Lezioni di giardinaggio planetario, il racconto teatrale attraverso la metafora del giardinaggio a la Cada dei Teatri di Roma

Lezioni di giardinaggio planetario, il racconto teatrale attraverso la metafora del giardinaggio a la Cada dei Teatri di Roma

Lezioni di giardinaggio planetario, il racconto teatrale attraverso la metafora del giardinaggio a la Cada dei Teatri di Roma – Gli spettacoli di Lorenza Zambon sono spesso pensati per essere rappresentati in luoghi naturali come parchi, giardini, boschi, campagne, ma è solo una delle molte varianti narrative del suo straordinario modo di raccontare nel teatro, una figura di autrice e attrice tra le più acute osservatrici del mondo esterno nella scena nazionale.

 

 

Per questa occasione romana, giovedì 11 e venerdì 12 alle ore 17, sabato 13 e domenica 14 alle ore 12 e 17, la Zambon è impegnata nei panni di un’anomala “giardiniera”, trasportando sulla scena frammenti di natura vivente,  con le Lezioni di giardinaggio planetario racconterà nel Giardino delle Scuderie della Casa dei Teatri un universo di straordinaria bellezza. Si tratta di lezioni “semiserie” – come le definisce l’autrice – a metà tra incontri teatrali e dimostrazioni pratiche di giardinaggio filosofico destinati ad un pubblico di tutte le età.

Negli spettacoli il luogo e l’opera concorrono a creare un’esperienza davvero particolare per lo spettatore, coniugando piacere dello sguardo, emozione e pensiero, con una buona dose di divertimento intelligente.

 

 

Nelle “Lezioni” si parla dei paradossi delle nostre abitudini quotidiane e, come in ogni suo lavoro scenico, Lorenza Zambon  avvicina l’esperienza personale, persino intima della “voce narrante”, con la dimensione globale della vita, dell’ambiente, del paesaggio, grazie ad una narrazione nella quale lo spettatore può scoprire la propria esperienza.

 

 

L’iniziativa si svolge presso il Giardino delle  Scuderie della Casa dei Teatri di Villa Pamphilj ed è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, da Biblioteche di Roma e da Teatro di Roma,  in collaborazione con la Casa degli Alfieri.

Lo spettacolo è ad  ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

 

 

Ogni spettacolo è articolato in due “Lezioni “:

 

“PRIMA LEZIONE DI GIARDINAGGIO PER GIARDINIERI ANONIMI RIVOLUZIONARI”

 

Incontro teatrale con un’attrice giardiniera.

Il giardinaggio è una delle cose più noiose del mondo?

Ecco una lezione di giardinaggio. Vera. Semiseria.

La dimostrazione pratica di alcune tecniche di riproduzione delle piante: la talea, il trapianto, la semina, la messa a dimora dei bulbi.

Ma fra vasi, semi, cesoie e terricci ….. ogni tecnica si collega all’esempio e all’insegnamento di alcuni “maestri giardinieri” piuttosto particolari.

Dalla  “sioretta di periferia” che rubava le piante, all’ “uomo che piantava gli alberi” dalle parti di Vinchio, dal signore che ha creato l’ “arboreto salvatico”, al mitico Nandino che ha salvato il mais otto file di Antignano,  fino a una strana inglese no-global che fa delle “azioni rivoluzionarie” con i fiori …..

Tecniche ed ispirazioni …. o meglio istigazioni.

Per un giardinaggio fuori dai giardini.

Perché il vero giardinaggio non è faccenda di consumo, di mostre snob, di riviste patinate.

Perché per essere giardinieri non occorre possedere un giardino. Il giardino è il pianeta e noi tutti ci viviamo in mezzo.

 

 

“SECONDA LEZIONE DI GIARDINAGGIO PER GIARDINIERI PLANETARI”

 

Un’altra lezione “buffa” un po’ pratica e un po’ filosofica.

La magia del fare, del non fare, del disfare. I misteri del suolo, la pelle del pianeta, il luogo alchemico per eccellenza, in cui la vita e la materia entrano in contatto e trasmutano.

Il cambio di sguardo che ci fa a scoprire “i mostri benevoli” che stanno colonizzando le nostre città.

E tante storie di tanti differenti “maestri giardinieri” dal grande Gilles Clément con il suo geniale “Manifesto del terzo paesaggio” alla giovane coppia dell’hinterland milanese che ha ereditato dieci preziosi garage e, per fare un regalo ai figli, li ha ABBATTUTI  e ci ha piantato un giardino; dalla coppia di architetti che ha “progettato” di lasciare una piazza proprio così com’era ….. fino ai due signori piemontesi con la faccia da elfo e al piccolo sindaco del primo comune  con piano regolatore “a crescita zero”, i tre piccoli grandi “giardinieri planetari” che hanno dato il via al movimento “Stop al consumo di territorio” che si sta allargando come una marea in tutt’ Italia e a cui questo spettacolo è dedicato …

 

 

 

Lorenza Zambon, attrice/giardiniera, si unisce alla società di produzione e promozione teatrale “Casa degli alfieri” (allora ancora “Teatro del Magopovero”) nel 1981, provenendo da Padova dove (oltre a conseguire la laurea in scienze politiche con indirizzo sociologico) si era formata nel Centro Universitario Teatrale, quello “storico” Teatro Popolare di Ricerca diretto da Lorenzo Rizzato, una delle prime formazioni sperimentali venete e punto di riferimento di tante generazioni di attori.

Da allora condivide un lungo percorso di ricerca e creazione che ha portato a realizzazioni teatrali quali, tra le molte altre, ”Galileo”, “Van Gogh” e “Creature” di Luciano Nattino assieme ad Antonio Catalano, “Il valzer del caso” di Victor Haim e “Giorni felici” di Samuel Beckett in cui è protagonista, e i fortunati duetti “La barca” di Gerard Gelas con Alessandro Haber e “Maudie e Jane” di Luciano Nattino da Doris Lessing, con Judith Malina del Living Theatre, spettacolo che ottiene sei stagioni di repliche, oltre a vari premi e riconoscimenti, “Le serve” di J. Genet per la regia di Marco Baliani di cui è protagonista con M. Maglietta.

Nel corso del tempo affianca ed innesta nel lavoro d’arte comune l’esplorazione di particolari territori quali la lunga (e dura) esperienza di sperimentazione teatrale all’interno del “super carcere” di Voghera o il lavoro di ricerca condotto con il musicista d’avanguardia Fritz Houser.

Dal 1997 allarga il suo ruolo e l’ambito delle sue attività acquistando nuove competenze fino a configurarsi come un’operatrice culturale complessiva.

La Casa Degli Alfieri è una casa del teatro costruita sulla cima di una collina del Monferrato, tra vigne, boschi e infinito, dove abita e lavora un gruppo di artisti con un ventennale patrimonio di arte comune: prima una compagnia teatrale ed ora una sorta di “factory” in cui ognuno si impegna, con approcci e modi diversi ma confluenti, a portare il teatro fuori dai suoi binari, dentro la vita. Gli alfieri sono Maurizio Agostinetto, Antonio Catalano, Luciano Nattino, Lorenza Zambon fedelmente supportati da Franca Veltro, Claudia Ponzone, Patrizia Camatel, Massimo Barbero, Franco Rasulo.

 

www.teatroenatura.net 

 

 

 

GIARDINO delle SCUDERIE di CASA DEI TEATRI (Villa Doria Pamphilj)

Largo 3 giugno 1849 angolo via di San Pancrazio – ingresso Arco dei Quattro Venti

 

INFOLINE 060608 – 0645460693

www.casadeiteatri.culturaroma.it; www.comune.roma.it/cultura

ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili

 

Sponsor di Casa dei Teatri

Banche Tesoriere di Roma Capitale: BNL – gruppo BNP Paribas, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena

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