, il divertimento, nello stile della mitica Josephine Baker degli esordi.

Ma cosa c’è dietro il Burlesque? Il termine deriva dall’italiano “burla” nell’Inghilterra vittoriana per designare un genere di spettacolo parodistico, in voga tra le classi popolari, in cui le donne (ma non solo) si agghindavano da gran signore e poi si spogliavano per canzonare le ricche dame dell’aristocrazia, tra le risa e gli incitamenti degli astanti. A fine secolo il gioco si diffonde a macchia d’olio tra Europa e Stati Uniti, dove lo ritroviamo, in varie sfumature, tra le ragazze dei saloon nel vecchio west, o nella rivista italiana dove impazza “la mossa” e  soprattutto nei teatri parigini alla Folies Bergère e Moulin Rouge fino a Broadway e poi a Hollywood.

… E ALLE PIN UP

Con il termine di pin-up si indicano generalmente le ragazze – solitamente procaci, ammiccanti e sorridenti – le cui immagini, durante il secondo conflitto mondiale, iniziarono a diffondersi su molte riviste settimanali degli Stati Uniti. Questo fenomeno attirò in maniera sempre maggiore l’attenzione soprattutto dei lettori uomini, e in particolare registrò un incredibile successo fra i soldati impegnati al fronte, che usavano appendere le fotografie di queste ragazze nei loro armadietti o nelle loro tende di accampamento. Questa categoria di sex-symbol venne identificata col nome di pin-up, e appunto stava a indicare una categoria di splendide ragazze, sensuali e affascinanti, prive di quell’alone di mistero che aveva caratterizzato le “dive” degli anni trenta. Erano tipiche bellezze americane, dalle gambe lunghe, seno prorompente ed attraenti ma dallo sguardo sereno, quasi fanciullesco, ed armonioso. Erano delle “dive” private del classico “divismo”.  Di lì a poco, il “fenomeno” delle pin-up approdò anche al cinema e al teatro attraverso le attrici-ballerine-striptiseuse degli spettacoli di genere burlesque.

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