Al via la mostra Carnevale Re D’Europa al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige

Al via la mostra Carnevale Re D’Europa al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige

Al via la mostra Carnevale Re D’Europa al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige – Inaugurerà, venerdì 18 novembre alle 17, la mostra “Carnevale re d’Europa II / Carnival King of Europe II (2010-2012). Le mascherate invernali di fertilità nel contesto etnografico europeo”, presso il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige. Oggi in Sala Belli, nel Palazzo provinciale di piazza Dante, la conferenza stampa di presentazione, con gli interventi di Franco Panizza, assessore alla cultura, rapporti europei e cooperazione, e di Giovanni Kezich e Lorenzo Baratter, direttore e presidente del Museo di San Michele. “Il Museo degli Usi e Costumi – ha dichiarato l’assessore Franco Panizza – diventa il centro di un sistema di valorizzazione dei carnevali tradizionali che investe tutt’Europa, quindi da un lato in questo progetto si valorizzano i carnevali tradizionali trentini, dall’altra ci si inserisce in un percorso europeo di tradizioni ed identità comuni”.

“I nostri carnevali – ha poi proseguito Panizza – vengono messi a confronto con quelli di tutt’Europa, per scoprirne le analogie e il ricco patrimonio identitario. Questo progetto, che vede insieme due componenti quella più scientifica e quella popolare, ha saputo dare rilievo europeo al Trentino”.
Dal presidente Baratter sono arrivate parole di ringraziamento per il lavoro svolto dall’equìpe di San Michele, in quello che rappresenta: “Uno dei più importanti musei etnografici italiani. Proprio domani si riunirà la seconda seduta del Consiglio di Amministrazione da poco nominato e approveremo le linee programmatiche del Museo per il biennio 2012 – 2013, risultato di un mese e mezzo di proficuo e intenso confronto”.
Il direttore Kezich ha quindi definito il progetto sul carnevale una bellissima avventura: “Iniziata in Trentino con il desiderio di fornire un’interpretazione dei carnevali tradizionali che ancora sussistono in tante nostre valli, e poi di confrontarli con quelli dell’arco alpino”.
Infine a Cesare Poppi, docente di antropologia culturale all’Università di Trento, il compito di delineare il senso antropologico di questo progetto, che cerca di capire le basi comuni del carnevale nella tradizione popolare europea.
Carnival King of Europe / Carnevale Re d’Europa, rispetto allo scorso anno è arricchita per la sua seconda stagione (2011/2012) di quattro nuove nazioni: i Paesi Baschi (Spagna), la Slovenia, la Polonia e la Romania. Il progetto, partito nel 2007 e coordinato dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, aveva visto in una prima fase (2007/2009) l’adesione di Francia, Croazia, Bulgaria e Macedonia, ciascuna rappresentata da un proprio Museo etnografico di livello nazionale, per una ricerca congiunta sulle origini e i denominatori comuni del Carnevale europeo, con cui dar vita a un film, a un sito internet (www.carnivalkingofeurope.it), a un programma di seminari internazionali e finalmente a una mostra itinerante, che ha già visitato Zagabria, Sofia e Skopje nel 2009 e che oggi riprende, arricchita e interamente rinnovata a San Michele all’Adige, da dove proseguirà nel 2012 per Bilbao, Lubiana, Sibiu e Varsavia. Un progetto importante, che ha catturato l’immaginazione di tanti folkloristi europei impegnati sul fronte complesso delle tradizioni popolari, dell’etnologia e della storia del nostro continente, e che augurabilmente avrà un seguito anche dopo il 2013, visto l’interesse con cui il progetto stesso è stato accolto nei musei etnografici di Atene, Praga, Brno, Budapest, Londra e anche altrove.
Idea fondante di “Carnival King of Europe” è che nelle mascherate rituali che si tengono in vari momenti dell’inverno nei villaggi contadini di mezza Europa – nel contesto di un lungo ciclo di festività che va dai Santi a Natale, da San Nicolò all’Epifania, da San Martino a carnevale, per citare solo le stazioni maggiori – si possano ravvisare le vestigia di un antico rito pagano di fertilità, che si presenta ovunque o quasi ovunque nello stesso modo, con una prima fase paurosa, una seconda fase propriamente cerimoniale e una comica finale apertamente farsesca, spesso seguita da un epilogo cruento – e dunque con maschere, costumi, personaggi molto simili. Queste somiglianze, alludono certamente a un sostrato ancestrale comune di tutta la civiltà rurale europea, basato sui presupposti dell’antico magismo agrario legato alla coltura dei cereali, e che antecede e trascende quindi la diaspora delle lingue, delle denominazioni religiose e dei contesti storico-istituzionali che ha caratterizzato la storia del nostro continente.
Se la prima edizione di “Carnival King of Europe” aveva messo in luce le componenti strutturali del rito, e dunque il carattere piuttosto inflessibile della divisione di massima che vi è tra le componenti paurose, cerimoniali e infine burlesche della mascherata, questa seconda edizione punta piuttosto, all’interno della partizione di cui sopra, a mettere in luce il contesto ludico unitario al quale si ispirano le mascherate invernali del contesto profano – prima fra tutte il carnevale – ma anche di quello sacro – con i semischerzosi giri di questua fanciulleschi che a partire dallo Halloween testé risorto dopo essere rimbalzato qui da noi da oltreoceano, si prolungano sul San Nicolò, sulle Beganate e sui Tre Re, fino al carnevale e ai riti del Marzo. Così, nel cuore dell’inverno, quando il risveglio della primavera sembra ancora un sogno del tutto irraggiungibile, i paesi sono percorsi da questi personaggi ambigui, un po’ paurosi e un po’ scherzosi, bene auguranti, che rappresentano in modo un po’ paradossale ma del tutto convincente le entità spirituali superiori che vegliano sul villaggio, la sacralità del tempo, il sapere degli antenati, la continuità della vita.
“Carnival King of Europe” è una emozionante vicenda di ricerca che, a partire dallo studio dei carnevale tradizionali del Trentino, si è aperta al contesto di riferimento europeo per una interpretazione inedita, completamente nuova, della storia culturale del nostro continente.

 

Riprese e interviste audio (a Franco Panizza e Giovanni Kezich) a cura dell’Ufficio Stampa

La mostra

Carnevale re d’Europa / Carnival King of Europe (2010-2012), giunta alla sua seconda edizione, presenta i risultati di un’importante ricerca sul carnevale condotta dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e 8 musei partner di altrettanti stati europei, nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione Europea.

 

Il progetto Carnival King of Europe

Intrapreso nel 2007 per iniziativa del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, il progetto ha raccolto in una prima fase l’adesione di alcuni importanti musei europei di Francia, Croazia, Bulgaria e Macedonia, e successivamente, dal 2010, dei Paesi Baschi in Spagna e di Slovenia, Romania e Polonia.
Attualmente, partecipano al progetto l’Euskal Museoa. Bilbao. Museo Vasco di Bilbao, lo Slovenski Etnografski Muzej di Lubiana, il Complexul Naþional Muzeal Astra di Sibiu, il Pañstwowe Muzeum Etnograficzne w Warszawie di Varsavia, l’Etnografski Muzej, Zagreb di Zagabria, l’Ethnographic Institute and Museum, Bulgarian Academy of Sciences di Sofia, e il Nacionalna Ustanova Muzej na Makedonija di Skopje, oltre naturalmente al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, che è capofila.
Carnival King of Europe è dunque una mostra itinerante che, dopo essere stata inaugurata a San Michele all’Adige, nel 2012 verrà allestita a Bilbao nei Paesi Baschi, a Lubiana in Slovenia, a Sibiu in Transilvania, e a Varsavia in Polonia, ma è anche un progetto di ricerca etnografica, un sito web: www.carnivalkingofeurope.it, un film su dvd.

 

Il carnevale in Europa

Il carnevale europeo affonda le sue radici nel più vasto sedime delle mascherate dell’inverno: la stagione dei riti, che si contrappone a quella naturale del lavoro agreste. Così, dai Santi fino a marzo, una sola volta o anche in più riprese, sotto le mentite spoglie di giovani paesani mascherati, gli antenati tornano a visitare le comunità dei vivi, e a promettere ad esse fertilità e abbondanza. Ancor oggi infatti, nei villaggi di gran parte dell’Europa, dai Balcani all’Iberia passando naturalmente per le Alpi e la Mitteleuropa asburgica, fino alle Isole Britanniche, è dato cogliere le tracce di un antico rito che si ispira al magismo agrario più ancestrale.
Carnival King of Europe si propone di riscoprire le vestigia di questo rito antico ai quattro angoli del continente, e di metterle a confronto diretto per rintracciarne e interpretarne le evidenti somiglianze e i denominatori comuni.

 

Il ciclo mascherato

Ha inizio con l’ingresso fragoroso di figure scampananti paurose, diaboliche, coperte di pelo, che rappresentano l’incubo diffuso di una condizione panica ancestrale. Seguono figure più miti, danzanti o saltellanti, biancovestite, spesso caratterizzate da un lungo cappello a cono, ornato di nastri: sono figure ieratiche, sacerdotali, che attendono infatti a una cerimonia specifica: quasi universalmente, questa è l’unione semifarsesca di una coppia nuziale, seguita di frequente dal trascinamento di un aratro sulla piazza del villaggio. Conclusa la cerimonia, si dà la stura alla parte trasgressiva della mascherata, con le sue comparse satiriche, repellenti ed oscene. Alla fine, un processo pubblico giustizierà il Carnevale o un suo simulacro, e presto il grande caleidoscopio della mascherata svanirà del tutto tra le fiamme di un grande fuoco purificatore. Un copione preciso, che si ripropone da sempre in tutta Europa, con minuscole varianti: e dunque un vero rebus, ancora del tutto intatto, per l’etnologo e per lo storico.

 

Info

Carnevale re d’Europa II / Carnival King of Europe II (2010-2012)
Le mascherate invernali di fertilità nel contesto etnografico europeo
18 novembre 2011 – 6 gennaio 2012
Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, San Michele all’Adige
Tel. 0461 650314 – 650556 – Fax 0461 650703
info@museosanmichele.it

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