La cantautrice Patrizia Cirulli rilegge in chiave acustica l’album E già di Lucio Battisti

La cantautrice Patrizia Cirulli rilegge in chiave acustica l’album E già di Lucio Battisti

La cantautrice Patrizia Cirulli rilegge in chiave acustica l’album E già di Lucio Battisti – La cantautrice PATRIZIA CIRULLI rilegge in chiave acustica l’album “E già” di Lucio Battisti, con il contributo di 14 grandi artisti/chitarristi tra cui Mario Venuti, Fausto Mesolella, Pacifico, Carlo Marrale, Luigi Schiavone…

 

 

Esclusivo concerto di presentazione del disco:

MARTEDÌ 27 NOVEMBRE 2012

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – ROMA

(inizio ore 21, ingresso 15€, acquistabile su http://www.auditorium.com/eventi/5399439)

 

 

ospiti Davide Ferrario, Fausto Mesolella, Giuseppe Scarpato e altri artisti che hanno preso parte alla realizzazione del disco.

 

 

Il disco è disponibile in tutti gli store digitali (e fisicamente all’evento) ed è nato da un’idea di Franco Zanetti (Rockol) e realizzata da Francesco Paracchini (L’Isola che non c’era) per celebrare il trentennale di “E già”, il quindicesimo album di Lucio Battisti uscito nel 1982, l’unico ad essere stato composto insieme a Velezia, l’acronimo di Grazia Letizia Veronese, moglie e compagna di Battisti fin dai primi anni Settanta.

 

 

Questi gli artisti che hanno partecipato al disco: Fausto Mesolella, Mario Venuti, Pacifico, Fabrizio Consoli, Paolo Bonfanti, Carlo Marrale/Simone Chivilò, Giorgio Mastrocola, Giuseppe Scarpato, Carlo De Bei, Andrea Zuppini/Massimo Germini, Walter Lupi e Luigi Schiavone.

 

 

PATRIZIA CIRULLI ha rivisitato in chiave semi-acustica le 12 canzoni che compongono l’album, sicuramente il più controverso e discusso della discografia battistiana, unico intermezzo tra la collaborazione con Mogol e quella con Pasquale Panella. Intorno a lei, e alla sua splendida voce, si sono riuniti 14 grandi artisti-chitarristi italiani a cui è stato affidato un brano ciascuno, per un disco che spiazzerà pubblico e addetti ai lavori e dal risultato finale straordinario, diametralmente opposto all’originale (peraltro all’avanguardia per l’epoca) che fu così carico di tastiere, sintetizzatori e campionatori grazie alla produzione di Greg Walsh.

Via quindi l’elettronica, scegliendo invece come unico strumento la chitarra e i vari generi/stili che ogni musicista ha portato con la sua creatività e il suo background (chitarra elettrica, acustica, 12 corde, classica, fingerstyle, rock, country, blues, ecc.).

 

 

“Qualcosa che vale” non è un classico tributo a Battisti, ma piuttosto un tentativo, riuscito, di entrare nelle atmosfere che generano quei testi, colorandoli di suoni avvolgenti e intensità emotiva…

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