La Porta Magica ed il manoscritto misterioso

La Porta Magica ed il manoscritto misterioso

La Porta Magica ed il manoscritto misterioso – La Porta Alchemica, conosciuta come Porta Magica o Porta Ermetica o Porta dei Cieli, fu costruita tra il 1655 ed il 1680 da Massimiliano Palombara, marchese di Pietraforte ed appassionato di alchimia, nella sua residenza, villa Palombara. Secondo la leggenda, tramandataci nel 1802 dall’abate Cancellieri, il marchese, una notte ospitò un pellegrino che, altri non era che, l’alchimista Francesco Bono.

L’uomo, trascorse la notte nei giardini della villa alla ricerca di un’erba capace di generare l’oro.
L’indomani fu visto scomparire attraverso la porta, lasciando alle sue spalle delle pagliuzze d’oro ed una carta zeppa di enigmi e simboli magici che fecero pensare al segreto della pietra filosofale.

Il marchese, dopo aver cercato invano di decifrare il manoscritto, fece incidere sulle 5 porte della sua villa e sui muri di casa, il contenuto della carta nella speranza che, un giorno, qualcuno sarebbe riuscito a decifrarli. Quella carta, potrebbe far riferimento al manoscritto di Voynoch che faceva parte della collezione dei testi di re Rodolfo II di Boemia e, donati, da Cristina di Svezia al suo libraio Vossius. Il manoscritto, finì poi nelle mani di Athanasius Kircher, uno degli insegnanti del Borri. Quest’ultimo, nel 1659 fu accusato dalla Santa Inquisizione di eresia e veneficio.

Riuscì a fuggire, visitò varie città d’Europa e, dopo una vita avventurosa da medico, fu arrestato e rinchiuso nelle carceri di Castel Sant’Angelo tra il 1671 e il 1677. Quando gli fu concessa la semilibertà, tornò dall’amico Palombara che lo ospitò.

Tra il 1678 ed il 1680 i due fecero le misteriose iscrizioni. Il Borri, nel 1691, fu nuovamente arrestato e rinchiuso a Castel S. Angelo. Il disegno sul frontone della Porta, con i due triangoli sovrapposti e le iscrizioni in latino, appare simile a quello sul frontespizio del libro allegorico/alchemico Aureum Seculum Redivivum di Madatanus. Sul frontone c’è il sigillo di Salomone circoscritto da un cerchio con iscrizioni in latino.

Sulla punta superiore vi è una croce collegata ad un cerchio interno, su quella inferiore, un esagramma abitato da un oculus: il simbolo del sole e dell’oro. I simboli lungo gli stipiti della porta seguono la sequenza dei pianeti associati ai metalli. Nel 1873 la Porta, unica sopravvissuta delle 5 esistenti, fu smontata e ricostruita, nel 1888, nei giardini di piazza Vittorio e accanto furono messe due statue del dio Bes, che erano nei giardini del Palazzo del Quirinale.

Ad oggi, c’è ancora chi spera di decifrare le misteriose scritte ed entrare in possesso dei loro segreti.

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