Recursions and Mutations presenta le opera di Vincenzo Castella, Lynn Davis, Jacob Hashimoto e Roberto Pugliese

Recursions and Mutations presenta le opera di Vincenzo Castella, Lynn Davis, Jacob Hashimoto e Roberto Pugliese

Recursions and Mutations presenta le opera di Vincenzo Castella, Lynn Davis, Jacob Hashimoto e Roberto Pugliese – La galleria Studio la Città prosegue l’attività di ricerca che ha intrapreso nell’ultimo decennio nella città di Venezia e organizza, in concomitanza con la 58a edizione della Biennale d’Arte Contemporanea, due progetti espositivi sull’Isola della Giudecca. Il percorso si sviluppa su due piani, con due allestimenti distinti: Recursions and Mutations presenta, dal 12 maggio al 28 luglio, le opere di Vincenzo Castella, Lynn Davis, Jacob Hashimoto Roberto Pugliese mentre After J.M.W. Turner 1834 – 2019 è una mostra personale del giapponese Hiroyuki Masuyama. Anche quest’anno la scelta della location è strettamente connessa al concept di mostra e la soluzione è stata individuata sull’isola della Giudecca, con una differenza: la sede espositiva si distingue dalle precedenti (il Museo Nazionale Archeologico nel 2012, la Fondazione Querini Stampalia nel 2013, Palazzo Cini nel 2015, Palazzo Flangini sul Canal Grande, nel 2017) suggerendo un contesto perfettamente coerente con il lavoro di ricerca intrapreso dagli artisti. Recursions and Mutations nasce dall’intuizione di Jacob Hashimoto di realizzare una mostra che prenda in esame alcuni processi di reiterazione e cambiamento nella pratica artistica. Per farlo, Hashimoto ha deciso di confrontarsi direttamente con alcuni tra i suoi colleghi con cui questo dialogo potesse crescere, grazie soprattutto alla stima reciproca. Partendo da questa modalità squisitamente relazionale, la mostra è il risultato delle interazioni tra Vincenzo Castella, Lynn Davis, Jacob Hashimoto Roberto Pugliese: questi artisti hanno scelto di lavorare insieme a questo progetto condiviso, in cui il dialogo ha avuto un ruolo rilevante. I quattro artisti coinvolti si sono deliberatamente scelti a vicenda e, ciascuno con l’utilizzo del proprio medium, ha trovato nel processo creativo una base comune su cui lavorare: il lavoro, con le sue modalità e i suoi approcci ricorrenti, è legato alle dinamiche realizzative, alle variabili ambientali e naturalmente alla scelta del soggetto. La mostra analizza come il processo – che comprende la ripetizione, il suo riscontro e il successivo atto di deviazione/mutazione – possa essere impiegato come dispositivo analitico per leggere la realtà che ci circonda. In particolare il fenomeno della ricorsività – recursion – si riferisce all’impiego di un criterio che garantisca risultati contenenti se stessi in forma riconoscibile, una sorta di filiazione diretta, nella quale gli elementi costitutivi sono visivamente reiterati, seppure trasformati. La mutazione – mutation – risponde invece alla tendenza al cambiamento, a una variazione significativa ma non totale, in cui la forma precedente sia ancora percepibile. Questo fenomeno è presente nella letteratura e nella musica, ma anche nelle arti visive, dove spesso diviene l’impianto concettuale dell’opera stessa.

Al piano inferiore dello spazio troviamo la mostra After J.M.W. Turner 1834 – 2019, un ciclo di opere di Hiroyuki Masuyama. I lavori selezionati prendono ispirazione dalla pittura di viaggio di Joseph Mallord William Turner, lo straordinario pittore inglese vissuto tra Settecento e Ottocento. L’artista giapponese è riuscito a cogliere con grande acume il senso della ricerca di Turner, attratto dal suo modo di lavorare, dalla sua ossessione per la mutevolezza della luce, dalla somiglianza di molti dei suoi schizzi con le opere finite e dalla sua maniacalità. Oggetto del suo interesse sono gli acquerelli e i dipinti realizzati da Turner durante i suoi viaggi in Italia, in particolare quelli a Venezia. I lavori di Masuyama, delle sorprendenti light-box di diverse dimensioni, rappresentano immagini molto complesse, costituite da centinaia di scatti fotografici sovrapposti, quasi delle stratificazioni iconografiche: una commistione culturale e linguistica dove l’arte dell’ottocento, la fotografia digitale e la cultura giapponese si uniscono in un insieme perfettamente equilibrato.

Press Preview: 8 – 9 – 10 – 11 maggio 2019, ore 10 – 18
Durata: 12 maggio – 28 luglio 2019

GAD – Giudecca Art District, Fondamenta San Giacomo 211/B, Sestiere Dorsoduro, Isola della Giudecca, Venezia
Orari di apertura: martedì – domenica 11:00-18:00 chiuso il lunedì

Ingresso libero

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