A Cagliari un convegno del G.S.A.G.S. su archeologia e spelologia urbana alla riscoperta dell’area archeologica di Sant’Eulalia

La storia degli scavi sotto la chiesa di Sant’Eulalia a Cagliari è legata al Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” fin dai primi tempi. Furono tra i primi, nel 1990, su incarico della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e in collaborazione con il Parroco Don Cugusi, a ispezionare per un primo sopralluogo l’imboccatura di un pozzo di età romana colmo di detriti, rinvenuto sotto il pavimento deteriorato dall’umidità della sagrestia della chiesa di Sant’Eulalia, durante i lavori di risanamento. Nata come una breve esplorazione speleo-archeologica, diede il via a una lunga fase di indagini: quasi vent’anni di scavi e di scoperte straordinarie.

In occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di ricerca, divulgazione e attività speleologica attraverso l’iniziativa “Sentieri nel Buio” che vede una serie di eventi nel corso dell’anno, il G.S.A.G.S., in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, la Parrocchia e l’Associazione Sant’Eulalia (MUTSEU Sistema Museale Sant’Eulalia), organizza a Cagliari, venerdì 22 maggio nel Teatro SantEulalia, in via del Collegio n. 2, dalle 16.00 alle 18.30, il convegno dal titolo “Archeologia e speleologia urbana: le buone pratiche.

Il caso del sottosuolo della chiesa di Sant’Eulalia.” Un incontro a più voci, che vede per la prima volta riuniti tutti i protagonisti delle scoperte, degli scavi e delle ricerche nell’Area archeologica di Sant’Eulalia, che hanno lavorato con passione per riportare alla luce il sito.

Un racconto corale inedito di chi ha vissuto le diverse fasi dell’esplorazione e degli scavi di questo sito di grande interesse storico, archeologico e culturale, che oggi tutti abbiamo la possibilità di ammirare: un luogo sotterraneo affascinante, dove la storia di oltre duemila anni di Cagliari, dall’età romana fino al medioevo e oltre, emerge in silenzio tra pietra, luce e memoria. “Nel 1992, dopo la scoperta del pozzo gli speleologi del G.S.A.G.S., chiamati dalla Soprintendenza Archeologica di Cagliari, hanno iniziato a scavare con piccozza, cazzuola e pala, pensando di trovare un tratto dell’acquedotto romano – racconta Roberto Sanna, tra i primi speleologi del G.S.A.G.S a effettuare gli scavi – I lavori si svolgevano la notte per cinque, sei ore ininterrotte, per alcuni mesi si portava su la terra che aveva riempito il pozzo. Dalla prima scoperta del pozzo l’area ha riservato inaspettate sorprese: una volta liberata dalla terra e dai detriti, finalmente è spuntata la meraviglia che oggi conosciamo. Successivamente gli scavi sono proseguiti nella cisterna, ugualmente all’epoca colma di terra, e sono arrivati altri ritrovamenti. Gli scavi dell’Università sono stati avviati successivamente, la professoressa Martorelli nel suo intervento data l’inizio al 1998. Il lunghissimo lavoro di scavo ci ha impegnato per circa un anno (1992-1993) con l’intervento di circa quindici soci”.

Intervengono: Nicola Sitzia, Presidente G.S.A.G.S. che introduce il progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica del Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano; Sabrina Cisci, funzionaria responsabile della tutela archeologica per Cagliari S.A.B.A.P. (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio), per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, interverrà sul tema “Strade, pozzi, cisterne, tombe: la storia sotto i nostri piedi da raccontare e tutelare”; Don Mario Cugusi, parroco di Serdiana, già parroco di Sant’Eulalia, porterà la sua testimonianza su “SantEulalia, cronologia di uno scavo”; Donatella Mureddu, archeologa (tra le prime che seguirono i lavori di scavo nel sito) porterà il suo contributo “SantEulalia, il pozzo e la storia”; Roberto Sanna, speleologo G.S.A.G.S. sul tema “La speleologia al servizio dellarcheologia. Il quartiere Marina e le sue cavità”; Rossana Martorelli, professoressa di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale UniCa, con il suo contributo su ”1999-2008. Il cantiere di S. Eulalia: unoccasione di formazione, studio e recupero di un frammento di storia urbana”; Don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia e presidente dell’Associazione Sant’Eulalia nel panel “Larea archeologica di Sant’Eulalia: la storia continua”.

Introduce e modera Fabio Pinna, professore di Archeologia cristiana, tardoantica e medievale all’Università degli Studi di Cagliari.

Lingresso al convegno è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti del teatro.

Dopo gli interventi, seguirà la visita guidata allArea archeologica di SantEulalia.

Per gli studenti dei corsi di Laurea in Beni Culturali Archeologici, Storico-Artistici e Archivistici, Archeologia e Storia dell’Arte, è stato richiesto il riconoscimento di un credito formativo a coloro che parteciperanno a tre seminari in collaborazione con l’Università di Cagliari, di cui due in corso di definizione, e a tre visite guidate.

Ufficio Stampa: Paola Cireddu | Email: paolacireddu@gmail.com

Associazione – Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano” (G.S.A.G.S.)

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