Pianti dalla Torre dei Leoni

Pianti dalla Torre dei Leoni

Erano due giovinetti, poco più che adolescenti e furono uccisi per il loro amore. I loro singhiozzi disperati echeggiano, assieme a quelli di molte donne uccise con loro, nella cella dove furono rinchiusi per 12 lunghe ore. Stiamo parlando di Ugo e Parisina, due ragazzi che vissero a Ferrara intorno al 1400.

Nel 1418 la bella Parisina Malatesta, di appena 15 anni, fu data in sposa a Niccolò III d’Este che di anni ne aveva 35. Il loro, come molti altri, fu un matrimonio di interesse. Lo sposò, non più giovanissimo, aveva già un figlio, Ugo, avuto dalla precedente mogli. Ugo e Parisina, più o meno coetanei non andavano d’accordo e spesso litigavano. Niccolò preoccupato da questi dissapori che, con il passare dei giorni andava peggiorando, decise di mandare la moglie a Loreto dai genitori facendola accompagnare dal figlio Ugo. Durante il viaggio, i due si conobbero meglio ed il loro odio si trasformò in amore appassionato.

Quando la giovane coppia fece ritorno al Castello, Niccolò, ignaro di quello che era realmente accaduto, fu felice di vedere che il rapporto tra i due era notevolmente migliorato e, quando scoppiò la peste, nel 1418, per tenerli lontano dal pericolo della morte, li mandò in una villa in campagna.

I due si trovarono così nuovamente da soli e diedero libero sfogo alla loro passione cercando però di non far trapelare nulla. Ma, ad alcuni domestici non sfuggì quello che stava capitando e fu così che iniziarono le chiacchiere che, sfortunatamente giunsero sino all’orecchio di Niccolò.

L’uomo accecato dalla gelosia si precipitò nella villa in campagna e trovò i due amanti tra le lenzuola. Furibondo li fece imprigionare e condurre nella Torre dei Leoni dove, dopo averli informati su quale sarebbe stata la loro sorte, li tenne per 12 lunghe ore. Voleva farli soffrire il più a lungo possibile. Quel giorno, Niccolò decise di commettere una lunga serie di omicidi e stabilì che doveva, a causa dei due amanti e dell’infedeltà della moglie, giustiziare tutte le donne adultere di Ferrara. Quando ebbe finito di uccidere tutte le infedeli, fece portare dalle guardie i due amanti e li fece decapitare, senza alcuna pietà, sullo stesso ceppo di legno. Ancora oggi, spesso si sentono i due ragazzi piangere nella cella dove trascorsero le loro ultime ore di vita e, al loro pianto si unisce quello di tutte le donne che furono uccise a causa loro.

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