Patrizia Novello, tra i finalisti di Arteam Cup 2018 con un’opera esposta nella prima edizione di Ero-Tic

Patrizia Novello, tra i finalisti di Arteam Cup 2018 con un’opera esposta nella prima edizione di Ero-Tic

Patrizia Novello, tra i finalisti di Arteam Cup 2018 con un’opera esposta nella prima edizione di Ero-Tic, in mostra presso Vicolo Folletto Art Factories. A Reggio Emilia, dal 4 maggio un focus sull’arte contemporanea e le nuove generazioni: è “Focus Reggio Emilia”, premio assegnato nell’ambito di Arteam Cup 2018 per promuovere e sostenere la ricerca artistica contemporanea. La manifestazione, curata da Chiara Serri, nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina (SV) e le gallerie d’arte reggiane aderenti alla rete di In Contemporanea, con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia.

Tra i finalisti di Arteam Cup 2018, concorso nazionale promosso da Arteam per creare sinergie tra i vari operatori del sistema artistico, ogni galleria ha selezionato un artista, premiandolo con una mostra personale presso la propria sede.

PATRIZIA NOVELLO

INATTESO 

VICOLO FOLLETTO ART FACTORIES

Vicolo Folletto 1, Reggio Emilia

Dal 4 maggio al 29 giugno 2019

Venerdì e sabato 11:00 / 13:00 – 16:00 / 19:30

Per appuntamenti fuori dagli orari di apertura: +39 342 6741987

La ricerca di Patrizia Novello (Milano, 1978) s’inserisce nel filone delle sperimentazioni verbo-visuali che si sviluppano in Italia a partire dagli anni Sessanta. Nella sua produzione, tuttavia, la parola non assume carattere di autoreferenzialità per progressiva sottrazione di senso, ma conserva quella suggestione narrativa che, attingendo alla memoria personale e collettiva, consente all’artista di porsi in dialogo con lo spettatore.

Ad una più attenta analisi delle opere selezionate da Vicolo Folletto Art Factories, si riconoscono anche tre ulteriori elementi distintivi: in primo luogo la ricerca pittorica, che si esplica nella vibrante profondità dei fondi ottenuti per stratificazione di colore; in secondo luogo l’uso non convenzionale del typewriting che, successivamente ai primi bozzetti realizzati con la Lettera 22, prevede un ingigantimento del carattere tipografico, riprodotto manualmente con il pennello; in terzo luogo il riferimento autobiografico, inteso come elemento scatenante di una riflessione che si sviluppa per cicli.

Il percorso della mostra, che comprende diversi inediti, si articola attraverso tre serie pittoriche – CarteThe white distance e Inatteso – realizzate negli ultimi dieci anni.

Le Carte (2008-09) nascono dal ritrovamento di un antico libro di famiglia: il Manuale per ben comporre le lettere. In base al destinatario (che può essere una persona che si vede di rado, così come la signora dell’angolo di fronte), vengono riportate precise indicazioni che inducono l’artista a ragionare sul rapporto mittente / destinatario, ma anche sul tempo che intercorre tra scrittura e lettura. Se il fondo dipinto ad olio evoca la carta antica, la parola è elemento di senso, ma anche elemento estetico, paragonabile alla pennellata.

Le dodici tavole della serie The white distance (2010) traggono origine da un progetto precedente (Solo espera, 2007), particolarmente importante nel percorso di Patrizia Novello. A tre anni di distanza, l’artista ha sentito l’esigenza di riprendere quelle carte, portandole nella grande dimensione e attenuandone i toni di colore. Le scritte (alcune autobiografiche, altre condivise) sembrano costituire l’incipit di tante storie che potrebbero dare vita ad un nuovo racconto. Lo spettatore è parte attiva, il finale non un epilogo, ma un ritorno.

Inatteso (2017-19) è, infine, il progetto più recente, che scaturisce ancora una volta da un ritrovamento. Nello specifico, una vecchia sim telefonica, contenente i primi messaggi di una storia d’amore importante. Parole che suscitano forti reazioni emotive e fisiche, che si esplicano nelle vibrazioni pittoriche, nella ripetizione ossessiva di alcune parole e nel cortocircuito tra ciò che è leggibile e illeggibile. Il rosso pompeiano e l’arancione scuro, generalmente utilizzati come base per dare profondità ai bianchi, diventano nelle ultime opere dominanti, contribuendo a sottolineare la potenza della parola e l’esperienza estetica della scrittura.

Patrizia Novello, nata a Milano nel 1978, vive e lavora tra Milano e Londra. Frequenta l’Accademia di Brera dove consegue la laurea in Restauro dell’arte contemporanea. Si forma in pittura sotto la guida di Vincenzo Ferrari. Partecipa a residenze internazionali e simposi per artisti, tra cui Harlem Studio Fellowship a New York, Kunst im Hospiz a St. Cristoph e Old House New Art a Izmir. Espone in Italia e all’estero. 

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