L’inespugnabile fortezza – seconda parte

L’inespugnabile fortezza – seconda parte

Il forte di Château-Gaillard venne dunque realizzato sotto i vigili occhi di Riccardo I Cuor di Leone, il quale ne desiderava la massima rispondenza agli innovativi criteri di architettura bellica. Oggi, come detto, resta la torre dei servizi e qualche rudere che induce a ritenere l’esistenza di quella destinata alla sorveglianza dell’intero complesso. Esaminando però quel che rimane della pianta poligonale, si può ragionevolmente sostenere che un imponente torre principale (maschio) accogliesse la corte reale e si presentasse come imprendibile: difatti, Riccardo vi si trasferì e rimase fino al 1199, anno in cui morì. Si ergevano quindi cinque torri di forma circolare, destinate a vari scopi, tra cui gli alloggi per i soldati e l’immancabile chiesa. Attorno agli edifici correvano due distinte cinta di mura, separate da un ampio fossato, ricavato dallo scavo della roccia su cui il maniero posava. Oltre la seconda cerchia, un ulteriore fossato correva lungo il perimetro esterno, seppure dalle poche vestigia sopravvissute non è possibile stabilire con certezza il suo effettivo snodarsi.

 

 

La fortezza era certamente un’opera di difficile conquista, ma possedeva le caratteristiche della tipica difesa passiva, che lasciava scoperti numerosi punti deboli, primo fra tutti l’accesso dal fiume. Difatti, quando nell’agosto del 1203 Filippo Augusto di Francia pose l’assedio, forte di 6.000 armati, il successore di Riccardo, Giovanni Senza Terra, assistette impotente alla disfatta. I francesi attaccarono dalla Senna e distrussero in breve tempo la palizzata di ostruzione; conquistarono senza fatica alcuna il villaggio di La Couture e gli oltre 1.200 abitanti cercarono scampo tra le mura del forte. Il sovrano francese aveva raggiunto il massimo risultato con il minimo sforzo: un conto era nutrire la pur ingente guarnigione normanna, un altro provvedere ai bisogni di un altro migliaio di bocche da sfamare.

 

L’assedio diventò pertanto un mero attendere l’esito degli eventi. Ben presto le scorte alimentari si assottigliarono e il governatore di Château-Gaillard fu costretto ad assumere la drastica decisione di espellere i civili: costoro, incastrati tra gli opposti schieramenti, cercarono di salvarsi occupando il fossato esterno ma, avvicinandosi l’inverno, perirono per il freddo e gli stenti; alcuni prolungarono di poco la propria vita, ricorrendo all’antropofagia. Nel febbraio 1204, i francesi attaccarono dalla terraferma e conquistarono la prima cerchia muraria; quindi si introdussero oltre la seconda, passando attraverso le finestre del primo piano della torre che ospitava la chiesa. Il successivo 6 marzo, le truppe normanne dichiararono la loro resa.

 

La caduta dell’inespugnabile fortezza provocò la conseguente caduta della città di Rouen e la Normandia venne definitivamente annessa alla Francia. L’edificio restò quindi inutilizzato per 400 anni e, destituito di qualsivoglia finalità, demolito per far spazio a un castello cardinalizio.

“Sic transit gloria mundi!”

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