Per il nuovo singolo “Avanti March!”, Emonis cambia passo – e linguaggio – senza perdere la propria identità. L’artista sceglie un registro più vicino al rap per mettere sotto osservazione il conformismo che attraversa la società contemporanea: un sistema fatto di slogan, dogmi, mode e automatismi linguistici che finiscono per dirci come parlare, come apparire, come essere.
Con un tono ironico e provocatorio, il brano smaschera quei meccanismi culturali e comportamentali che appiattiscono il pensiero e soffocano le emozioni più autentiche. Dall’uso compulsivo degli anglicismi fino alle dinamiche di omologazione quotidiana, “Avanti March!” costruisce una narrazione tagliente ma mai moralistica, capace di trasformare la critica in ritmo e visione.
La canzone si presenta come un apparente ordine collettivo – una marcia compatta, cadenzata – ma ne ribalta il senso: non è un invito ad allinearsi, bensì a rompere le righe. Un contro-comando che esorta a pensare con la propria testa, a recuperare una lingua emotiva personale, a rifiutare etichette e imposizioni.
Nell’intervista per Oltre Le Colonne, Emonis racconta la scelta di avvicinarsi a una metrica e a un flow più diretti, capaci di rendere la critica sociale più incisiva e immediata rispetto al suo abituale background heavy metal e rock. Un esperimento nato quasi per intuizione, che si è trasformato in un esercizio creativo stimolante e, forse, in una nuova possibile traiettoria per il progetto.
Cosa ti ha spinto ad avvicinarti a un linguaggio più vicino al rap per questo brano?
Anche se il mio background appartiene al mondo heavy metal e rock, ho sempre apprezzato e seguito con interesse la musica leggera italiana, il pop, e le correnti che vanno per la maggiore. Avevo perciò voglia di mettermi alla prova in un ambito un po’ diverso, come il “rap”. Tutto è nato dal motivetto principale del brano, che ha poi innescato l’idea della marcia e da lì la visione di questi umani tutti allineati, che muovono nella stessa direzione, privati delle proprie emozioni e del proprio libero pensiero (ovviamente parliamo di un’ironica estremizzazione!)
In che modo la metrica e il flow ti hanno permesso di essere più diretto rispetto al tuo stile abituale?
La metrica e l’andamento cadenzato sono stati parecchio d’aiuto nello sviluppo del testo e della tematica! Senza quel flow, difficilmente nei miei soliti ambiti musicali sarei riuscito ad affrontare il tema della critica alla società moderna con la stessa ironia e con la stessa modalità.
Hai lavorato in modo diverso sulla scrittura del testo rispetto ai tuoi brani precedenti?
Si, come dicevo prima, l’andamento del brano ha influito in maniera determinante sullo sviluppo di una scrittura molto diversa dal mio solito. Ed è stato divertente e allo stesso tempo “allenante”.
Quanto è stato importante il ritmo nel rendere credibile questo “falso ordine di marcia”?
Come detto poc’anzi, è proprio da quell’incedere che nasce sì la linea melodica e vocale ma soprattutto il riferimento alla marcia e a quel mio “contro-ordine”.
Pensi che questo esperimento influenzerà il futuro del progetto Emonis?
Non lo so. Ho già pronto un nuovo singolo, un “pop” più classico, un mid-tempo chitarra acustica e piano. Ma non escludo di riprovare in futuro a cimentarmi in un testo ed una metrica “rap”. Come detto è stato divertente ed i primi riscontri che stanno arrivando sono molto positivi….perché non riprovarci quindi?









