A Chamois la montagna diventa laboratorio di idee, musica e sostenibilità

Dal 7 al 9 agosto torna nel borgo senza auto della Valle d’Aosta la sesta edizione di Alt(r)i Ascolti, il festival che unisce concerti, incontri, teatro e natura. Un viaggio culturale gratuito tra le terre alte, dove il paesaggio non fa da sfondo, ma diventa protagonista.

Ci sono luoghi che sembrano nati per l’ascolto. Nel cuore della Valle d’Aosta, unico comune d’Italia raggiungibile senza automobili, Chamois è uno di questi. Proprio qui, dal 7 al 9 agosto 2026, torna Alt(r)i Ascolti, il festival che negli anni ha costruito un’identità originale nel panorama culturale alpino, trasformando la montagna in uno spazio di confronto tra arti, ricerca, ambiente e comunità.

In un’epoca caratterizzata da velocità, rumore e sovraesposizione mediatica, Alt(r)i Ascolti sceglie una direzione opposta. Lo fa attraverso la lentezza dei cammini, la musica, il confronto delle idee e la scoperta del territorio. Per tre giorni, tra boschi, sentieri e panorami alpini, il festival invita a rallentare e a riscoprire il valore di un’attenzione più profonda verso ciò che ci circonda.

Organizzata dall’Associazione Insieme a Chamois, con il sostegno della Regione Valle d’Aosta, del Comune di Chamois e della Fondazione CRT, la manifestazione, diretta dalla musicologa Luciana Galliano, celebra la sua sesta edizione confermando una formula vincente: un programma gratuito che invita il pubblico a vivere il territorio attraverso esperienze culturali immersive.

Il fulcro del festival è il suggestivo Plan des Avaz, dove concerti, presentazioni, spettacoli e attività all’aperto si intrecciano in un percorso che mette al centro il concetto di relazione: con la natura, con gli altri e con il proprio tempo.

«Ciò che distingue Alt(r)i Ascolti è la qualità delle interazioni che genera. La presenza di artisti, ricercatori e pubblico in uno spazio raccolto favorisce la nascita di scambi reali e nuove idee. È questa dimensione conviviale e fertile a rappresentare il vero successo del Festival» sottolinea Fabienne Dejean, presidente dell’Associazione Insieme a Chamois.

La musica come ponte tra mondi e culture

La musica rappresenta da sempre l’anima del festival e anche quest’anno il cartellone propone un itinerario capace di attraversare epoche, linguaggi e continenti.

Tra gli appuntamenti più attesi, il concerto della compositrice ucraina Katarina Gryvul, protagonista di una ricerca sonora che fonde elettronica contemporanea e suggestioni della tradizione classica. Un’esperienza immersiva che porterà tra le montagne valdostane atmosfere sperimentali e paesaggi sonori in continua trasformazione.

Di segno diverso, ma altrettanto affascinante, il viaggio musicale proposto dall’ensemble Eufoné, che con Stella Splendens riporterà il pubblico nel mondo degli inni e delle danze del basso Medioevo, riscoprendo repertori antichi attraverso una rigorosa interpretazione storica.

A chiudere il percorso sarà l’Orchestra Multietnica Torino World Music, con un concerto che intreccia tradizioni africane, influenze brasiliane e sensibilità europee. Una celebrazione del dialogo tra culture che trova nella musica un linguaggio universale.

Quando la natura diventa conoscenza

Il festival invita anche a conoscere il territorio per abitarlo con maggiore consapevolezza. Non a caso, l’apertura sarà affidata a una passeggiata etnobotanica guidata dall’esperta Francesca Castagnetti, un’occasione per scoprire le piante officinali e gli antichi saperi legati all’ambiente alpino.

Il tema della sostenibilità sarà al centro dell’incontro dedicato alla geotermia, condotto dall’ingegner Gregorio Tosi. L’iniziativa prevede anche la visita a un impianto installato al Lago Lod, offrendo un esempio concreto di come le energie rinnovabili possano contribuire allo sviluppo delle comunità alpine.

Nuove narrazioni delle terre alte

Il festival riserva ampio spazio alla riflessione sui cambiamenti sociali, culturali e umani che interessano la montagna contemporanea.

La scrittrice Linda Cottino presenterà il volume Una parete tutta per sé. Le prime alpiniste: sette storie vere, dedicato alle donne che hanno sfidato convenzioni e pregiudizi conquistando il proprio spazio nell’alpinismo.

Lo stesso tema dell’emancipazione femminile attraversa il documentario Las Cholitas, proposto in collaborazione con Cervino Cine Mountain. Il film racconta l’esperienza di un gruppo di donne boliviane che affrontano le vette andine indossando gli abiti tradizionali della propria cultura, trasformando la scalata in un atto di affermazione identitaria.

Lo sguardo si sposterà sul presente con il sociologo Andrea Membretti, autore di Diventare montanari. Viaggio tra i nuovi abitanti delle terre alte. Un’occasione per interrogarsi sulle trasformazioni che stanno interessando molte aree alpine e sui nuovi modelli di vita che emergono nelle comunità di montagna.

Il teatro racconta la fragilità

Tra gli eventi in programma: Gioconda, spettacolo del Collettivo Liberi Pensatori Paul Valéry. Al centro della scena una donna anziana impegnata in un gesto apparentemente semplice, prepararsi un caffè. Un’azione quotidiana che si trasforma in una riflessione sulla perdita di autonomia, sul rapporto tra cura e controllo e sul posto che la società riserva alla fragilità e alla vecchiaia.

Uno spettacolo che dialoga perfettamente con lo spirito del festival, riportando l’attenzione sulle relazioni umane e sulla necessità di costruire comunità più attente e inclusive.

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