Parlare in pubblico in modo efficace? Consigli e trucchi del mestiere nel nuovo libro di Patrick Facciolo

Parlare in pubblico in modo efficace? Consigli e trucchi del mestiere nel nuovo libro di Patrick Facciolo

Parlare in pubblico in modo efficace? Consigli e trucchi del mestiere nel nuovo libro di Patrick Facciolo – Con “Il pubblico non è una mucca da contenuti” Patrick Facciolo, speaker di Radio Italia solomusicaitaliana e ideatore di Parlarealmicrofono.it, svela i segreti per migliorare le proprie tecniche di public speaking

 

Libri e giornali, radio e televisione, siti web, blog, video: media di vecchio e nuovo genere fanno a gara per mungere” l’attenzione del pubblico sommergendolo di contenuti. Ma siamo sicuri che gli ascoltatori abbiano tempo e interesse per assorbire tutte queste informazioni? Con Il pubblico non è una mucca da contenuti, Patrick Facciolo, speaker di Radio Italia solomusicaitaliana e ideatore di Parlarealmicrofono.it, ci fa scoprire come dire meno, ma dire meglio, è il segreto su cui basare un rapporto solido e duraturo con il proprio pubblico.

 

“Dopo il mio primo libro, Crea immagini con le parole (2013), ho deciso di tornare sul tema del public speaking e di cimentarmi nel suo sequel ideale”, dichiara Patrick Facciolo. “Sono contento di aver presentato Il pubblico non è una mucca da contenuti nella prestigiosa location di Fiera Milano City durante l’ultimo Festival del Linguaggio a inizio ottobre. L’intervista della mia amica e collega Paoletta ha saputo rendere al meglio il senso della ricerca che ho condotto”.

 

Ma cosa significa che il pubblico non è “una mucca da contenuti”? Significa che per comunicare efficacemente è necessario sacrificare la quantità di informazioni da veicolare, per concentrarsi su pochi concetti facilmente memorizzabili: anche parlando di public speaking, infatti, il rischio di cadere nell’information overload, o sovraccarico informativo, è quanto mai attuale.

 

Partendo da questo assunto, Il pubblico non è una mucca da contenuti sviluppa una trama con un minimo comun denominatore: la necessità di essere orientati al pubblico, capaci di identificare il destinatario del nostro discorso e il registro linguistico adatto. Solo così è possibile farci ascoltare e inserirci pienamente nello spirito del tempo in cui viviamo.

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