I Crossin’ Midnight tornano con “Baba Jaga”, un brano che dimostra quanto il rock possa ancora raccontare storie senza sembrare nostalgico. L’idea di utilizzare la figura mitologica dell’Est Europa come metafora della coscienza contemporanea è una scelta intrigante e funziona sin dai primi secondi. Il brano si muove su un tempo in 3/4 che crea un’oscillazione quasi ipnotica, come se l’ascoltatore venisse trascinato dentro una piccola favola oscura. Le chitarre entrano con una tensione controllata, il basso tiene insieme l’ossatura del pezzo e la voce di Chris Lovesgod racconta una storia che sembra rivolgersi direttamente a chi ascolta. La sensazione è quella di trovarsi davanti a una band che ha fatto molta strada nei club e che ha imparato a far respirare le canzoni. Non c’è fretta, non c’è bisogno di riempire ogni spazio. Nel cuore del brano emerge l’idea più interessante: l’uomo ridotto a “automa sociale”. È una frase semplice ma efficace, che riassume una critica piuttosto chiara al torpore collettivo. Il rock ha sempre avuto questa funzione, e qui viene recuperata con una certa naturalezza.
A metà canzone il pezzo cambia leggermente direzione. I cambi ritmici creano una piccola frattura narrativa che rompe la linearità e rende l’ascolto più dinamico. È un passaggio interessante, anche se in quel punto si ha quasi la sensazione che la band voglia correre un rischio in più. Non tutti ameranno quella deviazione improvvisa, ma proprio per questo il momento resta impresso. Nel complesso “Baba Jaga” dimostra che i Crossin’ Midnight non stanno inseguendo un suono alla moda. C’è qualcosa di diretto, quasi istintivo, che ricorda a tratti certo rock alternativo europeo degli anni novanta, con una punta di teatralità che può ricordare alcune atmosfere dei Muse più narrativi, pur restando saldamente ancorata alla dimensione live.
La cosa più riuscita del brano è la sua capacità di suggerire immagini. Si ha davvero l’impressione di trovarsi davanti a una creatura mitologica che osserva gli esseri umani e decide chi vive davvero e chi invece si limita a esistere. Non è poco, per una canzone rock.
I Crossin’ Midnight mostrano personalità e una visione piuttosto chiara del proprio percorso. Se questo singolo è davvero l’anticamera dell’album “Red Leech Road”, allora il viaggio potrebbe rivelarsi interessante.
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