Accoltellà un senza dimora per contendersi un giaciglio di fortuna. Arrestato per tentato omicidio

Accoltellà un senza dimora per contendersi un giaciglio di fortuna. Arrestato per tentato omicidio

Accoltellà un senza dimora per contendersi un giaciglio di fortuna. Arrestato per tentato omicidio – Lo scorso 5 maggio, durante una lite scaturita nei pressi di piazza della Rovere, aveva sferrato una coltellata al petto di un connazionale, senza dimora, reo di non volergli lasciare il posto dove allestire il suo giaciglio di fortuna. Per questo motivo, un cittadino polacco di 42 anni, anch’egli senza dimora e con numerosi precedenti penali, al termine di laboriose indagini scattate subito dopo il ferimento, è stato rintracciato e arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere. Dovrà rispondere di tentato omicidio.

La sua vittima, connazionale di 33 anni, dopo alcuni giorni trascorsi in coma all’ospedale San Filippo Neri, si è risvegliato ed ha collaborato con i militari nonostante un periodo iniziale di reticenza. Gli elementi raccolti dai Carabinieri hanno permesso di individuare un edificio in disuso in viale Platone, nei pressi di piazzale Clodio, occupato abusivamente da vari senza dimora. Dopo alcuni servizi di appostamento, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere hanno fatto scattare il blitz, nel corso del quale è stato rintracciato e arrestato il 42enne polacco, ritenuto autore della violenza e condotto a Regina Coeli. Durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto in suo possesso un coltello con lama lunga 25 cm e un paio di stivaletti con delle tracce biologiche riconducibili a sangue. I reperti sono stati sequestrati e consegnati agli esperti del RIS di Roma che avranno il compito di accertare se quelle macchie sugli oggetti abbiano a che fare con l’aggressione di piazza della Rovere.

Non solo: l’irruzione nello stabile ha permesso ai Carabinieri di denunciare a piede libero altri tre cittadini polacchi che si erano allacciati abusivamente ad alcuni contatori di corrente di proprietà di ignari utenti. Per loro l’accusa è di furto aggravato di energia elettrica.

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