Nina Zilli e Fabrizio Bosso presentano a Villa Ada di Roma We love you – Jazz’n soul

Nina Zilli e Fabrizio Bosso presentano a Villa Ada di Roma We love you – Jazz’n soul

Il 14 luglio, il festival approda nella terza location, Villa Ada con un duo favoloso di giovani star, NINA ZILLI & FABRIZIO BOSSO che presentano We love you – Jazz’n soul, un omaggio alle grandi voci della musica soul: da Amy Winehouse a Nina Simone, passando per Sam Cooke, Otis Redding, Etta James, Marvin Gaye e molti altri. Un viaggio attraverso la musica di Detroit, la Motown, l’r’n’b di Memphis, il blues di Chicago e il Philadelphia sound, tutto rivisitato magistralmente in chiave jazz dal geniale trombettista  e dalla voce scoppiettante della Zilli.

Dopo essere stato suo ospite a Sanremo 2012 per interpretare il brano “Per Sempre” e aver condiviso con lei pochi mesi dopo l’esperienza televisiva di “Panariello non esiste”, Fabrizio Bosso ha deciso di coinvolgere Nina Zilli per realizzare un omaggio alle grandi voci del soul. Un’idea tenuta nel cassetto che ha visto la luce dopo aver conosciuto di persona l’estro e il talento della cantante piacentina.

 

La versatilità di Fabrizio Bosso è una delle sue virtù migliori e la scelta di Nina Zilli per accompagnarlo in questo percorso è stata pressoché immediata.

Le sue esperienze internazionali in giovanissima età l’hanno resa libera dagli schemi, un’artista con una capacità di tramutarsi e di integrarsi. Una spigliatezza e una simpatia naturali ne completano il vulcanico talento.

Oltre a classici del soul fra cui il popolarissimo Body & Soul, I Put A Spell On You di Nina Simone, canzoni di Otis Redding, o Etta James, il repertorio di “We love you, Jazz’n Soul” comprende standard jazz interpretati dalla tromba di Bosso e per finire i grandi successi della stessa Nina Zilli.

Sul palco una band di musicisti eccezionali, formata da elementi scelti accuratamente da Fabrizio Bosso per le qualità non solo tecniche e strumentali ma anche per l’approccio trasversale alla musica. Al pianoforte e alle tastiere Julian Oliver Mazzariello, alle chitarre Egidio Marchitelli, al basso e contrabbasso Marco Siniscalco e alla batteria Emanuele Smimmo.

 

 

INFO PER IL PUBBLICO:
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ORARIO CONCERTI: 22,00

Posto unico 13 €

 

Nina Zilli è un tornado, un vulcano, un’innamorata cotta di musica che ti inchioda con le sue passioni & fantasie prima ancora che tu abbia il tempo di ascoltare una sola delle sue canzoni. Nina che viene da un paesino della Val Trebbia che ha lasciato presto per l’Irlanda, gli Stati Uniti, dovunque la spingevano i sogni e le fantasie. Nina che è partita dalla musica anni 70 “per arrivare piano piano alla mia musica perfetta: la Motown, l’R&B della Stax, il soul, il pop rock dei primi 60”, incrociato con amori italiani di Mina e Celentano giovani e con la Giamaica che le fa battere forte il cuore. Reggae, rocksteady, ska: quando parla di Alton Ellis, di Phyllis Dillon, degli Ska-talites la sua voce cambia intonazione, è tenera e smaniosa nello stesso tempo.
Come mettere tutto questo in musica? E’ un po’ che ci prova, da quando ha deciso di accantonare i sogni dei 15 anni e di impegnarsi sul serio. Ha studiato da soprano (“ma preferivo di gran lunga il rock”), ha diviso il tempo fra l’università e piccoli gruppi live, ha fatto la vee jay, è entrata e uscita da una porticina laterale della discografia con un 45 giri che ha rimosso (“non ne ho neanche una copia d’archivio, giuro che l’ho rotto”). Nel 2001 ha fondato un complesso, Chiara & Gliscuri, con cui è riuscita a mettere a fuoco qualcosa della sua personalità: un inno alla musica rocksteady, una lettura del mondo con quegli occhiali prendendo dai repertorio più diversi, da Madonna ai Metallica, dalla Giamaica vera a una di fantasia, partendo magari dall’Australia degli AC/DC. Da quell’esperienza è nata la collaborazione con i Franziska, con cui gira l’Europa cantando reggae in inglese e patois. Ma è solo una parte del suo mondo. Nina ha tempo e voglie anche per scrivere canzoni, tanto, di tutto, e per proporsi come solista.

Eccoci a oggi. Dal suo cilindro sempre zeppo, Nina Zilli ha estratto sei brani, ha aggiunto una cover storica (You Can’t Hurry Lovedelle Supremes, nella versione italiana – “L’amore verrà”) tutto in un ep uscito nel settembre 2011. Ecco un disco che non finirà in frantumi: perché Nina si è divertita un sacco e sente di essersi presentata bene, con quell’aria fresca di canzoni di una volta, con i fiati e un sacco di strumenti veri, in una dimensione “vintage” che illustra come si deve il suo paesaggio immaginario – una giovane e graffiante Mina a Detroit, reduce da un viaggio musicale a Kingston. 50mila, il singolo di lancio, con Giuliano Palma, è la canzone più compiuta e un bell’esercizio sul tema di amore/dolore, Inferno un rilassato “sha la la” che fa molto estate Sixties ; e Penelope, con gli Smoke, il brano che più si avvicina all’adorato rock steady. Il singolo “50mila” è stato scelto da Ferzan Ozpetek per il suo film –Mine Vaganti.

Nina Zilli ha partecipato  alla 60° edizione del Festival di Sanremo con il brano “L’Uomo che Amava le Donne” scritto insieme a Kaballà ed incluso nel nuovo album di studio uscito a Febbraio, ricevendo il Premio della Critica ‘Mia Martini’ e ‘Premio della Sala  Stampa Radio e Tv’ nella categoria Nuova Generazione.

Sempre durante il Festival è stata inoltre premiata da Assomusica per la –Migliore esibizione live tra gli artisti in gara nella sezione giovani –, il riconoscimento, sulla base delle segnalazioni degli associati, le è stato assegnato per essersi distinta tra gli altri per la sua performance che ha evidenziato una spiccata vocazione all’esibizione live, con un ottimo senso del palco, ed una forte predisposizione al contatto con il pubblico, caratteristiche indispensabili per trasformare la musica dal vivo in emozione.

Non solo successo di vendite ma anche radiofonico: L’uomo che amava le donne si piazza al 19º posto della classifica airplay, per poi arrivare al 14º posto ed essere uno dei brani più trasmessi da tutte le emittenti radiofoniche italiane.

Uscito il 19 febbraio 2010 entra subito  al 12º posto nella Top Album FIMI, per rimanere nella Top 20 nelle seguenti settimane e raggiungere il 5º posto nella quinta settimana d’uscita dell’album decretandola rivelazione del Festival.

A fine aprile 2010 l’album Sempre lontano  viene decretato disco d’oro a conferma del successo di vendite dell’album e del singolo sanremese.

Sempre quell’anno partecipa all’annuale Concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma e partecipa anche ai Wind Music Awards  all’Arena di Verona e viene premiata come “New Artist”.
Il 5 novembre esce il suo nuovo singolo Bacio d’a(d)dio il primo estratto da Sempre lontano Special Edition, la nuova release del primo album. La nuova versione del disco conterrà un DVD con l’intero concerto tenuto al Blue Note di Milano.

Tutti i concerti di Nina Zilli hanno registrato il tutto esaurito.

Il 18 febbraio 2011 è ospite al 61° Festival di Sanremo per duettare con i La Crus nel brano Io confesso. La mattina partecipa alla conferenza stampa e il suo disco Sempre lontano viene premiato Disco di Platino.

Nel febbraio 2011 la cantante riceve due nomination ai TRL Awards 2011 nelle categorie Best Look  e Italians Do It Better, e proprio lei, insieme a Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, ha presentato la cerimonia tenutasi a Firenze il 20 aprile 2011.

Dal 6 maggio fino al 22 luglio 2011 conduce ogni venerdì pomeriggio il programma Stay Soul su Rai Radio Due.

Il 15 gennaio 2012 viene annunciata la sua partecipazione al 62° edizione del Festival di Sanremo con il brano Per sempre. occasione in cui avverrà il suo incontro artistico con fabrizio Bosso
Il 15 febbraio 2012 esce l’ultimo album: L’amore è femmina, e nell’estate 2012 calca i palchi di tutta Italia con il tour omonimo.

Fabrizio Bosso ha iniziato a suonare la tromba a 5 anni. A 15 era già diplomato al conservatorio G. Verdi di Torino. Coltivando di continuo gli interessi per la musica di estrazione colta si è accostato al jazz. Un richiamo forte, suadente, a cui il torinese non ha saputo reagire. Tecnicamente impeccabile, ciò che più colpisce di Fabrizio è la creazione di una grafia personale, in cui il colore e la dinamica del suono non sono mai scontati, il senso dello swing è spinto agli eccessi, la tensione creativa è costante anche nell’interpretazione di standard. Oltre ad aver svolto attività concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman, è stato anche reclutato da Charlie Haden per alcune tappe del tour promozionale dell’ultimo album della Liberation Music Orchestra.

Nel 1999 viene votato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz italiano dal referendum della rivista Musica Jazz, esce il suo primo disco “Fast Flight” in quintetto con Rosario Giuliani pubblicato per la RED RECORDS e negli anni collabora stabilmente nei gruppi di Salvatore Bonafede, Giovanni Mazzarino ed Enrico Pieranunzi.

Ma sono gli anni 2007/2008 a incoronare Fabrizio come uno dei più grandi musicisti italiani. Dapprima il successo nel 2007 di quello che è considerato il suo vero esordio da leader per una casa discografica importante, la BLUE NOTE / EMI ITALIA, “You’ve Changed”, realizzato con il suo quartetto stabile e un’orchestra di tredici archi, la Bim String Orchestra coordinata dal violoncellista Giuseppe Tortora e diretta da Paolo Silvestri, con ospiti Diane Reeves e Sergio Cammariere. Inoltre la partecipazione al successo di “Trouble Shootin’”, bel disco di Stefano Di Battista con il quale ha realizzato importanti tournée in Europa.

Nel 2008 invece, oltre a “Five Four Fun” degli High Five, Fabrizio ha pubblicato “Sol!” (entrambi BLUE NOTE / EMI ITALIA) con il Latin Mood composto da Javier Girotto (co-leader), Natalio Mangalavite, Marco Siniscalco e Luca Bulgarelli, Lorenzo Tucci, Bruno Marcozzi, più l’ospite special Raul Midón.

Il secondo disco del Latin Mood, “Vamos”, è stato recentemente pubblicato per l’etichetta SCHEMA RECORDS.

Sempre nel 2008 esce il funambolico duo con Antonello Salis per la PARCO DELLA MUSICA RECORDS: “Stunt” (con cui ha vinto il TOP JAZZ 2009). Fabrizio inoltre, sempre in quell’anno, ha partecipato al progetto, realizzato da Roberto Gatto e dedicato al rock progressivo, inciso anche per la serie Jazz Italiano Live 2008 del La Casa del Jazz / L’Espresso.

Di quella collana è presente anche in un altro progetto realizzato da Stefano Di Battista : “Omaggio a Fabrizio De André”.

Nel 2009, dopo un’apparizione in qualità di ospite speciale al Festival di Sanremo, (cui aveva già partecipato la precedente edizione con Sergio Cammariere) al fianco della giovane promessa Simona Molinari, ha partecipato al progetto “About a Silent Way” di Maurizio Martusciello con Francesco Bearzatti, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, uscito in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Miles Davis (messo in commercio in seguito da ITINERA con distribuzione EGEA). Ha inoltre realizzato un disco in quartetto, con Luca Mannutza, Luca Bulgarelli e Lorenzo Tucci, per la collana del Jazz Italiano de la Casa del Jazz/L’Espresso, ospiti Roberto Cecchetto, Giuseppe Milici, Natalio Mangalavite, Bruno Marcozzi e con la partecipazione straordinaria di Filippo Timi e un disco per il mercato giapponese, con Luca Mannutza, Lorenzo Tucci e Nicola Muresu e ospiti Marco Tamburini e Max Ionata, dal titolo “Black Spirit”.

Nel 2010 ha partecipato al bellissimo progetto “Complete Communion”, ideato dal batterista italo francese Aldo Romano con Henri Texier e la formidabile altista Geraldine Laurent. Il CD live è uscito allegato a Musica Jazz e la versione in studio è stata pubblicata dalla prestigiosa label francese DREYFUS. Nel giugno 2010, grazie all’idea degli organizzatori del Festival di Bolzano, nasce il duo con Luciano Biondini che si rivela subito un successo. In autunno 2010 realizzano una piccola tournée africana e nel 2011 hanno tenuto moltissimi concerti. Alla fine dell’anno 2010 Fabrizio ha dato vita ad un nuovo trio, con Alberto Marsico all’organo hammond e pianoforte, e Alessandro Minetto alla batteria. Con loro ha registrato “Spiritual”, album molto apprezzato dalla critica e richiesto dai festival estivi e non solo. Sempre a fine 2010 ha registrato il disco “Libero” con il quartetto storico e l’aggiunta del chitarrista Roberto Cecchetto, pubblicato in Giappone per la PONY CANYON.

Sempre nel 2010 nasce una collaborazione “extrajazz” con il cantante, compositore e chitarrista Filippo Tirincanti, che ha pubblicato nell’aprile 2011 la sua opera prima, “Otherwise”, nella quale la poetica di Fabrizio s’intreccia magnificamente con gli intenti del cantautore di riccione.

Ancora Top Jazz 2010 come miglior trombettista e ancora Sanremo nel 2011, questa volta al fianco di Raphael Gualazzi, che stravince la categoria giovani.

A Febbraio 2011 si è tenuta anche la prima data del duo con Rosario Bonaccorso “estratto” dal quartetto del contrabbassista “Travel Notes”, con il quale Fabrizio ha inciso il disco uscito a Gennaio 2012 per la PARCO DELLA MUSICA RECORDS.

Il mondo musicale e narrativo di Bonaccorso si addice in modo speciale a Fabrizio, che vi partecipa con intensità e naturalezza straordinarie. A Maggio Fabrizio si impegna in un altro sodalizio eccellente, quello col pianista Nazzareno Carusi, con il quale affronta i mondi affascinanti di compositori come Schumann e Schubert. Sempre nel 2011 nasce “Il Sorpasso in Jazz”, con regia di Emilio Sioli in cui il quartetto commenta alcune immagini del capolavoro di Dino Risi.

Il 21 e 22 giugno 2011 Fabrizio ha registrato a Londra, agli Air Studios, “Enchantment – L’Incantesimo” (SCHEMA) con la London Symphony Orchestra. Il progetto è dedicato alla musica di Nino Rota in occasione del centenario della nascita. Gli arrangiamenti e la direzione d’orchestra sono del M° Stefano Fonzi, che è stato anche l’ideatore del progetto. Con lui la ritmica di Claudio Filippini al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.

“Enchantment” ha già un curriculum concertistico. Il repertorio viene eseguito con orchestre residenti ed è stato per ora suonato a Sulmona, Caserta, Ravenna, Taranto, Matera, Roma, nella sala A di via Asiago e trasmesso su RAI RADIO1, a Castellaneta, a breve nelle Marche e a Vicenza, in attesa delle numerose date estive.

Il 17 febbraio scorso Fabrizio ha calcato nuovamente il palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo come special guest di Nina Zilli.

Nel mese di marzo ha partecipato come ospite musicale fisso alle quattro puntate della trasmissione, in onda su Canale 5, “Panariello non esiste”, esibendosi con artisti come James Taylor, Massimo Ranieri, Rocco Papaleo, Claudio Baglioni, Renato Zero.

A maggio 2012 quattro concerti tra il Blue Note di Nagoya e quello di Tokyo e la partecipazione al Festival Poiesis di Fabriano con il progetto You’ve Changed e con una particolarissima performance con Pierfrancesco Favino. A fine giugno torna in RAI per eseguire in diretta dallo studio 2 di via Teulada, la sigla dell’ultima puntata di Ballarò, il seguitissimo programma di approfondimento condotto da Giovanni Floris. Il 30 Giugno inaugura il Festival di Ravello con Enchantment, eseguito nel meraviglioso Belvedere di Villa Rufolo con la Nuova Orchestra Scarlatti.

L’estate 2012 conferma Fabrizio come uno degli artisti più apprezzati e amati del momento: a Umbria Jazz, sul palco del Teatro Morlacchi, esegue le due partiture di Gil Evans “Miles Ahead” e “Quiet Nights” con la Eastman Jazz Orchestra diretta da Ryan Truesdell, alternandosi con Paolo Fresu che ha invece eseguito “Porgy & Bess” e “Sketches of Spain”. I due trombettisti si sono poi ritrovati insieme sul palco per i richiestissimi bis con grande entusiasmo del pubblico.

In ottobre Fabrizio ha partecipato al Santiago Jazz festival con Antonello Salis, rappresentando l’Italia.

Il 22 novembre uscirà per la Abeat la nuova fatica discografica: “Face to Face”, in duo con il grande fisarmonicista Luciano Biondini.

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