Montagne e rifugi tornano a conquistare i giovani

Montagne e rifugi tornano a conquistare i giovani

 

Sono partiti in 100, con zaino, scarponi e giacca a vento, accompagnati dai loro insegnanti, alla ri-scoperta delle montagne. Le loro montagne, quelle che vedono tutti i giorni dalla finestra di casa, quelle dove spesso non prende lo smartphone ed alle quali non hanno mai pensato come ad un luogo delle emozioni. E sono tornati diversi, felici di avere vissuto, lo scorso mese di settembre, un’esperienza che forse non immaginavano così coinvolgente. Sono gli studenti delle cinque scuole superiori trentine che, vincitrici del concorso promosso da Accademia della Montagna in collaborazione con Iprase e Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento, hanno trascorso tre giorni in alcuni rifugi alpini, a contatto con i gestori e le guide alpine, dando corpo al progetto di avvicinare i giovani alla conoscenza ed alla cultura della montagna. Stamane erano tutti nella Sala Wolf del palazzo della Provincia a Trento per raccontare, con le loro parole, fotografie e video, la loro “straordinaria avventura”. “Se il mese di settembre, il mese migliore per andare in montagna – afferma il presidente di Accademia, Egidio Bonapace – diventasse veramente per le scuole trentine il mese della montagna, avremmo raggiunto un grande risultato”. “Il prossimo anno – aggiunge la direttrice Iva Berasi – vedremo di portare ancora più ragazzi nei rifugi, allargando il concorso anche alle scuole del primo ciclo”.

 

Soddisfatti dell’esperienza, accanto ai vertici di Accademia della Montagna, la referente per Iprase Cristiana Bianchi (“Grazie agli insegnanti che hanno lavorato molto per questa iniziativa”), Giuseppe Cosmi del Dipartimento della Conoscenza che ha svolto il ruolo di coordinatore degli insegnanti referenti della montagna nelle scuole trentine, i gestori dei rifugi, le guide alpine e gli stessi insegnanti. Quanto ai ragazzi, che sia stata una esperienza che non dimenticheranno appare chiaro dai loro racconti e dalle emozioni che hanno voluto riportare nei video realizzati lassù, tra quelle montagne prima lontane e quasi estranee ed ora diventate amiche, vicine e confidenziali.

Se l’iniziativa ha avuto successo, ciò è dovuto, oltre che alla sensibilità delle scuole e degli insegnanti (oltre 50 quelli che, nelle varie scuole superiori del Trentino, fungono da “referenti” per le tematiche legate alla montagna) anche alla disponibilità dei gestori dei rifugi, che hanno apprezzato la concretezza dell’iniziativa volta a portare i giovani in montagna ed hanno partecipato con disponibilità all’organizzazione anche con politiche di prezzo agevolato. I rifugi che hanno ospitato gli studenti (5 gruppi da 20 ragazzi, di altrettanti scuole superiori trentine, accompagnati da 2 insegnanti e da una quida alpina, ai quali si aggiungono anche 70 giovani universitari accompagnati da 5 persone tra insegnanti e guide) sono il Contrin, Tuckett, Brentei, Alimonta, Casinei, Rosetta, Pradidali, Ritonda, Cacciatore, Agostini e Lancia sul Pasubio. Non solo una “gita”, con l’emozione di dormire e mangiare tutti assieme in un rifugio, ma un’esperienza formativa a tutto tondo, con “lezioni” e attività di studio e ricerca legate ai molti contesti naturali, ambientali, storici e culturali della montagna: dalla geologia alla botanica, dalle leggende alle testimonianze storiche legate alla Grande Guerra, dalla flora all’orienteering.

I primi a partire sono stati i ragazzi della Scuola Ladina di Fassa che hanno soggiornato al rifugio Contrin accompagnati dalla guida Fabio Giongo l’11 e 12 settembre, seguiti dall’istituto Fontana di Rovereto il 18 e 19 che hanno raggiunto il rifugio Tuckett dove hanno dormito, scendendo poi al Brentei per risalire al rifugio Alimonta ed il giorno dopo raggiungere il Casinei accompagnati dalla guida Paolo Baldo.
Con la stessa guida il 24 settembre sono partiti i ragazzi dell’Istituto Don Milani di Rovereto per raggiungere il rifugio Rosetta dove hanno soggiornato prima di portarsi al rifugio Pradidali ed il giorno dopo al rifugio Ritonda in val Canali. Lo stesso giorno hanno raggiunto il rifugio Cacciatore i ragazzi del Liceo Guetti di Tione accompagnati dalla guida Simone Elmi, ed il giorno seguente il rifugio Agostini. Infine i ragazzi del Liceo Filzi di Rovereto, che hanno trascorso due giorni a fine mese al rifugio Lancia sul Pasubio.
Martedì 23 settembre, infine, hanno indossato gli scarponi da montagna anche i 70 giovani dell’Università di Trento che frequentano alla Facoltà di Ingegneria un corso specifico sull’architettura di alta montagna proposto da Accademia e che, accompagnati dal presidente Egidio Bonapace e dal professor Claudio Lamanna, sono stati impegnati nei progetti di ristrutturazione del rifugio Brentei e Pedrotti.

In verità, le classi degli istituti superiori che hanno iniziato l’anno scolastico in un rifugio alpino, sono una in più rispetto alle 5 scuole vincitrici del concorso. In rifugio, infatti, c’è voluta tornare autonomamente anche la scuola Artigianelli, vincitrice del soggiorno lo scorso anno, che ha voluto ripetere l’esperienza di propria iniziativa anche quest’anno con le classi quarte dell’istituto, soggiornando al rifugio Denza e recandosi poi sul ghiacciaio della Presanella.
Se un’indagine promossa da Accademia sul “gradimento” della montagna da parte dei giovani trentini aveva messo in luce la scarsa enpatia ed interesse di questi ultimi, va detto che “Ragazzi in rifugio” ha mostrato che è possibile avvicinare i giovani alla montagna e la montagna ai giovani. E lo dimostra proprio, oltre alla soddisfazione e all’entusiasmo mostrato dalle classi partecipanti quest’anno, il “bis” che ha voluto fare la scuola Artigianelli. Se l’esempio fosse seguito da altre scuole, settembre diventerebbe davvero il mese delle scuole trentine per la montagna, una straordinaria occasione per diffondere alle nuove generazioni un “sapere” ed una cultura della montagna utile anche in chiave turistica. (c.z.)

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