Astrazioni: quando il colore diventa pensiero

Nel panorama artistico contemporaneo l’astrazione non è più una dichiarazione di rottura, come accadeva agli inizi del Novecento, ma un linguaggio maturo che continua a reinventarsi. A raccontarlo è Astrazioni, la mostra ospitata negli spazi della Galleria Vik Milano e curata da Alessandro Riva, che riunisce cinque artisti italiani accomunati dalla volontà di esplorare il potenziale espressivo della forma, del colore e della materia.

Il percorso espositivo si muove tra generazioni e sensibilità diverse, offrendo uno sguardo ampio su come l’arte astratta continui oggi a dialogare con la percezione, lo spazio e l’esperienza dello spettatore. Non una corrente compatta, ma una pluralità di linguaggi che dimostrano quanto l’astrazione sia ancora capace di sorprendere.

Tra i protagonisti della mostra spicca Roberto Floreani, tra le figure di riferimento dell’astrattismo italiano. La sua ricerca affonda le radici in una riflessione teorica profonda, che accompagna la pratica pittorica. Nelle sue opere la forma circolare diventa elemento ricorrente e simbolico, mentre l’uso di materiali insoliti – come carta-tessuto, vetro o legni recuperati – introduce una dimensione tattile che arricchisce il rigore geometrico delle composizioni.

Di grande interesse è anche il lavoro di Sandi Renko, artista che da anni indaga il rapporto tra arte e design. Le sue opere, costruite attraverso moduli geometrici essenziali e sequenze di linee verticali, generano sottili effetti ottici che cambiano a seconda del punto di vista. La superficie pittorica si trasforma così in uno spazio dinamico, in cui luce e percezione giocano un ruolo fondamentale.

Una dimensione più cromatica e immersiva caratterizza invece la ricerca di Marco Casentini. Le sue composizioni si sviluppano come vere e proprie partiture visive, in cui moduli di colore dialogano tra loro creando ritmi e armonie. In alcuni lavori elementi in plexiglas introducono riflessi e trasparenze che coinvolgono direttamente lo spazio e lo spettatore.

La mostra dedica inoltre attenzione alla ricerca di Davide Nido, figura tra le più originali dell’astrazione italiana recente. Nido ha sviluppato un linguaggio personale utilizzando la colla a caldo come materiale pittorico, creando superfici vibranti e tridimensionali caratterizzate da colori intensi e luminosi. Il risultato è una pittura che sembra quasi pulsare, capace di unire rigore formale e energia visiva.

Completa il percorso la ricerca di Leonida De Filippi, che negli ultimi anni ha concentrato il proprio lavoro sulla forma del cerchio. Le sue grandi composizioni cromatiche, parte del progetto Circolarity, trasformano l’astrazione in un dispositivo simbolico che richiama l’idea di relazione, condivisione e movimento continuo.

Astrazioni diventa così un viaggio attraverso le molte possibilità dell’arte aniconica contemporanea. Un percorso che dimostra come, anche nell’epoca dell’immagine digitale e della comunicazione veloce, la forza del colore e della forma pura continui a parlare con sorprendente attualità.

 

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