La storia di un principe scultore e alchimista

La storia di un principe scultore e alchimista

La storia di un principe scultore e alchimista. Il Cristo velato è una delle opere più affascinanti e misteriose che si possono vedere a Napoli. E’ nota in tutto il mondo per la sua bellezza e per l’alone di mistero che lo avvolge.

 

Si racconta che il velo di marmo scolpito sul corpo del Cristo, in realtà sia un velo di tessuto e non di marmo. Voi direte: “ma come? L’ho visto con i miei occhi, non può essere fatto di tessuto, sarebbe impolverato, sporco e invece… nulla di tutto questo”. La leggenda racconta che il manto di tessuto fu trasformato in roccia grazie ad uno speciale liquido che inventò il Principe di San Severo, che era un noto  alchimista. Questa è una delle versioni che avvolgono il Cristo Velato. L’altra sostiene che altro non sia che un effetto ottico ottenuto grazie alla straordinaria bravura di Giuseppe Sanmartino, lo sculture che realizzò materialmente l’opera. Il dubbio quindi è se il manto è opera dei poteri alchemici del principe o della bravura dello scultore.

 

L’opera è di una bellezza sconvolgente al punto che il grande scultore Canova, dopo aver tentato invano di entrare in possesso della scultura dichiarò che per averla sarebbe stato disposto a privarsi di dieci anni della sua vita.  L’opera colpisce per i dettagli particolareggiati oltre che del manto e della sua morbidezza, dalla sofferenza che traspare del volto di cristo sofferente, delle mani e dei piedi trafitti dai chiodi e dalla ferita sul costato.

 

Le opere che adornano la Cappella della Chiesa “Santa Maria della Pietà” sono state fatte dai più grandi artisti di quel tempo che hanno realizzato delle statue e degli affreschi di una bellezza assoluta. La disposizione delle opere è tale da rispettare e rispecchiare la struttura di quello che è un tempio massonico. Se si osservano attentamente le statue e gli affreschi si può notare una certa rassomiglianza con i membri della famiglia di Sangro. Ad aiutare lo scultore Corradini, un massone anche lui e ormai avanti negli anni, fu lo stesso Principe che studiò e progettò alcune delle opere.

 

Tra le statue più interessanti vi è la “Pudicizia Velata”, voluta dal Principe Sangro in onore della madre, Cecilia d’Aragona, che morì giovanissima lasciandolo piccolissimo ( aveva poco più di un anno). La statua raffigura una giovane donna coperta da un sottilissimo velo che le adisce al corpo ed è adagiata sopra ad una lapide spezzata che simboleggia la sua giovane età ed alla sua purezza. Il Principe volle dedicare una statua anche al padre Raimondo: “Il Disinganno” per porre l’accento sul suo stile di vita piuttosto dissoluto.

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