Alla Galleria Civica di Trento apre la mostra di Jacopo Mazzonelli

Alla Galleria Civica di Trento apre la mostra di Jacopo Mazzonelli

Alla Galleria Civica di Trento apre la mostra di Jacopo Mazzonelli. Negli spazi della Galleria Civica, il Mart prosegue l’esplorazione delle migliori manifestazioni del contemporaneo con un occhio alle contaminazioni tra linguaggi.

To be played at maximum volume è una fine indagine sul gesto musicale e sulla sua interpretazione che si realizza quasi totalmente nel silenzio.

Nei due piani della Galleria le opere, la maggior parte delle quali realizzata negli ultimi 18 mesi appositamente per il progetto espositivo, indagano uno dei temi biografici di Mazzonelli, diplomato in pianoforte e in musica contemporanea.

Pezzi di pianoforti, corde di chitarra, archetti e ponti di strumenti a corda divengono componenti di installazioni contemporanee.

JACOPO MAZZONELLI

TO BE PLAYED AT MAXIMUM VOLUME

a cura di Margherita de Pilati e Luigi Fassi

Galleria Civica, Trento, 7 ottobre 2017 ― 7 gennaio 2018

Nel 1972 il retro della copertina del vinile Ziggy Stardust di David Bowie riportava un’istruzione che sanciva i cambiamenti sociali connessi a una vera e propria rivoluzione musicale: To be played at maximum volume. Nel 2017 l’artista e musicista Jacopo Mazzonelli intitola così la sua prima esposizione personale in un museo.

Una mostra che parla di musica, ma dove la musica non c’è.

Negli spazi della Galleria Civica, il Mart prosegue l’esplorazione delle migliori manifestazioni del contemporaneo con un occhio alle contaminazioni tra linguaggi.

Si chiude con la mostra di Jacopo Mazzonelli un anno che ha mescolato istanze e discipline diverse: Almanacco 70 era un progetto su architettura, arte, urbanistica e storia sociale; con Legno è stata realizzata la prima collettiva sulla scultura lignea contemporanea. Oggi, attraverso la raffinata personale di Mazzonelli, artista e curatori propongono una ricerca visiva sul tema della musica.

In mostra a Trento, fino al 7 gennaio, sculture, installazioni, video in un allestimento rigoroso ed essenziale. A cura di Margherita de Pilati, responsabile della Galleria Civica di Trento, e di Luigi Fassi, curatore della sezione Arti visive presso lo Steirischer Herbst Festival di Graz.

 

To be played at maximum volume è una fine indagine sul gesto musicale e sulla sua interpretazione che si realizza quasi totalmente nel silenzio.

Nei due piani della Galleria le opere, la maggior parte delle quali realizzata negli ultimi 18 mesi appositamente per il progetto espositivo, indagano uno dei temi biografici di Mazzonelli, diplomato in pianoforte e in musica contemporanea.

Pezzi di pianoforti, corde di chitarra, archetti e ponti di strumenti a corda divengono componenti di installazioni contemporanee.

Lavorando sull’evocazione della dimensione sonora, l’artista si confronta con strumenti che destruttura, trasforma e ricompone; ma anche con i miti e i simboli della cultura musicale contemporanea. Al centro del suo interesse sono i gesti, gli atti, le azioni musicali, intesi come ciò che sottende l’esecuzione e richiamati in quanto segni e simboli di un linguaggio culturale.

In mostra la musica è la protagonista assente: tutte le opere la celebrano, senza crearla. Il risultato è un intimo cortocircuito semantico nel quale la rappresentazione crea il pensiero, il ricordo, l’emozione di qualcosa che non c’è e, che se ci fosse, sarebbe comunque invisibile.

Per condurre questa esplorazione, Mazzonelli apre a sottotesti filosofici che attraversano la storia della cultura: in mostra emergono i temi del doppio e del tempo. Il sé, l’altro da sé, il qui e ora, l’eternità. Ma anche la mancanza e la memoria, temi ricorrenti nella ricerca dell’artista trentino. Non mancano equazioni matematiche, calcoli armonici, circostanze surreali, riferimenti iconici e omaggi ai grandi maestri della musica del ’900 come Igor Stravinskij, Glenn Gould, Paul Wittgenstein o Leopold Stokowski.

 

Abituato alla disciplina e alla precisione della pratica musicale, Mazzonelli deflagra visivamente il concetto di tensione, tanto nella sua accezione fisica di forza/trazione/sforzo, quanto nel significato figurativo legato alle istanze intellettuali e ai pesi emotivi.

Tutti i lavori operano sulla percezione. Figure che sembrano uguali ma non lo sono, archetti che si trasformano in matite, pianoforti decostruiti e riassemblati, strumenti nel cemento. Ma anche vernici invisibili, libri che contengono impercettibili errori tipografici, altri che parlano senza emettere suoni. Tra rappresentazioni evocate e immagini mentali, di fronte a ogni opera la prima impressione è messa in crisi da una successiva epifania. Ogni cosa non è ciò che sembra.

 

Nella prima sala della Galleria è allestita l’installazione ABCDEFG, vincitrice nel 2015 del premio Fondo Privato Acquisizioni per l’arte contemporanea di ArtVerona | Art Project Fair. Costituita da sette pianoforti modificati nella loro struttura affinché ognuno possa suonare una sola nota, l’opera viene presentata per la prima volta e accompagnata da un’esecuzione che propone un dialogo serrato tra strumenti di estrazione classica e dispositivi elettronici.

Composta da Matteo Franceschini, la partitura sull’opera ABCDEFG è pubblicata da Casa Ricordi. In Galleria Civica viene eseguita da Jacopo Mazzonelli e dalla pianista Eleonora Wegher. Live electronics: Matteo Franceschini; sound engineer: Davide Zuccotti.

Jacopo Mazzonelli

Jacopo Mazzonelli nasce a Trento nel 1983. Si diploma in pianoforte e in musica contemporanea presso l’Accademia Internazionale TEMA di Milano. Parallelamente agli studi musicali comincia a realizzare sculture e installazioni attraverso le quali indaga spesso l’elemento sonoro (musica e rumore, ritmo e silenzio) pur non includendolo necessariamente come evento uditivo nell’opera. Ha esposto in gallerie, istituzioni e fiere in Italia e all’estero. È presente con le sue opere in importanti collezioni, tra cui AGI Verona Collection – Verona, Caldic Collection – Rotterdam, Unicredit Art Collection – Mart, Collezione VAF –Stiftung. Nel 2014 è stato selezionato dalla Fondazione VAF per la mostra itinerante Posizioni Attuali dell’Arte Italiana, realizzata a Kiel, Sindelfingen e Perugia.

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