Il Salone Monumentale di Palazzo Gotico ospita dal 29 novembre all’7 dicembre “Riflessi in Sospensione”, antologica che ripercorre venticinque anni di ricerca artistica di Paolo Terdich, pittore piacentino la cui opera si articola intorno alla rappresentazione dell’acqua e della luce.
Nato a Piacenza nel 1960, Terdich ha costruito il suo linguaggio su una sfida tecnica tra le più complesse: la cattura dell’acqua in movimento, con i suoi riflessi e le sue trasparenze. Un percorso che inizia nel 2000 con la prima personale al Cairo e prosegue attraverso sedi di rilievo: dalla Von Zeidler Art Gallery di Berlino alla Galerie Sonia Monti di Parigi, fino alla Saphira&Ventura Gallery di New York e alla partecipazione alla 59ª Biennale di Venezia nel 2022.
Il blu domina la sua produzione come scelta cromatica ed emotiva insieme. Questo colore diventa strumento di armonia, simbolo di quella quiete che l’artista traduce in composizioni complesse e dinamiche. Le nature morte trasformano gli oggetti in presenze metafisiche, mentre le scene d’acqua trasmettono sensazioni di libertà e sospensione attraverso una tecnica che governa con precisione riflessi e trasparenze.
La svolta più significativa avviene nel 2023 con il progetto “Esodo”, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. Qui Terdich abbandona i suoi blu consueti per cromie neutre e atmosfere dense di tensione e smarrimento. Un tema profondo e personale – la storia della sua stessa famiglia – che l’artista affronta con un realismo che sfiora il surreale e il metafisico. Il progetto, presentato alla Camera dei deputati in occasione del Giorno del Ricordo, conferma la maturità espressiva raggiunta dall’artista.
Sul piano del riconoscimento critico, Terdich figura nel prestigioso ULAN di Getty Research, possiede pagine dedicate su Wikipedia e vede due sue opere nelle collezioni del Copelouzos Family Art Museum di Atene. Risulta l’unico italiano tra i 21 maestri dell’acquerello selezionati nel volume “Watercolor – Paintings by Contemporary Artists”. Sessanta critici e storici d’arte hanno dedicato saggi al suo lavoro.
L’antologica piacentina, realizzata con la collaborazione del Comune di Piacenza e il patrocinio della Provincia e della Regione Emilia-Romagna, offre l’occasione di attraversare questo percorso. Un quarto di secolo in cui Terdich ha trasformato la tecnica in poetica, la superficie in profondità, il particolare in universale.
Inaugurazione sabato 29 novembre, ore 17:00









