Maltrattamenti in famiglia, in manette un 35enne

Maltrattamenti in famiglia, in manette un 35enne

Maltrattamenti in famiglia, in manette un 35enne –Guidonia Montecelio – Maltrattava la madre per estorcerle denaro: 35enne arrestato dai carabinieri.

I Carabinieri della Tenenza di guidonia, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno tratto in arresto G.G., 35enne del posto, per i reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni della propria madre.
Il 21 novembre del 2011 la donna aveva telefonato al 112, perché i due figli stavano litigando violentemente nella sua abitazione e, in quell’occasione il 35enne era stato arrestato per resistenza a pubblico Ufficiale, poiché si era scagliato contro i militari intervenuti per sedare la lite tra i due fratelli. I Carabinieri hanno capito che il motivo del litigio degenerato era legato alla madre, di cui il fratello maggiore aveva preso le parti ed hanno deciso di approfondire la vicenda. Le indagini hanno fatto luce sul lato oscuro del 35enne che, ancora convivente con la madre, la vessava in continuazione, a volte senza un motivo apparente, altre per estorcerle denaro che gli sarebbe servito a comprare alcolici, dei quali era completamente dipendente. G.G. era addirittura arrivato a minacciare di morte la donna che lo aveva messo al mondo. I Carabinieri hanno ricostruito questa brutta storia di violenza intrafamiliare fatta, negli ultimi due anni, di violenze fisiche e psicologiche senza tregua. I militari della Tenenza di Guidonia sono così riusciti a dimostrare la pericolosità di quel figlio che ormai aveva perso ogni pudore per le sue azioni, soprattutto per colpa dell’alcool. I Carabinieri, alla luce dei molti episodi di  maltrattamento documentati, hanno ottenuto la misura della custodia cautelare in carcere dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli, che ha concordato pienamente le risultanze investigative evidenziate dai militari. Per G.G. si sono così aperte le porte del carcere di Rebibbia.

Via del Corso – Tenta di comprare delle “calde arrosto” con 50 euro false, denunciato dai carabinieri un 15enne romano.

Roma – I Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina hanno denunciato in stato di libertà un 15enne romano, con l’accusa di spendita di banconote false. Il giovane, in via del Corso, approfittando della calca di persone che affolla la nota via dello shopping, ha tentato di acquistare “calde arrosto” pagando con una banconota da 50 euro contraffatta. Il negoziante, accortosi del tentativo raggiro, ha immediatamente chiamato il 112. I Carabinieri giunti sul posto hanno rintracciato il giovane. Fermato, e poi affidato ai genitori, è stato trovato ancora in possesso della banconota falsa che è stata sequestrata.

Roma, lotta alla criminalità. Carabinieri arrestano 47 persone nelle ultime 24 ore. Proseguono i controlli mirati nelle periferie. Recuperato un fucile rubato.
Quarantasette persone arrestate per vari reati che vanno dal furto alla rapina, dallo spaccio di droga al riciclaggio, è il bilancio delle ultime 24 ore di un’azione di controllo che i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno svolgendo mettendo in campo tutte le forze disponibili, con l’ausilio di militari provenienti dalle Compagnie di Intervento Operativo dei Carabinieri, e che sta interessando gran parte dei quartieri romani, con una particolare attenzione per quelli periferici. Gli arresti sono stati eseguiti dalle numerose pattuglie a bordo di moto, auto e a piedi che controllano il territorio di Roma e Provincia. Mirati controlli sono stati svolti e proseguono anche in queste ore nei quartieri di Tor Marancia, Tor Sapienza, Tor Cervara, Tor Pignattara, Magliana, Aurelio, Bravetta, San Basilio, Casalotti con posti di blocco e verifiche su persone pregiudicate e agli arresti domiciliari. Controllate complessivamente 550 autovetture, identificate 600 persone di cui 120 con precedenti. Durante un controllo eseguito all’interno di un autodemolitore di via Collatina, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un fucile di provenienza illecita nascosto tra le carcasse delle auto.
Riassemblavano autovetture apparentemente dimesse per poi rimetterle sul mercato anziché demolirle. 4 gli arrestati. Tra i pezzi di ricambio rinvenuto anche un fucile rubato

Roma – Sono stati scoperti dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma mentre all’interno di un autodemolitore di via Collatina, stavano assemblando con vari parti di vetture, apparentemente dismesse, una Smart perfettamente funzionante e pronta per essere immessa sul mercato. Così per  3 romani di cui 2, titolare e socio dell’impresa già noti alle Forze dell’Ordine, e un cittadino marocchino, di età compresa tra 27 ed i 51 anni, sono scattate le manette con l’accusa di riciclaggio aggravato in concorso.  Un vero e proprio supermarket di pezzi di ricambio, parti meccaniche in perfetto stato e centraline di autovetture rubate, prevalentemente di marca tedesca, quello che i militari si sono trovati davanti. Nel corso della perquisizione i Carabinieri hanno anche rinvenuto fotocopie e documenti di circolazione di veicoli oggetto di furto, nonché, ben celato tra le varie carcasse della strada, un fucile di provenienza illecita. L’autodemolizione e l’area pertinente sono stati sequestrati, mentre per il proprietario e il socio dell’impresa oltre all’arresto per riciclaggio è scattata anche la denuncia per  ricettazione, detenzione abusiva di armi e manodopera irregolare in quanto il cittadino straniero sembra “riciclasse in nero”.

Roma – Colpo alla criminalità organizzata. Polizia e carabinieri al lavoro dall’alba per eseguire 39 ordinanze di custodia a carico di esponenti del Clan Casamonica legati ai canali dello spaccio.

I Carabinieri e la Polizia di Stato di Roma hanno inferto un duro colpo al clan dei Casamonica, eseguendo ben 39 provvedimenti restrittivi sul conto di altrettanti appartenenti alla citata famiglia (e a quelle collegate degli Spada, Di Silvio, De Rosa, di Guglielmo), tutti della borgata Romanina della Capitale, in relazione al reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, del tipo cocaina, nell’area sud est di Roma. Si tratta di un risultato di primo piano perché per la prima volta viene disarticolata una consistente porzione della famiglia Casamonica che proprio in due vie del quartiere Romanina, luoghi di residenza, aveva creato un vero e proprio supermarket della droga, con apertura giornaliera di 24 ore su 24, ove la cocaina veniva ceduta, secondo un modus operandi collaudato, a giovani tossicodipendenti, da i 18 ai 25 anni (anche minorenni), della Capitale e della zona dei Castelli. L’attività illecita si concretizzava con la cessione dello stupefacente ad opera esclusivamente delle donne del clan mentre gli uomini si preoccupavano del controllo della zona e dello smistamento degli acquirenti verso i luoghi dello spaccio al dettaglio. Per operare in condizioni di maggior sicurezza, i Casamonica avevano collocato lungo le vie dello spaccio un sistema di video sorveglianza con monitor all’interno delle abitazioni, posizionando altri accoliti con il ruolo di vedetta all’ingresso delle strade d’interesse, per segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine. Gli illeciti guadagni, frutto del traffico di droga, venivano reinvestiti per ulteriori rifornimenti di cocaina ma soprattutto nell’acquisto di immobili, di autovetture di grossa cilindrata e per finanziare la lucrosa attività dell’usura. Per tale motivo, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dei beni riconducibili agli arrestati. Si tratta di beni immobili (ville, terreni, abitazioni), autovetture e conti correnti, depositi bancari e postali, per un ammontare complessivo di circa 5 milioni di euro. L’operazione odierna ha dimostrato come il clan dei Casamonica costituisca nella Capitale una vera e propria associazione criminale, coesa e monolitica, di difficile penetrazione, caratterizzata dal vincolo associativo per lo stretto vincolo di sangue che lega tutti gli appartenenti al clan e dalla forza di intimidazione per il grande senso di apprensione e di  insicurezza che sanno incutere.

Subiaco – Stalker minaccia di morte la sua ex compagna ed il figlio di quest’ultima, poi le incendia il portone di casa. 37enne italiano arrestato dai carabinieri.
Il coraggio di una donna di 50 anni, vessata e minacciata da anni dal suo ex compagno, ha permesso ai Carabinieri della stazione di Subiaco di arrestare L.G., 37enne originario della provincia di Milano da tempo residente a Subiaco, sottoposto alla sorveglianza speciale a causa dei suoi numerosi precedenti penali. L’uomo, ossessionato dalla gelosia, ha per anni offeso e minacciato di morte la sua vecchia compagna ed il figlio 27enne di quest’ultima. La donna, fermamente convinta che prima o poi le ire del 37enne si sarebbero placate, non ha mai denunciato i gravi fatti di cui è stata vittima, fino a ieri, quando a causa dell’ennesima lite, la donna è stata pesantemente minacciata. La 50enne si è presentata alla Stazione Carabinieri di Subiaco per denunciare i fatti. Di contro, il suo ex non ha minimamente accennato a calmarsi, anzi: una volta venuto a conoscenza della denuncia sporta a suo carico, il 37enne ha iniziato a tempestare di telefonate la donna, minacciandola nuovamente di morte e giurando che le avrebbe dato fuoco quanto prima. Purtroppo, lo stalker è passato dalle parole ai fatti: L.G. è stato notato da un passante in via della Montagna mentre stava appiccando il fuoco al portone d’ingresso dell’abitazione della donna. Grazie alla tempestiva segnalazione, i Carabinieri sono riusciti ad intervenire sul posto proprio nel momento in cui l’uomo stava tentando di dileguarsi dopo aver fatto attecchire le fiamme. L’incendio è stato spento grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco di Subiaco mentre per il 37enne si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria a cui dovrà rispondere delle accuse di atti persecutori, danneggiamento aggravato seguito da incendio e minaccia.

 

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