La storia di due innamorati e la nascita del francobollo

La storia di due innamorati e la nascita del francobollo

Simpatico, colorato ed indispensabile. Il francobollo è un vero e proprio capolavoro in miniatura ed osservandolo bene, si può tracciare la storia del Paese da cui proviene. Lo si usa per inviare lettere e raccomandate in modo semplicissimo: ci si reca alla posta o dal tabaccaio e si compra questo miniscolo pezzettino di carta colorato da un lato e gommato dall’altro e lo si incolla sulla missiva. In questo modo si paga alla Posta il servizio che effettua. Al giorno d’oggi, quindi, è chi invia che si assume il costo della commissione. Un tempo non era così, a pagare, infatti, era il destinatario cosa che, per la posta di quell’epoca, era spesso un problema in quanto il postino o non riusciva a reperire la persona o quest’ultima, trovandosi in seria difficoltà economica, rifiutava la lettera e quindi il servizio non veniva pagato cosa che arrecava seri danni all’amministrazione delle poste.

A questo proposito si racconta una storiella divertente. In un piccolo paesino sperduto una coppia di giovani innamorati che versava in difficoltà economica decise che, per sopravvivere, l’uomo dovesse trasferirsi in un paese lontano dove c’era più lavoro. Il giovane lasciò così, a malincuore, la fidanzata e si allontanò nella speranza di far fortuna. La lontananza però lo faceva soffrire e volendo rassicurare la sua bella che tutto andava per il meglio e che l’amava sempre, iniziò a scriverle molte lettere. Lei, poverissima, ogni volta che riceveva una missiva del suo amato doveva corrispondere il costo del servizio al postino cosa che, a lungo andare, iniziò a pesare non poco sul suo scarso bilancio al punto che arrivò a chiedere al fidanzato di scriverle con minor frequenza. Ma le cose non migliorarono sebbene lui avesse acconsentito alla sua richiesta. Disperata e non volendo rinunciare a ricevere notizie arrivò a chiedergli di mettere un segno di riconoscimento sulla busta per indicare che tutto andava bene. In quel modo, la ragazza, guardando la busta e senza doverla ritirare poteva stare tranquilla. Così i due innamorati andarono avanti per un bel po’ di tempo. Lui scriveva, lei se aveva la possibilità ritirava la lettera altrimenti, dopo essersi assicurata che vi fosse il segnale stabilito, la respingeva a cuor sereno. La cosa però insospettì la polizia locale che volle vederci chiaro e, con le loro indagini, il giochetto dei due innamorati fu svelato e ne vennero a conoscenza anche i media che pubblicarono la notizia. Nel giro di pochissimo tempo, si scoprì che erano in molti ad aver adottato un simile modo di comunicare. Questo accadeva prima dell’avvento del francobollo. Ora non so se la storia che ho scritto sia vera ma comunque scatta una fotografia su come si viveva molti anni fa e quanta strada e progressi possa aver fatto il nostro servizio di posta.

Il primo passo importante che la posta fece non fu in Italia ma in Francia nel 1633 quando obbligò i mittenti ad avvolgere, al costo di un soldo, le missive in una fascia appositamente emessa dallo Stato. Il secondo passo lo fece il regno di Sardegna nel 1818 con l’emissione di fogli bollati il cui prezzo variava a seconda della destinazione. Fu l’Inghilterra a risolvere il problema emettendo il primo francobollo. Nel 1837 Rowland Hill fece adottare dal Parlamento il francobollo che entrò in vigore ed in circolazione a tutti gli effetti nel 1840. Da questa data dovettero trascorrere circa vent’anni prima che tutte le nazioni d’America e dell’allora Europa lo adottassero. Con il R.D. del 24 dicembre 1899 e con il R. D. del 19 febbraio 1901 fu stabilito che tutte le francature delle lettere fossero fatte attraverso il francobollo e da quel momento furono emessi francobolli speciali in onore di eventi e personaggi che hanno lasciato una impronta nella storia.

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