MPASTA, il brano di Ciccio Merolla che celebra il “casatiello”

MPASTA, il brano di Ciccio Merolla che celebra il “casatiello”

MPASTA, il brano di Ciccio Merolla che celebra il “casatiello” – Online il videoclip di ‘Mpasta (regia di Luciano Filangieri), il brano di Ciccio Merolla che celebra il “casatiello”, il lievitato tipico della cucina partenopea che la tradizione vuole sia preparato il giorno del venerdì santo, per essere poi gustato durante il pic-nic di pasquetta e che, grazie al forte simbolismo rappresentato dai suoi ingredienti, come ad esempio l’uovo ben visibile sulla superficie, rappresenta la rinascita e che non puo’ mancare a Pasqua sulle tavole dei napoletani.

https://youtu.be/ltkpFxKLE2s

L’augurio in musica del percussautore e cantante Ciccio Merolla non poteva essere che all’insegna della napoletanità infatti, da buon partenopeo, ha voluto raccontare con la sua immancabile ironia, un rito che si perpetua nelle cucine all’ombra del Vesuvio, ovvero la preparazione del casatiello, che inizia dall’impasto, proprio da qui, come un mantra gioioso e giocoso, prende vita il brano il cui titolo è appunto ‘Mpasta (dalla lingua napoletana: impasta). L’assaggio del casatiello rappresenta un momento di convivialità e condivisione, di cui, i diversi ingredienti dell’impasto, sono metafora della ricchezza culturale che avviene attraverso l’incontro di popoli e di culture diverse.

Il brano, il cui testo scritto da Ciccio Merolla, è un adattamento in lingua napoletana, di “Mustt Mustt” di Nusrat Fateh Ali Khan, cantante e musicista pakistano, scomparso nel 1997, che detiene il record mondiale per il maggior numero di dischi pubblicato da un artista Qawwali, la musica religiosa tipica del sufismo del subcontinente indiano. “Mustt Mustt” è un brano contenuto nell’omonimo album pubblicato dall’etichetta discografica di Peter Gabriel “Real World Record” e portato alla ribalta nella famosa cover dei Massive Attack.

Nusrat Fateh Ali Khan – racconta Ciccio Merolla – è un artista che, tanti anni fa, mi ha fatto ascoltare Enzo Gragnaniello, la cui musica mi ha letteralmente folgorato, anche per l’’uso della tabla, strumento che studio e a cui sono particolarmente affezionato. Il pezzo in questione ha fatto il giro del mondo con tante cover, personalmente mi sono concesso una libertà maggiore, di mettere un testo originale napoletano, scherzoso, ma senza snaturare poi in realtà il messaggio musicale. Da buon napoletano, ho voluto celebrare il dono più divino dell’uomo: la vita stessa, e valori in cui credo fortemente come la condivisione e la ricchezza che avviene tra l’incontro di popoli diversi e l’ho fatto raccontando, attraverso una gestualità semplice, quella di preparare il cibo, che poi nasconde una delle azioni più nobili dell’essere umano: prendersi cura del prossimo. 

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