La storia di Bianca Malaspina

La storia di Bianca Malaspina

Era bella, giovane, ricca e innamorata. Bianca Maria Aloisia Malaspina, figlia del potente signore di Fosdinovo,  terra di confine tra Toscana e Liguria, visse a metà del XIII secolo. Si innamorò perdutamente dello stalliere del Castello al quale giurò eterno amore. La loro storia andò avanti di nascosto per qualche tempo ma, un giorno, il padre della ragazza la informò che l’aveva promessa in sposa ad un nobile che abitava li vicino.

La giovane ne rimase sconvolta e cercò di opporsi ala decisione del padre in tutti i modi. Il genitore, esasperato dalla presa di posizione della figlia e per nulla propenso ad assecondarla, la fece rinchiudere in un convento. La cosa però non ebbe alcun effetto sui du innamorati che continuarono ad incontrarsi segretamente sino a quando non furono scoperti e la giovane fu rimandata a casa.

Il fatto che la ragazza fosse tornata a casa rappresentava uno scandalo grandissimo per la famiglia. Il padre cercò ancora una volta, invano, di far ragionare la figlia. La famiglia Malaspina era ormai sulla bocca di tutti e bisognava prendere dei provvedimenti seri. Il padre non si fece scrupoli e prese la decisione più drastica e crudele che un genitore poteva prendere.

Senza pensarci due volte fece catturare lo stalliere e lo fece uccidere torturandolo crudelmente poi fu la volta di Bianca. Benche fosse la figlia, l’uomo non ebbe alcuna pietà. La prese e la fece condurre, strattonandola, nelle segrete del Castello dove la fece torturare con dei ferri roventi e delle macchine che le tiravano il corpo. La speranza del padre era che la giovane cambiasse idea e che rinnegasse il suo amore. Le torture andarono avanti per giorni ma, Bianca, continuava a giurare amore eterno al suo stalliere.

Il signore del Castello era ormai accecato dall’odio, non poteva permettere che la figlia lo disonorasse in quel modo e decise quindi di ucciderla nel peggiore dei modi.  Ordinò alle guardie di prendere la ragazza e di condurla nella stanza più buia e più lontana del Castello. Le fece mettere una pesante catena al collo e la fece incatenare al muro. Poi, non contento fece portare un cinghiale, simbolo della ribellione delle regole della famiglia, ed un cane, simbolo della sua fedeltà all’amato, che furono murati vivi con lei nella stanza.

Passeggiando tra i corridoi del Castello è ancor possibile respirare la terribile sofferenza della giovane ma, è anche possibile vedere nella sala del trono una macchia bianca di umidità che ha le sembianze di un volto di una donna. La macchia bianca è affiancata da altre due macchie scure che sembrerebbero quelle del muso di un cane e di un cinghiale.

Questa è una leggenda ma, la cosa strana è che, proprio in una delle stanze nei sotterranei del  Castello sono state ritrovate, dietro ad un muro, delle ossa umane mischiate a quelle di animale. Forse la bella Bianca è esistita realmente e, forse, è stata barbaramente brutalmente uccisa dal padre per non avergli ubbidito.

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