Stagione 10 e Lode, non colpevole. In scena il processo di Otto Adolf Eichmann

Stagione 10 e Lode, non colpevole. In scena il processo di Otto Adolf Eichmann

Teatro Bertolt Brecht, Stagione 10 e Lode

NON COLPEVOLE, Compagnia La Mansarda – Caser
Ideazione e Regia Angelo Callipo
Attori in scena: Maurizio Azzurro, Angelo Callipo, Paola Maddalena, Monica Porzio, Gennaro di Colandera

Teatro Ariston – Gaeta

21 Gennaio 2013

L’11 Aprile del 1961 viene processato davanti al tribunale di Gerusalemme Otto Adolf Eichmann.

Il criminale nazista nega ogni responsabilità personale di fronte ai quindici capi d’imputazione che gli vengono contestati, asserendo di aver obbedito solo ad ordini superiori. Così, con quella sua aria all’apparenza mite, con quel suo mostrarsi come un uomo tranquillo, “Normale” , Eichmann incarna perfettamente l’immagine spaventosa di un grigio, efficiente burocrate al servizio del male, un impiegato modello insomma specializzato nello sterminio scientifico degli esseri umani.

Lunedì 21 Gennaio in vista della “Giornata della memoria” per la stagione del Teatro Bertolt Brecht “10 e lode” circa 1000 ragazzi delle scuole medie e superiori del comprensorio assisteranno al Teatro Ariston di Gaeta allo spettacolo della compagna La Mansarda di Caserta che ripercorre tutte le fasi del processo.

Con filmati originali, documentari degli orrori dei campi di sterminio, il verdetto di colpevolezza, apre però una serie di riflessioni su come la grande macchina hitleriana della soluzione finale si possa essere servita, oltre che di belve feroci del calibro di Himmler o Goebbels, anche di mille altri esecutori fedeli e ciechi degli ordini ricevuti.

L’Olocausto è stato certo opera di menti diaboliche ma anche di freddi e precisi tecnici che nella loro normalità si somigliano tutti e soprattutto ci somigliano. Il caso Eichmann dimostra che quanto più il male può apparire banale tanto più bisogna temerlo.

Una visione del dramma della Shoa, visto con gli occhi degli esecutori, testimonianza, se possibile, ancora più agghiacciante degli eventi accaduti nei campi di concentramento.

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