Soluzioni Semplici Festival – appuntamenti 3 – 5 luglio

casa del jazz

 

Nada, Marta Sui Tubi, Joan As Police Woman, Le Luci Della Centrale Elettrica, I Cani e molti altri ancora dal 01 al 05 Luglio alla Casa Del Jazz di Roma per il Soluzioni Semplici Festival

 

 

Il Circolo Degli Artisti, Venue di riferimento a Roma ed in Italia per il rock indipendente, è orgoglioso di annunciare che organizzerà dal 01 al 05 Luglio, nell’ambito di Casa Del Jazz Festival, la rassegna Soluzioni Semplici Festival, per festeggiare con il proprio pubblico i primi mesi di vita della sua web tv che potete visitare a questo link: http://www.soluzionisemplici.net. Si alterneranno sul palco Le Luci Della Centrale Elettrica, Brunori Sas, Valentina Lupi, Marta Sui Tubi, Il Pan del Diavolo, I Cani, Alessandra Celletti, A Classic Education, Carpacho!, Cat Claws, Babalot, The Jacqueries, Offlaga Disco Pax, Paolo Benvegnù, Joan As Police Woman, Nada e molti altri ancora.

 

 

Domenica 03 Luglio una lunga maratona musicale ci accompagnerà a partire dal pomeriggio con Il Pan del Diavolo, I Cani, Alessandra Celletti, A Classic Education, Cat Claws, The Jacqueries e molti altri nomi che verranno annunciati a breve. Il Pan del Diavolo sono un duo palermitano composto da Alessandro Alosi (voce, chitarra, grancassa) e Gianluca Bartolo (chitarra 12 corde). Nel 2009 danno alla luce il primo eponimo Ep, grazie al quale si fanno notare dalla critica specializzata e partecipano a importanti festival indipendenti italiani. Dopo l’Ep eponimo del 2008 e il singolo “I fiori” l’anno successivo, nel gennaio del 2010 ecco il debutto sulla lunga distanza per l’etichetta La Tempesta con Sono All’Osso, dodici brani in bilico tra folk, punk e cantautorato, registrato presso le Officine Meccaniche di Milano. A sorpresa, come piace a noi: “Il sorprendente album d’esordio de I Cani” è qui, pronto per essere ascoltato nella sua interezza. Uno degli album più attesi del 2011 in streaming integrale su Rockit fino alla fine della settimana. Da venerdì 03 è finalmente possibile acquistarlo in digitale su iTunes e in Cd dallo shop di questo sito. Dal 10 giugno, invece, in tutti i negozi di dischi e non solo.

 

Piccola guida all’ascolto: “Il sorprendente album d’esordio de I Cani” è un disco pop. Dura poco più di mezz’ora. Contiene undici brani. Tre di questi non si possono cantare sotto la doccia, ma solo fischiettare. Uno in realtà neanche quello. È stato realizzato tutto da I Cani con il missaggio e la produzione di Giacomo Fiorenza. Andrea Suriani ha masterizzato il tutto tirando a mille i compressori. Cris X ha fatto del noise. Marcello Newman dei Jacqueries ha suonato un pianoforte. Sta a voi capire dove. “Il sorprendente album d’esordio de I Cani” non è una parodia di niente. Non c’è satira. Solo osservazione. È un disco hip hop, ma non è hip hop. È realista. Nel senso di Keep it Real. Non contiene citazioni di Pierpaolo Pasolini, ma c’è un campione tratto da un film di Todd Solondz. Alessandra Celletti è una musicista in costante evoluzione, ha compiuto studi classici diplomandosi in pianoforte al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. In seguito si è specializzata con Vera Gobbi Belcredi. Il suo repertorio come concertistica ha fulcro negli autori tardo ottocenteschi francesi, in particolar modo Debussy e Ravel dei quali ha esplorato alcuni aspetti particolarmente introspettivi. Oggi il suo album Esoterik Satie (Kha Records, 2000, ristampato 2008) è da molti considerato l’edizione di riferimento per le opere in esso contenute. Esoterik Satie è stato in Francia in classifica al sesto posto dei dischi più venduti di musica classica. L’interpretazione contenuta in quell’album della Gnossienne n.1 è stata scelta da Guy Ritchie per la colonna sonora del film “Revolver” (2006). Sei mesi di studi a Praga si sono concretizzati nel doppio CD “Viaggio a Praga” nel quale la Celletti ha interpretato autori cechi, tra i quali Leos Janacek.

 

La curiosità verso l’inconsueto e i confini ha spinto la Celletti a un’ulteriore esplorazione verso la musica ricca di esotiche modalità, esoterismo e simbolismi di Gurdjeff/DeHartmann, che ha trovato testimonianza in una opera discografica intitolata “Hidden Sources” considerata da J. Walter Driscoll (Editore della Gurdjieff International Review e autore di “Gurdjieff: an annotated bibliography”) “non solo la più rappresentativa ma anche la migliore selezione della musica di Gurdjieff / De Hartmann mai ascoltata su CD” definendo “lo stile pianistico di Alessandra Celletti talmente sensibile da ricordare Glen Gould”. Negli ultimi anni Alessandra Celletti si è concentrata sulla composizione con album quali “Chi Mi Darà Le Ali” e “The Golden Fly”, entrambi composti di brani, suite, frammenti per pianoforte. In”Way Out” prodotto dall’etichetta inglese LTM, 2008 Alessandra Celletti si propone come songwtriter, affiancando al piano anche la sua voce, batteria e percussioni. Tra le collaborazioni va ricordato il sodalizio con Hans-Joachim Roedelius, fondatore del Cluster/Harmonia, già collaboratore di Brian Eno e considerato uno dei padri della elettronica tedesca. Con lui ha inciso per l’etichetta americana Transparency “Sustanza di Cose Sperata”. Per la stessa Transparency ha inciso un cd dedicato a Sei Sonate di Baldassarre Galuppi. Oggi Alessandra Celletti svolge un’intensa attività concertistica alternando sue composizioni a brani di autori classici e contemporanei. A Classic Education provengono da Bologna, Italia. In parte canadese, in parte italiana.

 

La band è in vita da poco meno di due anni. Molto è successo da allora. Formata dal cantante e chitarrista canadese Jonathan Clancy e dai suoi compagni italiani Luca Mazzieri e Paul Pieretto, la band è ora un progetto di sei elementi, con l’aggiunta di Giulia Mazza, Federico Oppi e Stefano Roveda. A Classic Education è stata invitata a suonare in tour con Arcade Fire, Modest Mouse, Lightspeed Champion, Okkervil River, Hot Club De Paris, Fanfarlo, Crystal Stilts. Ultima release di A Classic Education è Hey There Stranger uscita su Lefse. I Cat Claws sono una certezza dell’underground romano: hanno suonato ovunque e con chiunque. Il loro album d’esordio “Magic Powers” ha ricevuto ottimi favori da critica e pubblico. Le date, numerose, anche in compagnia di nomi illustri (Babyshambles, Gang Of Four, OK GO) hanno consentito al gruppo di fare esperienza e adattarsi a qualsiasi tipo di palco e situazione. Ritornano in pista, a tre anni dal precedente lavoro discografico e dopo un piccolo cambio di formazione, con “Cat Laws”. Un album più maturo, registrato quasi tutto in presa diretta alle Officine Meccaniche di Milano con Giacomo Fiorenza. Un disco che tenta di riprodurre su nastro le sonorità vintage e ruvide dei live, spaziando senza soluzione di continuità tra indie rock di stampo anni ’90 e ’80 (quello di Pixies e Sonic Youth, per capirci), psichedelia, dance, noise e addirittura doom. Il tutto suonato con attitudine garage rock’n’roll. Per cui: niente fronzoli e via dritti verso la meta. Senza tralasciare l’importanza del pop, e delle melodie, merito della voce e della scrittura di Lavinia Claws. Ormai stimatissima anche al di fuori dei confini nazionali per via delle sue collaborazioni con nomi importanti della scena dance/elettronica (Telonius, Golden Bug, Jump Up Punks). Le primissime recensioni dell’album parlano di un lavoro riuscito e ricco di atmosfere diverse: “Un coloratissimo e imprevibile ‘riciclaggio creativo’ dove non ci si perde ma semmai ci si ritrova, entusiasti e stupiti, come bambini davanti a un cartoon!” (Federico Guglielmi – Mucchio Selvaggio). L’album è stato presentato con diverse anteprime su alcuni dei più noti portali italiani dedicati alla musica indipendente (Rockit e Vitaminic), ma è dal vivo che i Cat Claws danno il meglio. Dopo un breve allontanamento e l’esperienza delle relazioni a distanza, i Carpacho! si ritrovano nella stessa città (Roma), ritrovando l’ispirazione per dare alle stampe un album fatto di melodie bellissime. Come declinare il pop italiano di questi tempi, cercando di farsi prendere sul serio pur rivendicando l’importanza di rimanere leggeri; non disimpegnati, non scanzonati, ma leggeri. La futura classe dirigente secondo i Carpacho!, ovvero come tradurre l’indefinibile insaziabile angoscia da posto fisso (nella scrivania e nel cuore), senza mendicare applausi, lauree e affitti per un bilocale. Il viaggio nella linea di confine fra il mondo che si desiderava e quello che ci si trova ad ereditare, in cui i grandi uomini sono quelli che hanno grandi conti in banca e chiedere che cosa fai nella vita è come chiedere a una donna la sua età. Uno sguardo ironico ed intelligente sulla vita di tutti i giorni, dettato dalla consapevolezza che a chi ha trent’anni oggi si fa troppe domande e ha troppe poche risposte (la soluzione non c’è mi scuso se è un pensiero semplice). I Carpacho! sono tornati per restare, sempre più capaci di scrivere ritornelli killer.

 

The Jacqueries sono shampisti. Passano dall’indie rock americano degli anni Novanta al trash italiano degli anni Ottanta con la stessa serenità con cui un tasso diventa marmotta. Sono in quattro. Stanno insieme da anni, fanno pop ma non sono popolari. Ai tempi del britpop andavano ancora all’asilo, anche se non sembra. Sono tutti sospesi tra il primo e il secondo anno d’università. Una vera college band, come nella migliore tradizione anglosassone. Il 24 febbraio è uscito “Childs Play”, il loro primo ep ufficiale, per 24, la “collana editoriale” dedicata agli ep di 42 Records (Fake P, My Awesome Mixtape, Gatto Ciliegia Contro il Grande Freddo, Albanopower). Grazie alla cover di Macy Gray (I Try), presentata in anteprima esclusiva sul sito dell’edizione italiana di Rolling Stone, subito s’incomincia a parlare dei Jacqueries come del gruppo rivelazione del 2010. Il singolo di Kitsch, e il relativo video, fanno il resto: la band finisce nell’airplay di Radio2 Rai, e in quello di MTV Brand New. Anche all’estero si accorgono dei Jacqueries e i loro brani cominciano a essere programmati anche da diverse stazioni radio in Germania e Svizzera e nella versione latino-americana di MTV (Argentina, Uruguay, Messico…). Il loro primo album – “Excitement” – è uscito all’inzio del 2011 sempre per 42 Records, nel frattempo continuano a suonare dove capita. Su e giù per l’Italia.

 

http://www.myspace.com/pandeldiavolo

http://www.aclassiceducation.com/http://www.myspace.com/aclassiceducation

http://www.alessandracelletti.com/http://www.myspace.com/alessandracelletti

http://www.myspace.com/catclawsband

http://carpacho.bizhttp://www.myspace.com/carpacho

http://www.babalot.comhttp://myspace.com/babalotunofficial

http://www.facebook.com/TheJacqueries

 

porte/botteghino 16:00

 

concerti 17:00

 

ingresso 10 euro

 

 

Altra doppietta di lusso con Offlaga Disco Pax e Paolo Benvegnù’ che ci aspettano Lunedì 04 Luglio. Gli Offlaga Disco Pax – Enrico Fontanelli, Daniele Carretti, Max Collini – nascono a Reggio Emilia nel 2003 per partecipare al Premio Augusto Daolio, classificandosi quinti. Vincono poi il concorso nazionale Rock Contest, e pubblicano nel 2005 l’album d’esordio Socialismo Tascabile (Prove tecniche di trasmissione) per la produzione di Giacomo Fiorenza e con la partecipazione dei Giardini di Mirò. La band ottiene numerosi riconoscimenti (Miglior Gruppo Indipendente al MEI, Premio “Fuori dal Mucchio”, Premio Ciampi per il miglior disco di esordio) e dopo quasi due anni ininterrotti di tour inizia la lavorazione del secondo album, che esce nel 2008 col titolo Bachelite e vede la partecipazione di Andy dei Bluvertigo in “Onomastica”. Paolo Benvegnù nasce a Milano nel 1965. Inizia la propria carriera di cantante e autore con gli Scisma (1993-2003). Dopo lo scioglimento degli Scisma, Benvegnù si trasferisce a Firenze, dove collabora con Marco Parente (con cui tiene diversi concerti e registra l’album “Trasparente”) e diventa anche uno dei quattro cantanti di “Presepe Vivente (cantante)”, spettacolo di e con David Riondino e Stefano Bollani. Benvegnù costruisce un proprio studio di registrazione a Prato, e parallelamente a una carriera da solista inizia quella di produttore artistico. Anticipato dal singolo “Suggestionabili”, nel 2004 esce il debutto da solista di Paolo Benvegnù, Piccoli Fragilissimi Film.In seguito l’eclettico artista inizia la sua curiosa “trilogia dei lavori umili” (tre spettacoli musical-teatrali – “Idraulici”, “Marinai”, “Camerieri” – presentati in luoghi insoliti), che si concluderà nel 2009. Nel frattempo partecipa all’album “Cime domestiche” (con Monica Demuru, Petra Magoni e Ares Tavolazzi, 2007) e prepara il secondo album in proprio, che, anticipato dall’EP “14-19” (quattro inediti più una cover, etichetta Artevox), esce all’inizio del 2008 col titolo Le labbra. Alla fine del 2008 viene pubblicato “Proiettili buoni” (Black Candy Records), un album il cui progetto data all’inizio degli anni Novanta: con Benvegnù vi sono impegnati Marco Parente, Andrea Franchi e Gionni Dall’Orto. Nel 2009 è l’ora dell’EP di cinque brani 500, mentre l’anno successivo tocca al primo disco dal vivo DISSOLUTION. Nel 2010 Mina sceglie il brano “Io e te” di Benvegnù e lo “coverizza” per il suo album “Caramella”. Nel febbraio del 2011 arriva il terzo album solista HERMANN.

http://offlagadiscopax.splinder.com/http://www.myspace.com/odp130

http://www.paolobenvegnu.com/http://www.myspace.com/benvegnupaolo

 

porte/botteghino 20:00

 

concerti 20:45

 

ingresso

13 euro

 

 

Si chiude al femminile Martedì 05 Luglio con due artiste di altissimo livello, Nada e Joan as Police Woman. Se hai esordito a Sanremo, nel 1969, quindicenne, e a distanza di esattamente quarantadue anni te ne esci con un nuovo disco, i casi sono due: o sei molto libera, o non la sei affatto. Nada Malanima, per noi tutti semplicemente Nada, risponde al primo caso. Se c’è una cosa che la splendida cantautrice livornese non ha mai fatto è presentarsi al pubblico con qualcosa di costretto, non del tutto desiderato, amato. Vamp, uscito il 28 marzo a distanza di quattro anni dal precedente Luna in Piena, porta con sé tutte le novità e le esigenze del caso. Interamente scritto da Nada, il disco è stato mixato negli storici studi di Abbey road a Londra avvalendosi del prezioso aiuto, in fase produttiva, di Manu “Max Stiner” Fusaroli, famoso per aver messo mano agli album di esordio de Il Teatro degli Orrori e Le luci della centrale elettrica. Il risultato è un lavoro curioso, vario, ricco di stratificazione sonora, dal pop all’elettronica, e capace di guardare ad esempi più nuovi che datati. Lele Battista risuona tra le note di Raccogliti e in generale questo disco pare essere l’evoluzione del ramo cantautorale di alcune produzioni elettropoprock 90s, vedi i Bluvertigo e, ancor di più, il Battiato di Gommalacca (Chiodi). Al disco partecipano Appino e Karim Qqro degli Zen Circus, ai quali Nada aveva prestato la voce per Vuoti a perdere in Andate tutti affanculo, anch’esso prodotto da Manu Fusaroli. Non mancanco altre collaborazioni, come quella riuscitissima con Fabiano Marcucci, Ludovica Valori e Marco Gasbarro degli eccezionali Ardecore.

 

Vamp è un album di qualità eccellente dovuta non solo a una produzione impeccabile ma alla scrittura di un’autrice ancora ricca di guizzi, idee, intuizioni mai banalizzanti. La varietà del suono è sorprendente, la riuscita dei brani, se non totale, è sicuramente molto ampia. Pezzi come Il comandante perfetto, assai politicizzato, o la splendida Sarebbe una serenata, sono vere perle e Nada non smette di ricordarci che sobrietà e attenzione alla sostanza portano sempre a ottimi risultati. Joan As Police Woman è lo pseudonimo scelto da Joan Wasser per il suo debutto discografico, che arriva dopo una lunga gavetta come musicista per Rufus Wainwright e Antony & The Johnsons, e come musicista per Lou Reed, Sparklehorse, Nick Cave e altri. Dopo alcuni singoli, nel 2006 esce Real Life e propone un genere che la stessa cantautrice ha ribattezzato “Punk R&B”. Il disco, in cui compare Antony, coautore e seconda voce di “I defy”, ottiene un notevole successo di critica, terminando nelle prime posizioni in diverse classifiche di fine anno delle riviste specializzate. Nel 2008 arriva il secondo capitolo, To Survive, album che contiene un duetto con Rufus Wainwright e la partecipazione di David Sylvian. Il terzo disco di studio, Deep Field, arriva ad inizio 2011.

 

 

http://www.nadamalanima.ithttp://www.myspace.com/nadamalanimaofficialstaff

http://www.joanaspolicewoman.comhttp://www.myspace.com/joanaspolicewoman

 

porte/botteghino 20:00

concerti 20:45

 

ingresso 18 euro

 

 

http://www.soluzionisemplici.net

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http://www.casajazz.it/

http://www.circoloartisti.it

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