Al Brescia Photo Festival due progetti speciali: Maurizio Galimberti e Vanessa Beecroft

Al Brescia Photo Festival due progetti speciali: Maurizio Galimberti e Vanessa Beecroft – La terza edizione del Brescia Photo Festival – Donne (www.bresciaphotofestival.it), in programma dal al 5 maggio, promossa da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Ma.Co.f. – Centro della fotografia italiana, esplorerà il complesso universo femminile. Quattro giornate dedicate alla fotografia con mostre, visite guidate, laboratori, proiezioni cinematografiche, musica e incontri con grandi firme della fotografia.

La rassegna internazionale di fotografia, da quest’anno con un format completamente rinnovato, propone 19 esposizioni tra mostre tematiche, monografiche one-off, in gran parte produzioni originali, ospitate in 10 sedi nel centro storico di Brescia e in provincia, che valicheranno i confini temporali del festival e proseguiranno fino all’estate.

In programma anche due progetti speciali, con altrettante opere uniche poste in dialogo immateriale con il patrimonio del Museo di Santa Giulia e i suoi modelli senza tempo.

Nella sezione romana del Museo, un omaggio speciale alla straordinaria statua di bronzo, simbolo della città di Brescia, temporaneamente in restauro: DeaLa Vittoria alata dalle immagini d’archivio a Galimberti. A immagini dell’Archivio fotografico dei Musei Civici, che ripercorreranno la storia della Vittoria alata, si affiancano tre installazioni fotografiche inedite di Maurizio Galimberti, realizzate con la tecnica del fotocollage che echeggiano forme e superfici rendendole senza tempo, eterne come il bronzo.

Nella basilica di San Salvatore, dal 2011 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, grazie alla collaborazione con la Fondazione San Patrignano, si staglia come una pala d’altare al centro dell’abside della grande navata VBSS.002 di Vanessa Beecroft.

La fotografa ritrae se stessa come una Madonna che allatta due gemelli neri anziché un bambino bianco.

Lo scatto, un fatto realmente avvenuto nella Diocesi di Rumbek nel Sud Sudan, vuole essere un simbolo da una parte di colonizzazione, violenza etnica e predominanza, dall’altra emblema di un amore puro e istintivo come quello materno e di congiunzione tra tutti i popoli.

I due progetti espositivi inaugureranno giovedì 2 maggio e saranno aperti al pubblico al Museo di Santa Giulia fino all’8settembre.