Alessandra Mazzi pubblica il libro “Robe da Mazzi”

Il diario disincantato di Alessandra Mazzi sulle verità scomode dell’amore e dell’autosabotaggio

Robe da Mazzi” è l’opera d’esordio di Alessandra Mazzi: si configura come un romanzo ironico, cinico e sorprendentemente lucido, capace di tracciare una mappa emotiva e disarmante delle relazioni contemporanee e di mettere a nudo ciò che, spesso, le donne scelgono di accettare senza rendersene conto.

Attraverso una sequenza di storie vere, romanzate quel tanto che basta per poter essere raccontate senza mai nascondere la verità, il libro passa in rassegna una galleria di figure maschili universali: dall’uomo affascinante ma ideologicamente disturbante al creativo inconcludente, fino al direttore “invisibile” e all’amante che rompe ogni schema predefinito. Eppure, capitolo dopo capitolo, l’autrice svela che il vero focus dell’opera non sono gli uomini incontrati, bensì le versioni di se stessa che ha scelto di interpretare. Il testo non vuole fare la vittima né impartire lezioni morali, ma esplora una domanda incredibilmente scomoda: quante volte capita di comprendere perfettamente l’incoerenza di una relazione e decidere, nonostante tutto, di restare comunque?

La scrittura di “Robe da Mazzi” ha accompagnato un periodo di profonda metamorfosi personale dell’autrice, sia interiore che esteriore, segnato da un importante dimagrimento e da una nuova immagine corporea da abitare. In questo flusso di cambiamenti, le aspettative, i silenzi, i ritorni e le improvvise sparizioni sentimentali vengono descritti come piccoli eventi capaci però di occupare la mente come una vera e propria “riunione di condominio emotiva“.

Lo stile del libro è diretto, cinematografico e scandito da dialoghi brillanti, dove l’ironia tagliente non viene usata come scudo per nascondere il dolore, ma come una forma di elegante sopravvivenza. Il titolo stesso è emerso in modo del tutto naturale per definire quelle situazioni sospese: non abbastanza tragiche da farne un melodramma, non abbastanza leggere da essere ignorate. Semplicemente, appunto, robe da Mazzi. L’opera diventa così il resoconto di un lento e talvolta doloroso processo di riconoscimento dei propri confini, delle proprie fragilità e delle zone di autosabotaggio in cui ci si infila pur di non rimanere soli.

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Alessandra Mazzi lavora come consulente per liberi professionisti e piccoli imprenditori, affiancandoli nello sviluppo della consapevolezza, della capacità decisionale e della lucidità nella gestione delle persone e delle dinamiche aziendali complesse.

«Non ho scritto questo libro perché avevo qualcosa da insegnare — spiega l’autrice — l’ho scritto perché, a un certo punto, ho iniziato a rileggere le mie storie e mi sono accorta che il filo conduttore non erano gli uomini, ero io. Io che capivo tutto, quasi sempre, vedevo le crepe e nonostante questo decidevo di restare ancora un po’. Nel mio lavoro aiuto le persone a sviluppare lucidità nelle scelte: questo libro è il punto in cui ho iniziato a farlo davvero anche con me».

Robe da Mazzi” nasce così: quando si smette di cercare la coerenza a tutti i costi e si inizia a raccontare la vita reale, comprese quelle parti di sé che non fanno curriculum, ma fanno intensamente vita.

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